Orologio Digitale

sabato 28 febbraio 2015

A PALERMO SI PRESENTA IL VOLUME DI POESIE E BALLATE SICILIANE DI SERENA LAO : “CANTU LA LIBBERTA' CA M'APPARTENI"







Venerdì 06 Marzo 2015 alle ore 18,00 a Palermo, nella splendida cornice dell’Oratorio di San Lorenzo, via dell’Immacolatella (nei pressi della Basilica di San Francesco) sarà presentato il volume di poesie e ballate siciliane “CANTU LA LIBBERTA' CA M'APPARTENI" scritto dalla cantautrice Serena Lao ed edito DALL’ISSPE, ISTITUTO SICILIANO DI STUDI POLITICI ED ECONOMICI.


Interverranno il Prof. Tommaso Romano, il Prof. Umberto Balistreri, il Prof. Alfio Inserra, IL Dott. Vito Mauro e l’autrice Serena Lao.



Con la partecipazione degli attori Patrizia Genova, Pietro Massaro, Cettina Mirrione e  con Agostino Comito alla chitarra, Antonia Enna alla viola, Maurizio Maiorana al clarinetto Basso

Gli ospiti, all’interno dei saloni, potranno ammirare i preziosi stucchi di Giacomo Serpotta. 



Ingresso libero.

(Nelle foto dall'alto la poetessa-cantautrice SERENA LAO  e l'interno dell'oratorio di San Lorenzo a Palermo : location dell'evento).

domenica 22 febbraio 2015

ALLA DANTE ALIGHIERI DI PALERMO UN RICORDO DI MARIO LUZI A DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA




Sabato 28 Febbraio  alle ore 17.30  a Palermo presso la Villa Malfitano  Whitaker , in via Dante n. 167, si ricorderà il grande poeta MARIO LUZI con l'evento "Per ricordare  Luzi a dieci anni dalla morte ".

Interverranno  E. Giunta, P. Longo, A Velez, seguirà "Brani di un mortale duetto" (voce e flauto) con L. Tedesco e A. Cilona .

L'evento è curato dalla Società Dante Alighieri - Comitato di Palermo, Presidente Domenica Perrone.

Ingresso libero. Da non perdere!


giovedì 19 febbraio 2015

A PARTINICO (PA) SI PRESENTA IL LIBRO DI FRANCESCO BILLECI I BAMBINI NON SI TOCCANO (Complotto di Mafia)




Sabato 21 febbraio alle ore 17.00 a Partinico (PA) presso il Palazzo dei Carmelitani , si presenterà il libro dello scrittore e poeta FRANCESCO BILLECI.


Interverranno 



Salvo Lo Biundo  (Sindaco di Partinico)

Filippo Aiello (Presidente del consiglio)
Francesco Billeci (Autore del libro)
Graziella Di Giorgio (Relatrice)
Rosita Brugnano (Voce narrante)
Gaetano Porcasi (Pittore  sociale)
Davide Romano ( Editore)
Marina Brugnano (Moderatrice)



Siete tutti invitati un evento che merita la vostra attenzione !




mercoledì 18 febbraio 2015

A PALERMO SI PRESENTA IL CORTOMETRAGGIO "MALACRITA"








Venerdì 20 febbraio 2015 alle ore 17.30 presso il Salone delle Feste del Circolo degli Ufficiali Piazza S. Oliva 25 - Palermo avrà luogo la proiezione del cortometraggio "MALACRITA" liberamente tratto dal libro " Felice Malacrita" di FILIPPO FRATANTONI.

Ne parleranno il critico cinematografico Eliana Lo Castro Napoli, la sovrintendente ai beni culturali di Palermo Maria Elena Volpes, la giornalista Chiara Giarrusso, Caterina Di Chiara presidente Inner Wheel Palermo centro ed Elena Saviano presidente Associazione Cycnus

Seguirà cocktail

INGRESSO LIBERO

(In alto invito e promo video del cortometraggio Malacrita)

martedì 10 febbraio 2015

10 FEBBRAIO "GIORNO DEL RICORDO" LE FOIBE







Oggi 10 febbraio è il giorno del ricordo. Si tratta di una  solennità civile nazionale italiana, celebrata  ogni anno. 

Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, essa commemora le vittime dei massacri delle foibe e  dell'esodo giuliano - dalmata.

Secondo la legge che l'ha istituito, al Giorno del ricordo è associato il rilascio di una targa commemorativa, destinata ai parenti degli "infoibati" e delle altre vittime delle persecuzioni, dei massacri e delle deportazioni occorse in Istria, in Dalmazia o nelle province dell'attuale confine orientale durante l'ultima fase della seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi.

La data prescelta è il giorno in cui nel 1947, fu firmato il trattato di pace che assegnava alla Jugoslavia l'Istria e la Venezia Giulia.

Un periodo triste della nostra storia che vergognosamente è venuto alla ribalta e conoscenza soltanto negli ultimi anni. 

Ma oggi è per sempre dobbiamo ricordare questa tristissima data e speriamo molto presto sia inserita a scuola. 

Come è giusto che sia per amore della verità! 

sabato 7 febbraio 2015

AL TEATRO ZAPPALA' DI PALERMO E' DI SCENA : "L'ISOLA CHE NON C'E' "



Mercoledì 25 febbraio alle ore 19.00  a Palermo presso il Teatro Franco Zappalà, in via Autonomia Siciliana n. 123/A : Ars Movendi e Alegria insieme per un evento imperdibile daranno vita ad una commedia musicale coinvolgente ed esilarante dal titolo : " L'ISOLA CHE NON C'E' ", per grandi e piccoli. 


Assolutamente da non perdere, lo spettacolo poggia le sue basi sulla struttura di un vero e proprio musical, attingendo ad uno dei racconti per bambini più apprezzati: Peter Pan, Capitano Uncino, Spugna e i bimbi sperduti accompagneranno il pubblico in un turbinio di colpi di scena, meravigliose coreografie, emozionanti performance cantate dal vivo, e gag comiche dall'altissimo impatto e coinvolgimento dei bambini presenti. 



Lo spettacolo sarà accompagnato dal suono del Pianoforte dal vivo così da conferire ancor più magia ad uno spettacolo che porterà il pubblico a volare sopra i tetti di Londra, affrontare la sgangherata ciurma di Capitano Uncino e visitare il covo segreto di Peter Pan!



Biglietto adulti:  € 10.00, bambini € 6.00.

N.B. per le scuole pubbliche e private sono previsti spettacoli mattutini nelle stesse date. Info scuole 3348395706

Info & Biglietti 
Ars Movendi 091 322573
Alegria 091581265
Mastro Festa 0917542817

giovedì 5 febbraio 2015

A MONREALE (PA) IMPROVVISAZIONI SU "SOLSTIZIO" DI ROBERTO DEIDIER








Venerdì 13 febbraio alle ore 16.00 a Monreale(PA) presso la  Galleria Civica "Giuseppe Sciortino" - ex monastero dei Benedettini - Piazza Guglielmo II, il Comune di Monreale e Mondadori Editore presenteranno  improvvisazioni su "Solstizio" del poeta Roberto Deidier. 

Interverranno il poeta  Elio Pecora, Giuseppe Cutino, l'autore Roberto Deidier, intermezzi musicali alla chitarra a cura di Toti Basso.

Dalle ore 16 sarà possibile partecipare al percorso guidato all’interno della Sezione Antica della Biblioteca Comunale “Santa Maria La Nuova”, a cura di Ignazia Ferraro. 

Concluderà l'evento una piacevolissima degustazione vinicola.

Ingresso libero.

(Nelle foto: la locandina dell'evento e il poeta Roberto Deidier).

martedì 3 febbraio 2015

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA AL PARLAMENTO NEL GIORNO DEL GIURAMENTO



Pubblico per intero il messaggio del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento. 


Signora Presidente della Camera dei Deputati, Signora Vice Presidente del Senato, Signori Parlamentari e Delegati regionali,

Rivolgo un saluto rispettoso a questa assemblea, ai parlamentari che interpretano la sovranità del nostro popolo e le danno voce e alle Regioni qui rappresentate.

Ringrazio la Presidente Laura Boldrini e la Vice Presidente Valeria Fedeli.

Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte al voto.

Un pensiero deferente ai miei predecessori, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, che hanno svolto la loro funzione con impegno e dedizione esemplari.

A loro va l'affettuosa riconoscenza degli italiani.

Al Presidente Napolitano che, in un momento difficile, ha accettato l'onere di un secondo mandato, un ringraziamento particolarmente intenso.

Rendo omaggio alla Corte Costituzionale organo di alta garanzia a tutela della nostra Carta fondamentale, al Consiglio Superiore della magistratura presidio dell'indipendenza e a tutte le magistrature.
Avverto pienamente la responsabilità del compito che mi è stato affidato.

La responsabilità di rappresentare l'unità nazionale innanzitutto. L'unità che lega indissolubilmente i nostri territori, dal Nord al Mezzogiorno.

Ma anche l'unità costituita dall'insieme delle attese e delle aspirazioni dei nostri concittadini.
Questa unità, rischia di essere difficile, fragile, lontana.

L'impegno di tutti deve essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze.

La lunga crisi, prolungatasi oltre ogni limite, ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro Paese e ha messo a dura prova la tenuta del suo sistema produttivo.

Ha aumentato le ingiustizie.

Ha generato nuove povertà.

Ha prodotto emarginazione e solitudine.

Le angosce si annidano in tante famiglie per le difficoltà che sottraggono il futuro alle ragazze e ai ragazzi.

Il lavoro che manca per tanti giovani, specialmente nel Mezzogiorno, la perdita di occupazione, l'esclusione, le difficoltà che si incontrano nel garantire diritti e servizi sociali fondamentali.

Sono questi i punti dell'agenda esigente su cui sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo.

Dobbiamo saper scongiurare il rischio che la crisi economica intacchi il rispetto di principi e valori su cui si fonda il patto sociale sancito dalla Costituzione.

Per uscire dalla crisi, che ha fiaccato in modo grave l'economia nazionale e quella europea, va alimentata l'inversione del ciclo economico, da lungo tempo attesa.

E' indispensabile che al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita, da articolare innanzitutto a livello europeo.

Nel corso del semestre di Presidenza dell'Unione Europea appena conclusosi, il Governo - cui rivolgo un saluto e un augurio di buon lavoro - ha opportunamente perseguito questa strategia.

Sussiste oggi l'esigenza di confermare il patto costituzionale che mantiene unito il Paese e che riconosce a tutti i cittadini i diritti fondamentali e pari dignità sociale e impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l'eguaglianza.

L'urgenza di riforme istituzionali, economiche e sociali deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla nostra comunità, risposte adeguate alle sfide che abbiamo di fronte.

Esistono nel nostro Paese energie che attendono soltanto di trovare modo di esprimersi compiutamente.
Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito.

Penso alle imprese, piccole medie e grandi che, tra rilevanti difficoltà, trovano il coraggio di continuare a innovare e a competere sui mercati internazionali.

Penso alla Pubblica Amministrazione che possiede competenze di valore ma che deve declinare i principi costituzionali, adeguandosi alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e alle sensibilità dei cittadini, che chiedono partecipazione, trasparenza, semplicità degli adempimenti, coerenza nelle decisioni.

Non servono generiche esortazioni a guardare al futuro ma piuttosto la tenace mobilitazione di tutte le risorse della società italiana.

Parlare di unità nazionale significa, allora, ridare al Paese un orizzonte di speranza.

Perché questa speranza non rimanga un'evocazione astratta, occorre ricostruire quei legami che tengono insieme la società.

A questa azione sono chiamate tutte le forze vive delle nostre comunità in Patria come all'estero.

Ai connazionali nel mondo va il mio saluto affettuoso.

Un pensiero di amicizia rivolgo alle numerose comunità straniere presenti nel nostro Paese.

La strada maestra di un Paese unito è quella che indica la nostra Costituzione, quando sottolinea il ruolo delle formazioni sociali, corollario di una piena partecipazione alla vita pubblica.

La crisi di rappresentanza ha reso deboli o inefficaci gli strumenti tradizionali della partecipazione, mentre dalla società emergono, con forza, nuove modalità di espressione che hanno già prodotto risultati avvertibili nella politica e nei suoi soggetti.

Questo stesso Parlamento presenta elementi di novità e di cambiamento.

La più alta percentuale di donne e tanti giovani parlamentari. Un risultato prezioso che troppe volte la politica stessa finisce per oscurare dietro polemiche e conflitti.

I giovani parlamentari portano in queste aule le speranze e le attese dei propri coetanei. Rappresentano anche, con la capacità di critica, e persino di indignazione, la voglia di cambiare.

A loro, in particolare, chiedo di dare un contributo positivo al nostro essere davvero comunità nazionale, non dimenticando mai l'essenza del mandato parlamentare.

L'idea, cioè, che in queste aule non si è espressione di un segmento della società o di interessi particolari, ma si è rappresentanti dell'intero popolo italiano e, tutti insieme, al servizio del Paese.

Tutti sono chiamati ad assumere per intero questa responsabilità.

Condizione primaria per riaccostare gli italiani alle istituzioni è intendere la politica come servizio al bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti.

E' necessario ricollegare a esse quei tanti nostri concittadini che le avvertono lontane ed estranee.

La democrazia non è una conquista definitiva ma va inverata continuamente, individuando le formule più adeguate al mutamento dei tempi.

E' significativo che il mio giuramento sia avvenuto mentre sta per completarsi il percorso di un'ampia e incisiva riforma della seconda parte della Costituzione.

Senza entrare nel merito delle singole soluzioni, che competono al Parlamento, nella sua sovranità, desidero esprimere l'auspicio che questo percorso sia portato a compimento con l'obiettivo di rendere più adeguata la nostra democrazia.

Riformare la Costituzione per rafforzare il processo democratico.

Vi è anche la necessità di superare la logica della deroga costante alle forme ordinarie del processo legislativo, bilanciando l'esigenza di governo con il rispetto delle garanzie procedurali di una corretta dialettica parlamentare.
Come è stato più volte sollecitato dal Presidente Napolitano, un'altra priorità è costituita dall'approvazione di una nuova legge elettorale, tema sul quale è impegnato il Parlamento.

Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il compito del capo dello Stato nel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione.

E' una immagine efficace.

All'arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L'arbitro deve essere - e sarà - imparziale.
I giocatori lo aiutino con la loro correttezza.

Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione.

La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste, peraltro, nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno.

Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro.

Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro.

Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario digitale.

Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici.

Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace.

Significa garantire i diritti dei malati.

Significa che ciascuno concorra, con lealtà, alle spese della comunità nazionale.

Significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi.

Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni.

Significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità.

Significa sostenere la famiglia, risorsa della società.

Significa garantire l'autonomia ed il pluralismo dell'informazione, presidio di democrazia.

Significa ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono l'Italia dal nazifascismo.

Significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva.

Garantire la Costituzione significa affermare e diffondere un senso forte della legalità.
La lotta alla mafia e quella alla corruzione sono priorità assolute.

La corruzione ha raggiunto un livello inaccettabile.

Divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini.

Impedisce la corretta esplicazione delle regole del mercato.

Favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci.

L'attuale Pontefice, Francesco, che ringrazio per il messaggio di auguri che ha voluto inviarmi, ha usato parole severe contro i corrotti: «Uomini di buone maniere, ma di cattive abitudini».

E' allarmante la diffusione delle mafie, antiche e nuove, anche in aree geografiche storicamente immuni. Un cancro pervasivo, che distrugge speranze, impone gioghi e sopraffazioni, calpesta diritti.

Dobbiamo incoraggiare l'azione determinata della magistratura e delle forze dell'ordine che, spesso a rischio della vita, si battono per contrastare la criminalità organizzata.

Nella lotta alle mafie abbiamo avuto molti eroi. Penso tra gli altri a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Per sconfiggere la mafia occorre una moltitudine di persone oneste, competenti, tenaci. E una dirigenza politica e amministrativa capace di compiere il proprio dovere.

Altri rischi minacciano la nostra convivenza.

Il terrorismo internazionale ha lanciato la sua sfida sanguinosa, seminando lutti e tragedie in ogni parte del mondo e facendo vittime innocenti.

Siamo inorriditi dalle barbare decapitazioni di ostaggi, dalle guerre e dagli eccidi in Medio Oriente e in Africa, fino ai tragici fatti di Parigi.

Il nostro Paese ha pagato, più volte, in un passato non troppo lontano, il prezzo dell'odio e dell'intolleranza. Voglio ricordare un solo nome: Stefano Taché, rimasto ucciso nel vile attacco terroristico alla Sinagoga di Roma nell'ottobre del 1982. Aveva solo due anni. Era un nostro bambino, un bambino italiano.

La pratica della violenza in nome della religione sembrava un capitolo da tempo chiuso dalla storia. Va condannato e combattuto chi strumentalizza a fini di dominio il proprio credo, violando il diritto fondamentale alla libertà religiosa.

Considerare la sfida terribile del terrorismo fondamentalista nell'ottica dello scontro tra religioni o tra civiltà sarebbe un grave errore.

La minaccia è molto più profonda e più vasta. L'attacco è ai fondamenti di libertà, di democrazia, di tolleranza e di convivenza.

Per minacce globali servono risposte globali.

Un fenomeno così grave non si può combattere rinchiudendosi nel fortino degli Stati nazionali.

I predicatori d'odio e coloro che reclutano assassini utilizzano internet e i mezzi di comunicazione più sofisticati, che sfuggono, per la loro stessa natura, a una dimensione territoriale.

La comunità internazionale deve mettere in campo tutte le sue risorse.

Nel salutare il Corpo Diplomatico accreditato presso la Repubblica, esprimo un auspicio di intensa collaborazione anche in questa direzione.

La lotta al terrorismo va condotta con fermezza, intelligenza, capacità di discernimento. Una lotta impegnativa che non può prescindere dalla sicurezza: lo Stato deve assicurare il diritto dei cittadini a una vita serena e libera dalla paura.

Il sentimento della speranza ha caratterizzato l'Europa nel dopoguerra e alla caduta del muro di Berlino. Speranza di libertà e di ripresa dopo la guerra, speranza di affermazione di valori di democrazia dopo il 1989.

Nella nuova Europa l'Italia ha trovato l'affermazione della sua sovranità; un approdo sicuro ma soprattutto un luogo da cui ripartire per vincere le sfide globali. L'Unione Europea rappresenta oggi, ancora una volta, una frontiera di speranza e la prospettiva di una vera Unione politica va rilanciata, senza indugio.

L'affermazione dei diritti di cittadinanza rappresenta il consolidamento del grande spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia.

Le guerre, gli attentati, le persecuzioni politiche, etniche e religiose, la miseria e le carestie generano ingenti masse di profughi.

Milioni di individui e famiglie in fuga dalle proprie case che cercano salvezza e futuro proprio nell'Europa del diritto e della democrazia.

E' questa un'emergenza umanitaria, grave e dolorosa, che deve vedere l'Unione Europea più attenta, impegnata e solidale.

L'Italia ha fatto e sta facendo bene la sua parte e siamo grati a tutti i nostri operatori, ai vari livelli, per l'impegno generoso con cui fronteggiano questo drammatico esodo.

A livello internazionale la meritoria e indispensabile azione di mantenimento della pace, che vede impegnati i nostri militari in tante missioni, ¬ deve essere consolidata con un'azione di ricostruzione politica, economica, sociale e culturale, senza la quale ogni sforzo è destinato a vanificarsi.

Alle Forze Armate, sempre più strumento di pace ed elemento essenziale della nostra politica estera e di sicurezza, rivolgo un sincero ringraziamento, ricordando quanti hanno perduto la loro vita nell'assolvimento del proprio dovere.

Occorre continuare a dispiegare il massimo impegno affinché la delicata vicenda dei due nostri fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trovi al più presto una conclusione positiva, con il loro definitivo ritorno in Patria.

Desidero rivolgere un pensiero ai civili impegnati, in zone spesso rischiose, nella preziosa opera di cooperazione e di aiuto allo sviluppo.

Di tre italiani, padre Paolo Dall'Oglio, Giovanni Lo Porto e Ignazio Scaravilli non si hanno notizie in terre difficili e martoriate. A loro e ai loro familiari va la solidarietà e la vicinanza di tutto il popolo italiano, insieme all'augurio di fare presto ritorno nelle loro case.

Onorevoli Parlamentari, Signori Delegati,
Per la nostra gente, il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni: l' ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo.

Mi auguro che negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano riflettersi, con fiducia, i volti degli italiani:
il volto spensierato dei bambini, quello curioso dei ragazzi.

i volti preoccupati degli anziani soli e in difficoltà il volto di chi soffre, dei malati, e delle loro famiglie, che portano sulle spalle carichi pesanti.

Il volto dei giovani che cercano lavoro e quello di chi il lavoro lo ha perduto.

Il volto di chi ha dovuto chiudere l'impresa a causa della congiuntura economica e quello di chi continua a investire nonostante la crisi.

Il volto di chi dona con generosità il proprio tempo agli altri.

Il volto di chi non si arrende alla sopraffazione, di chi lotta contro le ingiustizie e quello di chi cerca una via di riscatto.

Storie di donne e di uomini, di piccoli e di anziani, con differenti convinzioni politiche, culturali e religiose.

Questi volti e queste storie raccontano di un popolo che vogliamo sempre più libero, sicuro e solidale. Un popolo che si senta davvero comunità e che cammini con una nuova speranza verso un futuro di serenità e di pace.

Viva la Repubblica, viva l'Italia!

30x60 RECITAL DI POETI A BAGHERIA (PA) IN ONORE AI 60 ANNI DEL PROF. TOMMASO ROMANO







Domani 4 febbraio alle ore 17.00 presso i Saloni della Villa Coglitore-Galioto ,Via Palagonia 141 in Bagheria (PA), il benemerito Circolo Culturale Giacomo Giardina di Bagheria e la Confraternita dei Beati Penitenti, organizzano la serata in onore del Prof. Tommaso Romano per i suoi sessanta anni con il Recital 30x60 -seconda tappa, dopo la riuscitissima manifestazione del 19 gennaio u.s. svoltasi alla Sala delle Lapidi del Comune di Palermo.

Interverranno il Presidente del Circolo Giuseppe Bagnasco,Maria Patrizia Allotta,Rita Elia.Partecipano i Poeti: Pia Amodeo,Vincenzo Aiello,Ignazio Balistreri,Nino Bellia,Maria Cancilla,Mariella Caruso,Antonino Causi,Palma Civello,Angela D'Amato,Michelangelo Di Lorenzo,Giovanni Dino,Cenzi Caruso,Francesco Federico,Dino Fornaro,Paola Galioto Grisanti (grazie alla Sua generosa ospitalita'),Teresa Giannone,Agata Graziano,Salvo Inserauto,Antonino Lo Piparo,Francesca Luzzio,Giovanni Mannino,Emilia Merenda,Adele Musso,Teresa Riccobono,Elena Saviano,Gloriano Solaro,Felice Talamo,Maria Rosa Tomasello,Vincenzo Vacanti,Giovanni Varisco.

La manifestazione si concludera' con l'intervento di Tommaso Romano (nella foto).