Orologio Digitale

martedì 31 gennaio 2012

67^ SAGRA DEL MANDORLO IN FIORE





La 67^ SAGRA DEL MANDORLO IN FIORE si svolgerà ad Agrigento dal 3 al 12 febbraio 2012 unitamente al 57° Festival Internazionale del Folklore, 12° Festival Internazionale "I bambini del mondo" e l'11° Corteo Storico d'Italia.


Si comincierà con il Festival internazionale "I bambini del mondo".


La Sagra è stata possibile grazie ai contributi della Regione Sicilia, del Comune di Agrigento, dell'Ente Parco e della Camera di Comercio.


L'evento sarà presentato da Carmelo Lazzaro, Margherita Trupiano, Davide Sardo, Salvatore Fazio, Elena Curto, Gaetano Ravanà e Gabriella Omodei.


I paesi partecipanti al 57° Festival Internazionale del Folklore saranno: Algeria, Bielorussia, Bulgaria, Cile, Georgia, India, Irlanda, Messico, Perù, Romania Russia, Serbia, Sierra Leone, Slovacchia.


Ci saranno la Banda e le majorettes "Lolan Mazsorett" dell'Ungheria, la Fanfara dei Bersaglieri.


Gli sbandieratori e musici di Vicari e la banda Musicale della Città di Paceco.


Un appuntamento con la tradizione e la cultura siciliana e internazionale.

lunedì 30 gennaio 2012

4 ANNI DI TONYPOET !



Carissimi TONYPOET oggi compie 4 anni!


Il blog sta crescendo, in questi anni sono aumentati i posts e gli argomenti.


Essi si sono rivelati nel tempo interessanti a giudicare dai commenti e dalle critiche espresse.


L'augurio è quello di poter offrire un servizio piacevole a tutti voi, appassionati della poesia, dell'arte e della cultura in genere.


Grazie per la vostra stima e attenzione!

domenica 29 gennaio 2012

ANTONINO CAUSI IL 30 GENNAIO ALLE ORE 18.30 SARA' OSPITE ALL'ANDROMANDRO SU RADIO UP



Care amiche ed amici vi comunico che domani 30 gennaio 2012 dalle ore 18.30 fino alle 20.00, sarò ospite della trasmissione l'ANDROMANDRO, rubrica di cultura e musica, in onda su RADIO UP (la radio è sul web, basta cliccare Radio Up Palermo).


Il programma è curato dallo scrittore e saggista MARCELLO SCURRIA in onda il lunedì alle ore 18.30 on line su RADIO UP.


Parlerò di poesia, della mia silloge "VERSI IN LIBERTA' " e tanto altro.


Invito tutti voi a seguirla . E' veramente interessante!


Basta cliccare sul vostro pc, in un motore di ricerca, ad esempio GOOGLE Radio Up Palermo e sarete in onda, in più si potrà intervenire inviando un SMS o chattare durante il programma.


Sintonizzati allora su RADIO UP!

venerdì 27 gennaio 2012

27 GENNAIO : GIORNATA DELLA MEMORIA



Quella di oggiè una data da ricordare e mai dimenticare!


Il 27 gennaio è la GIORNATA DELLA MEMORIA, è stata istituita per non dimenticare la SHOAH e tutte le vittime dei crimini nazisti.


Fu proprio il 27 gennaio 1945 che l'Armata Russa, dopo la ritirata delle truppe naziste, entrava nel campo di concentramento di Auschwitz e scoprire il sistematico e scientifico sterminio degli ebrei e di altre minoranze come zingari ed omossessuali, un vero e proprio genocidio!


Un milione e trecentomila persone furono deportate da tutta Europa in questo ed altri campi; furono uccisi nelle camere a gas, in esecuzioni individuali, sommarie e altre mostruosità.


Saranno sei milioni gli ebrei uccisi alla fine della Seconda Guerra Mondiale.


La data del 27 gennaio è stata istituita dodici anni fa.


Oggi sono previste le celebrazioni in tutto il mondo, perchè l'Olocausto riguarda tutti. Mantenere il ricordo vuol dire, evitare che focolai nazisti, guerre, persecuzioni, genocidi e razzismi vari possano intaccare i valori fondanti dell'Umanità!


RICORDARE... PER NON DIMENTICARE!!!

martedì 24 gennaio 2012

CAPOLAVORI DEL '500 MAI ESPOSTI IN MOSTRA A PALAZZO ABATELLIS





Sei capolavoridella tarda maniera firmati da WOBRECK, ALVINO, BRAME' e FONDULLI, per la prima volta da domani e fino al 29 febbraio, con una inaugurazione alle ore 17.00, saranno in mostra a Palermo a Palazzo Abatellis, nell'ambito del Circuito del Mito, il calendario di spettacoli ed eventi, promosso dall'Associazione Regionale al Turismo, Sport e Spettacolo con la Direzione Artistica del regista SALVATORE PRESTI.




Titolo della mostra "PITTURA DELLA TARDA MANIERA DAI DEPOSITI DELL'ABATELLIS".




Si tratta di opere che erano custodite nei depositi e che ora vengono esposti al pubblico, descrivono figure Mariane e dipinti della tarda Maniera .




Esse narrano una Sicilia artistica tra fatti di cronaca e scene di devozione.




Interverranno all'inaugurazione TERESA PUGLIATTI, già docente di Storia dell'Arte all'Università di Palermo che descriverà l'importanza delle opere; il Direttore Artistico del Circuito del Mito SALVATORE PRESTI e altre personalità.




Gli interventi conservativi, per la presentazione delle tavole in mostra sono stati curati da SABRINA SOTTILE e CRISTINA CATANZARO della Ditta Art.




Il catalogo della mostra è firmato da TERESA PUGLIATTI (Kalos 2011) e sarà presentato ufficialmente nell'Aula Magna di Palazzo Steri il prossimo 1 febbraio alle ore 17.30.




Ingresso gratuito alla mostra, da martedì a venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.00, sabato e domenica e festivi dalle 9.00 alle 13.00.




Per tutte le informazioni il sito è www.ilcircuitodelmito.it .

sabato 21 gennaio 2012

E' SCOMPARSO LO SCRITTORE VINCENZO CONSOLO



Si è spento stamane, nella sua casa di Milano, dopo una lunga malattia, l'esimio scrittore VITTORIO CONSOLO, nato a Sant'Agata di Militello (ME), nel 1933 esordì con il romanzo "LA FERITA DELL'APRILE", qui si narrano le battaglie politiche che seguirono in Sicilia alla Seconda Guerra Mondiale.


Gli argomenti dominanti dei suoi romanzi sono stati, la sconfitta del mondo contadino, l'isolamento degli intellettuali, l'escalation della violenza, l'insensibilità del potere.


Il romanzo che lo porterà al successo della letteratura italiana sarà "IL SORRISO DELL'IGNOTO MARINAIO" del 1976, opera che illustrò per bene la rivolta contadina nel passaggio dal regime borbonico a quello unitario, paese Alcara Li Fusi in provincia di Messina.


Seguiranno, il libro Premio Strega 1992: "NOTTETEMPO CASA PER CASA", "LE PIETRE DI PANTALICA","LO SPASIMO DI PALERMO".


Consolo è stato uno scrittore dal linguaggio sperimentale che ha saputo ben mescolare i termini dialettali e gli arcaismi.


Sono stati suoi amici : ELVIRA SELLERIO, VITTORINI, GADDA, PASOLINI, il poeta LUCIO PICCOLO e il grande maestro LEONARDO SCIASCIA.


La sua città d'adozione è stata Milano dove ha vissuto fino ad oggi con difficoltà per le sue idee antileghiste.


I libri di VINCENZO CONSOLO sono stati tradotti in parecchie lingue: francese, tedesco, spagnolo, portoghese, olandese, rumeno, catalano.


E' stato anche consulente della prestigiosa casa editrice EINAUDI.


Scompare con CONSOLO un siciliano che ha saputo raccontare il male di vivere di una Sicilia abbandonata a se stessa, ha rappresentato l'uomo, il suo destino, la sua sofferenza e corrosione fino alla morte.


Nelle sue opere traspare una certa affinità con le storie di GADDA.


VINCENZO CONSOLO è stato e rimane un autentico prosatore della Sicilia e dei suoi figli dimenticati.

venerdì 20 gennaio 2012

FIMMINI DI "LUSTRU" A TERMINI IMERESE









L'Associazione Culturale "TERMINI D'ARTE" presieduta dall'intraprendente poetessa termitana e grande amica RITA ELIA, organizza per giovedì 26 gennaio 2012, alle ore 17.00, presso la sede dell'Associazione, sita a Termini Imerese, in Via Garibaldi n°53, l'evento culturale. FIMMINI DI "LUSTRU", curato dalla D.ssa DONATELLA BATTAGLIA, archivista presso gli archivi vaticani e ricercatrice dell'Università degli Studi di Palermo ed Insegnante di materie letterarie.


Il tema dominante sono le donne illustri del nostro tempo, muse ispiratrici ed eroine passive su cui proiettare il proprio genio.


Si va dalle poetesse dell'800 per poi arrivare a ROSA BALISTRERI, GIUNI RUSSO, EMMA DANTE.


Donne in una società non pronta e quindi condannate all'oblio.


La parte musicale è affidata alla cantante folk FRANCESCA AMATO, del gruppo musicale "I CURTIGGHI".



(Nelle foto, dall'alto la poetessa inglese dell'800 EMILY BRONTE, la cantante folk di Licata (AG) ROSA BALISTRERI e la regista EMMA DANTE).

giovedì 19 gennaio 2012

ADDIO A MIGUEL GARCIA-POSADA



Si è spento all'età di 67 anni, lo scrittore e critico letterario spagnolo MIGUEL GARCIA-POSADA, considerato il massimo esperto del poeta FEDERICO GARCIA LORCA.


Ha collaborato ai quotidiani spagnoli "EL PAIS" e "ABC", è stato il Presidente dell'Associazione Spagnola dei Critici Letterari.


Ha scoperto molti inediti del poeta GARCIA LORCA ed ha curato anche l'opera omnia.


MIGUEL GARCIA-POSADA è stato anche Docente Universitario, autore di saggi, raccolte poetiche, membro delle giurie dei più importanti Premi di Lingua Spagnola.


Coordinatore della Cultura del Ministero della Pubblica Istruzione e Cultura della Comunità di Madrid, ha organizzato mostre e convegni di notevole interesse artistico.

martedì 10 gennaio 2012

MARENELLARTE ... LE PAROLE CHE IL MARE NON DICE...





Giovedì 12 gennaio 2012 alle ore 17.00, a Palermo, presso Palazzo Jung, sito in Via Lincoln n. 71, si svolgerà un incontro con la poesia, saranno letti i versi di autori famosi.




Interverranno all'evento il Prof. SALVATORE DI MARCO, scrittore e critico letterario; Dott. GAETANO BASILE, giornalista e scrittore; SALVO ANELLO, per il commento musicale.




Le poesie saranno lette dalla poetessa FRANCESCA GUAJANA.




La manifestazione curata dal Dott. FRANCESCO ANELLO e dall'Associazione Culturale PALERMO CULT PENSIERO è patrocinata dalla Provincia Regionale di Palermo.




Un pomeriggio all'insegna dell'arte più nobile e preziosa: LA POESIA!

venerdì 6 gennaio 2012

AI CANTIERI CULTURALI ALLA ZISA DIBATTITO : "CULTURA BENE COMUNE"



Inizia oggi fino a domenica 8 gennaio 2012, ai Cantieri Culturali della Zisa, in Via P. Gili n.4 a Palermo, una manifestazione di tre giorni di idee, incontri, dibattiti, concerti, performance e assemblee pubbliche per ribadire e sostenere il valore e il significato di spazio pubblico.


100 artisti, 70 associazioni e centinaia di cittadini uniti dall'appello lanciato dal movimento "I CANTIERI CHE VOGLIAMO", per dare luogo ad un dibattito pubblico sul tema della cultura bene comune prezioso, inalienabile e da difendere e promuovere con nuovi spazi pubblici, nella nostra città di Palermo.


Il programma completo è sul sito www.cantierizisa.it .

giovedì 5 gennaio 2012

CONCERTO DI ROSSANA CASALE A PALERMO A VILLA TRABIA






Domani 6 gennaio 2012, alle ore 19.00 a Palermo, a Villa Trabia ci sarà il concerto della bravissima cantante ROSSANA CASALE a conclusione delle festività natalizie e dell'iniziativa dal titolo "E' NATALE A VILLA TRABIA".


Ingresso libero.


Buon divertimento a tutti voi!!!



(In alto foto e video dell'artista).

martedì 3 gennaio 2012

UN AIUTO PER IL TEATRO COPPOLA DI CATANIA







Dalla metà di dicembre 2011, un gruppo di attori, musicisti, fotografi e lavoratori dello spettacolo sisono improvvisati carpentieri, muratori,elettricisti per ripristinare il glorioso TEATRO COPPOLA di Catania, un edificio storico costruito nel 1821, nonchè primo Teatro Comunale della città, distrutto dai bombardamenti del 1943 e poi completamente ricostruito ma mai ultimato e da anni inutilizzato.


Tutti gli artisti e lavoratori si son dati da fare per riportare agli antichi splendori la struttura di via Vecchio Bastione.


Dopo i teatri Marinoni di Venezia, il Valle di Roma anche il Sud grida la considerazione che la cultura è un bene comune ed è interesse di tutti difenderla.


Chi volesse può dare il proprio contributo, basta una mail a info@teatrocoppola.it per partecipare alla rinascita del Teatro Coppola, il Teatro dei Cittadini.


Giovedì 5 gennaio 2012, alle ore 11.00, una delegazione del Teatro Coppola -Teatro dei Cittadini incontrerà presso il Palazzo della Cultura i componenti della Commissione Cultura del Consiglio Comunale di Catania.


Tutto ciò per far presente la storia e lo stato della struttura occupata dagli artisti e lavoratori dello spettacolo.


Ribadisco l'invito a tutti voi di mettervi in contatto anche con il sito www.teatrocoppola.it ed aiutare un teatro e la sua cultura. GRAZIE!!!


(Nelle foto il logo del teatro e alcuni lavoratoti dello spettacolo. Il video spiega le ragioni del Teatro Coppola).



lunedì 2 gennaio 2012

UNA MOSTRA DEL PITTORE PALERMITANO MICHELE CATTI



Dal 27 novembre 2011 e sino all'8 gennaio 2012, alla Galleria Beatrice di Palazzo Sambuca, in via Alloro, nell'antica Palermo, si può visitare l'interessante mostra antologica dal titolo "MICHELE CATTI, LE RIMEMBRANZE" curata da Gaspare Amodeo.

Sono esposti trenta dipinti provenienti da collezioni palermitane.


Breve storia di MICHELE CATTI.


Nato a Palermo nell'aprile del 1855 da una famiglia agiata, mostrò presto la sua indole ribelle. Il padre lo voleva avvocato ma il giovane MICHELE CATTI non mostrò interesse per i codici, scappò di casa e frequentò per un breve periodo lo studio di Lo Jacono.


Agli ambienti artistici lo aveva introdotto lo scrittore LUIGI NATOLI, suo amico.


Ben presto CATTI lasciò Palermo per Roma dove conobe il pittore e fotografo abruzzese, amico di D'ANNUNZIO, FRANCESCO PAOLO MICHETTI.


Girò l'Italia in lungo ed in largo, espose in varie mostre ma vendette pochi quadri; gli ultimi anni li visse a Palermo in uno stato di depressione e vittima dell'alcol; morì nel luglio del 1914.


Il figlio Aurelio ereditò la passione del padre.


La Galleria d'Arte Moderna (GAM), contiene alcuni dipinti del Catti, come Porta Nuova, Domenica piovosa, La Fiera dei morti, Due novembre ecc.


Chiunque volesse conoscere questo bravo artista, può visitare la mostra aperta da martedì al sabato dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 18.00; il lunedì solo il pomeriggio.


L'ingresso è libero.

domenica 1 gennaio 2012

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO



Ecco il discorso di fine anno 2011 del PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO agli italiani trasmesso in tv e sul web ieri 31.12.2011.



Da parte mia a tutti voi l'augurio di un anno pieno di salute, di pace, di crescita artistica, spirituale e di serenità familiare.





Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale, 31/12/2011



Buona sera e buon anno. E innanzitutto, grazie. E' un grazie che debbo a tanti di voi, a tanti italiani, uomini e donne, di tutte le generazioni e di ogni parte del paese, per il calore con cui mi avete accolto ovunque mi sia recato per celebrare la nascita dell'Italia unita e i suoi 150 anni di vita. Grazie per la partecipazione sentita e significativa a quelle celebrazioni, per lo spirito di iniziativa che si è acceso nelle più diverse istituzioni e comunità, accompagnando uno straordinario risveglio di memoria storica e di mobilitazione civile, e portando le celebrazioni del Centocinquantenario a un successo, per quantità e qualità, superiore anche alle previsioni più ottimistiche.Il mio è, in sostanza, un grazie per avermi trasmesso nuovi e più forti motivi di fiducia nel futuro dell'Italia. Che fa tutt'uno con fiducia in noi stessi, per quel che possiamo sprigionare e far valere dinanzi alle avversità : spirito di sacrificio e slancio innovativo, capacità di mettere a frutto le risorse e le riserve di un'economia avanzata, solida e vitale nonostante squilibri e punti deboli, di un capitale umano ricco di qualità e sottoutilizzato, di un'eredità culturale e di una creatività universalmente riconosciute.Non mi nascondo, certo, che nell'animo di molti, la fiducia che ho sentito riaffiorare e crescere nel ricordo della nostra storia rischia di essere oscurata, in questo momento, da interrogativi angosciosi e da dubbi che possono tradursi in scoraggiamento e indurre al pessimismo. La radice di questi stati d'animo, anche aspramente polemici, è naturalmente nella crisi finanziaria ed economica in cui l'Italia si dibatte.Ora, è un fatto che l'emergenza resta grave : è faticoso riguadagnare credibilità, dopo aver perduto pesantemente terreno ; i nostri Buoni del Tesoro - nonostante i segnali incoraggianti degli ultimi giorni - restano sotto attacco nei mercati finanziari ; il debito pubblico che abbiamo accumulato nei decenni pesa come un macigno e ci costa tassi di interesse pericolosamente alti. Lo sforzo di risanamento del bilancio, culminato nell'ultimo, così impegnativo decreto approvato giorni fa dal Parlamento, deve perciò essere portato avanti con rigore. Nessuna illusione possiamo farci a questo riguardo. Ma siamo convinti che i frutti non mancheranno. I sacrifici non risulteranno inutili. Specie se l'economia riprenderà a crescere : il che dipende da adeguate scelte politiche e imprenditoriali, come da comportamenti diffusi, improntati a laboriosità e dinamismo, capaci di produrre coesione sociale e nazionale.Parlo dei sacrifici, guardando specialmente a chi ne soffre di più o ne ha più timore. Nessuno, oggi - nessun gruppo sociale - può sottrarsi all'impegno di contribuire al risanamento dei conti pubblici, per evitare il collasso finanziario dell'Italia. Dobbiamo comprendere tutti che per lungo tempo lo Stato, in tutte le sue espressioni, è cresciuto troppo e ha speso troppo, finendo per imporre tasse troppo pesanti ai contribuenti onesti e per porre una gravosa ipoteca sulle spalle delle generazioni successive. Nella seconda metà del Novecento, il benessere collettivo è giunto a livelli un tempo impensabili portando l'Italia nel gruppo delle nazioni più ricche. Ma a partire dagli anni Ottanta, la spesa pubblica è cresciuta in modo sempre più incontrollato, e ormai insostenibile. E c'è anche chi ne ha tratto e continua a trarne indebito profitto : a ciò si legano strettamente fenomeni di dilagante corruzione e parassitismo, di diffusa illegalità e anche di inquinamento criminale. Né, quando si parla di conti pubblici da raddrizzare, si può fare a meno di mettere nel mirino l'altra grande patologia italiana : una massiccia, distorsiva e ingiustificabile evasione fiscale. Che ci si debba impegnare a fondo per colpire corruzione ed evasione fiscale, è fuori discussione. Sapendo che è un'opera di lunga lena, che richiede accurata preparazione di strumenti efficaci e continuità : ed è quanto si richiede egualmente per un impegno di riduzione delle disuguaglianze, di censimento delle forme di ricchezza da sottoporre a più severa disciplina, di intervento incisivo su posizioni di rendita e di privilegio.Ma mentre è giusto, anzi sacrosanto, fare appello perché si agisca in queste direzioni, è necessario riconoscere come si debba senza indugio procedere alla puntuale revisione e alla riduzione della spesa pubblica corrente : anche se ciò comporta rinunce dolorose per molti a posizioni acquisite e a comprensibili aspettative.Per procedere con equità si deve innanzitutto stare attenti a non incidere su già preoccupanti situazioni di povertà, o a non aggravare rischi di povertà cui sono esposti oggi strati più ampi di famiglie, anche per effetto della crescita della disoccupazione, soprattutto giovanile. Ma più in generale occorre definire nuove forme di sicurezza sociale che sono state finora trascurate a favore di una copertura pensionistica più alta che in altri paesi o anche di provvidenze generatrici di sprechi.Bisogna dunque ripensare e rinnovare le politiche sociali e anche, muovendo dall'esigenza pressante di un elevamento della produttività, le politiche del lavoro : per la fondamentale ragione che il mondo è cambiato, che l'epicentro della crescita economica - e anche di quella demografica - si è spostato lontano dall'Europa, e non solo il nostro paese, ma il nostro continente vedono ridursi il loro peso e i loro mezzi, e debbono rivedere il modo di concepire e distribuire il proprio benessere, e concentrare i loro sforzi nel guadagnare nuove posizioni e opportunità nella competizione globale. Senza mettere in causa la dimensione sociale del modello europeo, il rispetto della dignità e dei diritti del lavoro.Mi si consenta una piccola digressione personale : vengo da una lontana, lunga esperienza politica concepita e vissuta nella vicinanza al mondo del lavoro, nella partecipazione alle sue vicende e ai suoi travagli. Mi sono formato, da giovane, nel rapporto diretto, personale con la realtà delle fabbriche della mia Napoli, con quegli operai e lavoratori. E' un sentimento e un'emozione che ho visto rinnovarsi in me ogni volta che ho visitato da Presidente una fabbrica, incontrandone le maestranze. Comprendo dunque, e sento molto, in questo momento, le difficoltà di chi lavora e di chi rischia di perdere il lavoro, come quelle di chi ha concluso o sta per concludere la sua vita lavorativa mentre sono in via di attuazione o si discutono ancora modifiche del sistema pensionistico. Ma non dimentico come nel passato, in più occasioni, sia stata decisiva per la salvezza e il progresso dell'Italia la capacità dei lavoratori e delle loro organizzazioni di esprimere slancio costruttivo, nel confronto con ogni realtà in via di cambiamento, e anche di fare sacrifici, affermando in tal modo, nello stesso tempo, la loro visione nazionale, il loro ruolo nazionale.Non è stato forse così negli anni della ricostruzione industriale, dopo la liberazione del paese? Non è stato forse così in quel terribile 1977, quando c'era da debellare un'inflazione che galoppava oltre il 20 per cento e da sconfiggere l'attacco criminale quotidiano e l'insidia politica del terrorismo brigatista?Guardiamo dunque con questa consapevolezza alle grandi prove che abbiamo davanti : come superare i rischi più gravi di crisi finanziaria per il nostro paese, e come reagire alle minacce incombenti di recessione. L'Italia può e deve farcela ; la nostra società deve uscirne più severa e più giusta, più dinamica, moralmente e civilmente più viva, più aperta, più coesa.Rigore finanziario e crescita. Crescita più intensa e unitaria, nel Nord e nel Sud, da mettere in moto con misure finalizzate alla competitività del sistema produttivo, all'investimento in ricerca e innovazione e nelle infrastrutture, a un fecondo dispiegarsi della concorrenza e del merito. E' a queste misure che ha annunciato di voler lavorare il governo, nel dialogo con le parti sociali e in un rapporto aperto col Parlamento. Obbiettivo di fondo : più occupazione qualificata per i giovani e per le donne. Si è diffusa, ormai, la convinzione che dei sacrifici siano inevitabili per tutti : ma la preoccupazione maggiore che emerge tra i cittadini, è quella di assicurare un futuro ai figli, ai giovani. E' questo obbiettivo che può meglio motivare gli sforzi da compiere : è questo l'impegno cui non possiamo sottrarci.Perseguire questi obbiettivi, uscire dalle difficoltà in cui non solo noi ci troviamo è impossibile senza un più coerente sforzo congiunto al livello europeo. E' comprensibile che anche in Italia si manifesti oggi insoddisfazione per il quadro che presenta l'Europa unita. Ma ciò non deve mai tradursi in sfiducia verso l'integrazione europea. Quel che abbiamo costruito, insieme, tenacemente, è stato decisivo per garantirci sempre di più pace e unità nel nostro continente, progresso in ogni campo, crescente benessere sociale, salvaguardia e affermazione nel mondo dei nostri comuni interessi e valori europei.E oggi, ben più di cinquant'anni fa, solo uniti potremo ancora progredire e contare come europei in un quadro mondiale radicalmente cambiato. All'Italia tocca perciò levare la sua voce perché si vada avanti verso una più conseguente integrazione europea, e non indietro verso anacronistiche chiusure e arroganze nazionali. Occorrono senza ulteriori indugi scelte adeguate e solidali per bloccare le pressioni speculative contro i titoli del debito di singoli paesi come l'Italia, perché il bersaglio è l'Europa, ed europea dev'essere la risposta.Risposta in termini di stabilità finanziaria e insieme di rilancio dello sviluppo. E non ci siamo. Particolarmente sottovalutata è la prospettiva della recessione, con tutte le sue conseguenze. In quanto all'Italia, è tempo che da parte di tutti in Europa si prendano sul serio e si apprezzino le dimostrazioni che il nostro paese ha dato e si appresta a dare, pagando prezzi non lievi, della sua adesione a principi di stabilità finanziaria e di disciplina di bilancio, nonché del suo impegno per riforme strutturali volte a suscitare una più libera e intensa crescita economica. Abbiamo solo da procedere nel cammino intrapreso, anche per far meglio sentire, in seno alle istituzioni europee - in condizioni di parità - il nostro contributo a nuove, meditate decisioni ed evoluzioni dell'Unione.In questo senso sta svolgendo il suo mandato il governo Monti, la cui nascita ha costituito il punto d'arrivo di una travagliata crisi politica di cui il Presidente del Consiglio, on. Berlusconi, poco più di un mese fa, ha preso responsabilmente atto. Si è allora largamente convenuto che il far seguire precipitosamente, all'apertura della crisi di governo, uno scioglimento anticipato delle Camere e il conseguente scontro elettorale, avrebbe rappresentato un azzardo pesante dal punto di vista dell'interesse generale del paese. Di qui è venuto quel largo sostegno in Parlamento al momento della fiducia al governo, con una scelta di cui va dato merito a forze già di maggioranza e già di opposizione.E' importante ora che l'Italia possa contare su una fase di stabilità e di serenità politica. Ciò non toglie che ogni partito mantenga la sua fisionomia e si caratterizzi in Parlamento con le sue proposte rispetto all'azione che l'esecutivo deve portare avanti. Soprattutto, un vasto campo è aperto per l'iniziativa dei partiti e per la ricerca di intese tra loro sul terreno di riforme istituzionali da tempo mature. Queste sono necessarie anche per creare condizioni migliori in vista di un più costruttivo ed efficace svolgimento della democrazia dell'alternanza nello scenario della nuova legislatura dopo il ritorno alle urne.Mi auguro che i cittadini guardino con attenzione, senza pregiudizi, alla prova che le forze politiche daranno in questo periodo della loro capacità di rinnovarsi e di assolvere alla funzione insostituibile che gli è propria di prospettare e perseguire soluzioni per i problemi di fondo del paese. Non c'è futuro per l'Italia senza rigenerazione della politica e della fiducia nella politica.Solo così ci porteremo, nei prossimi anni, all'altezza di quei problemi di fondo che sono ardui e complessi e vanno al di là di pur scottanti emergenze. Avvertiamo quotidianamente i limiti della nostra realtà sociale, confrontandoci con la condizione di quanti vivono in gravi ristrettezze, con le ansie e le incertezze dei giovani nella difficile ricerca di una prospettiva di lavoro. E insieme avvertiamo i limiti del nostro vivere civile, confrontandoci con l'emergenza della condizione disumana delle carceri e dei carcerati, o con quella del dissesto idrogeologico che espone a ricorrenti disastri il nostro territorio, o con quella di una crescente presenza di immigrati, con i loro bambini, che restano stranieri senza potersi, nei modi giusti, pienamente integrare. Ci si pongono dunque acute necessità di scelte immediate e di visioni lungimiranti. Occorre una nuova "forza motivante" perché si sprigioni e operi la volontà collettiva indispensabile ; occorrono coraggio civile e sguardo rivolto "con speranza fondata verso il futuro". Questo ci hanno detto nei giorni natalizi alte voci spirituali. Esse si sono in effetti rivolte al più vasto mondo in cui si collocano i travagli della nostra Italia e della nostra Europa. Un mondo nel quale sono emerse di recente nuove correnti e forze portatrici di aspirazioni alla libertà e alla giustizia, ma anche difficoltà e tensioni, e ancora feroci repressioni. Mentre restano aperti antichi focolai di contrapposizione e di conflitto, e si manifestano ciechi furori religiosi, fino a dar luogo a orribili stragi di comunità cristiane. L'Italia non può restare, e non resta, estranea a ogni possibile iniziativa di pace e umanitaria : come dice la nostra partecipazione - anche con dolorosi sacrifici di giovani vite - a quelle missioni militari e civili internazionali che vedono migliaia di nostri connazionali farsi onore. Nel salutarli e ascoltarli in occasione del Natale, ho colto accenti confortanti di alto senso di responsabilità e di forte vocazione al servizio del bene comune.Sono accenti che colgo, qui in Italia, in tante occasioni di incontro con le molteplici espressioni dell'universo della solidarietà, del volontariato, dell'impegno civile. Sono accenti che trovo in lettere toccanti che mi vengono indirizzate da persone anziane, da giovani e ragazzi, da uomini e donne che raccontano i loro propositi operosi e le loro esperienze. Lasciatemi dunque ripetere : la fiducia in noi stessi è il solido fondamento su cui possiamo costruire, con spirito di coesione, con senso dello stare insieme di fronte alle difficoltà, dello stare insieme nella comunità nazionale come nella famiglia.E allora apriamoci così al nuovo anno : facciamone una grande occasione, un grande banco di prova, per il cambiamento e il nuovo balzo in avanti di cui ha bisogno l'Italia.


A voi tutti, con affetto, buon 2012 !