Orologio Digitale

domenica 30 aprile 2017

LIII CICLO DI SPETTACOLI CLASSICI TEATRO GRECO DI SIRACUSA EDIZIONE 2017



Grandi nomi del teatro e dello spettacolo per il cinquantatreesimo ciclo di spettacoli classici al Teatro greco di Siracusa.

 Il Festival 2017, con la direzione artistica di Roberto Andò vedrà in scena dal 6 maggio al 25 giugno le tragedie Sette contro Tebe di Eschilo con la regia di Marco Baliani, Fenicie di Euripide diretta da Valerio Binasco e dal 29 giugno al 9 luglio la commedia Rane di Aristofane con la regia di Giorgio Barberio Corsetti.

I tre registi saranno chiamati a condurre altrettanti grandi nomi dello spettacolo creando così un connubio tra qualità degli spettacoli e popolarità degli artisti che fa del ciclo di rappresentazioni classiche a Siracusa il festival con il maggior numero di spettatori in Italia.

Sette contro Tebe vedrà in scena Marco Foschi nei panni di Eteocle, Anna Della Rosa (Antigone), Gianni Salvo (aedo), Aldo Ottobrino che interpreterà sia l’araldo sia il messaggero e i danzatori Massimiliano Frascà e Liber Dorizzi. Fenicie vedrà invece le interpretazioni di Guido Caprino (Eteocle), Gianmaria Martini (Polinice), Isa Danieli (Giocasta), Giordana Faggiano (Antigone), Michele Di Mauro (Creonte), Alarico Salaroli (Tiresia), Simone Luglio (pedagogo), Matteo Francomano (Meneceo), Massimo Cagnina (araldo), Yamanuchi Hal (Edipo), Simonetta Cartia (prima corifea) e la pianista Eugenia Tamburri. La commedia Rane avrà invece tra i protagonisti Valentino Picone (Xantia), Salvatore Ficarra (Dioniso), Roberto Salemi (Eracle), Dario Iubatti che interpreterà un morto, un servo e Plutone, Giovanni Prosperi (Caronte), Gabriele Portoghese (corifeo), Francesco Russo (Eaco), Francesca Ciocchetti (ostessa), Valeria Almerighi (Platane), Gabriele Benedetti (Euripide), Roberto Rustioni (Eschilo). In tutti e tre gli spettacoli, il coro sarà formato dagli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico.

210 A.C. LA CONQUISTA DI AKRAGAS, UN EVENTO PER VIVERE LA STORIA!



Sabato 6 e domenica 7 maggio al Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento  si svolgerà l'evento “210 a.c. la conquista di Akragas”, sarà un tuffo nel passato e nella storia dal ventunesimo secolo fino al terzo secolo a.c. per rivivere l’atmosfera di Akragas quando la città era contesa tra i romani e cartaginesi.


Un progetto che  nasce  grazie al lavoro dell’associazione culturale PastActivity, sviluppato 

nell’ ambito del progetto “Con le Mani nel Passato”. 


Girando tra le tende dell’accampamento sarà possibile assistere alla tessitura a telaio, conoscere gli strumenti della medicina romana, ammirare le perle di pasta vitrea prodotte dai Cartaginesi.

Si scopriranno le ricette della cucina romana oppure osservare le stoviglie che utilizzavano, assistere a scene di allenamento militare e di battaglia e molto altro, per immergersi nella storia e riscoprirne odori, suoni e colori.

Ideatori del progetto sono due archeologi siciliani, fondatori dell’associazione: Laura Danile e Giovanni Virruso, insieme all’archeologa Claudia Speciale, un gruppo di studenti e giovani universitari hanno collaborato per l’intera organizzazione delle attività. Con il patrocinio del Comune di Agrigento, l'evento è sotto la direzione artistica di Andrea Moretti moroeventi.com e vede la partecipazione delle associazioni: Mos Maiorum, S.P.Q.R, Simmachia Ellenon, EVROPA ANTIQVA. 



Il nostro primo progetto prevede l’organizzazione di un evento di archeologia didattica e rievocazione storica nell’incantevole contesto della Valle dei Templi di Agrigento.

La partecipazione è gratuita. Gradita la prenotazione.

Team: Candida Cipolla, Elisa Contino, Claudia De Giorgi, Emanuele Giunta, Fabrizio Lo Faro, Alessandra Maganuco, Lidia Matano, Iolanda Mignosi, Mattia Parrino.

Collaboratori: Maria Simonaro, Alessia Ballaccomo, Paola Ciaravella, Viviana Agnello.

Comunicazione e grafica: Daniela Frenna

Ufficio Stampa: Claudia Giocondo CMC Studio

Fotoreporter: Alessandra Falzone photo

Direzione artistica: Andrea Moretti moroeventi.com

Progetto Giovani protagonisti di sé e del territorio (CreAZIONI giovani)” promosso dall’Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro della Regione Siciliana, linea di intervento 1, Giovani Talenti.

UN AUTORE, UN LIBRO ( 42 ) : ANTONELLA LATTANZI - UNA STORIA NERA








ANTONELLA LATTANZI è nata a Bari nel 1979. Vive a Roma. Ha debuttato con il libro "Devozione", Einaudi- Stile libero, 2010.


Nel 2013 pubblica "Prima che tu mi tradisca", Einaudi .



Ha collaborato al programma televisivo "Le invasioni barbariche". Per il cinema la Lattanzi ha scritto la sceneggiatura di "Fiore" del regista  Claudio Giovannesi.



Ultimo libro pubblicato è "Una storia nera", Mondadori, 2017.


Si tratta  di un giallo, di una storia d'amore noir. Vito Semeraro scompare nel nulla, il giorno dopo la festa di compleanno della figlia minore.

Vito si è separato da tempo dalla moglie Carla. La piccola Mara, il giorno del suo terzo compleanno si sveglia chiedendo di papà . Carla per renderla felice, lo invita a cena. In realtà, anche lei in fondo ha voglia di rivedere Vito. Sono stati insieme per tutta la vita, da quando lei era una bambina. Vito però è un marito geloso, violento e capace di picchiarla per un sorriso al tabaccaio, per un vestito troppo corto. "Può mai davvero finire un amore così? Anche così tremendo, così triste".

A due anni dal divorzio, la famiglia si riunisce per una sera. Vito, Carla, Mara e i due figli più grandi, Nicola e Rosa. I regali, la torta, lo spumante: la festa va sorprendentemente liscia. Ma nelle ore a seguire di Vito si perdono le tracce.

Carla e i ragazzi lo cercano disperatamente e non sono gli unici, perché un'altra figlia, una famiglia clandestina che da sempre relega in secondo piano.

Ma anche dei colleghi che lo stimano e soprattutto, una sorella e un padre potenti giù a Massafra, in Puglia, i cui amici si danno da fare per scoprire la verità a modo loro.

Sarà la polizia a trovarla, una verità. Alla giustizia verrà affidato il compito di accertarla.
Ma in questi casi può davvero esistere una sola e chiara verità?

Vi lascio con questo interrogativo...  

( Nelle foto l'autrice Antonella Lattanzi e la copertina del libro ).


venerdì 28 aprile 2017

SEMINARIO "GERARCHIE CINEMATOGRAFICHE: SPUNTI ESTETICI E SOCIOLOGICI" A PALERMO







Il 5 maggio 2017 la Fondazione Ignazio Buttitta e la Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale dell’Università di Palermo organizzano il seminario “Gerarchie cinematografiche: spunti estetici e sociologici”

Il seminario, curato da Ignazio Buttitta, Alessio Arena e Massimo Bonura, si terrà presso la Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Palermo (viale delle Scienze) edificio 15 aula 111 a partire dalle ore 14.00.

Studiosi, docenti, ricercatori si incontrano per indagare e studiare i rapporti culturali che definiscono un film come b-movie, tema che incuriosisce e che offre spunti di riflessione in ambito filosofico estetico e in ambito sociologico. Il seminario si presenta dunque come una opportunità nella riconsiderazione di certi film e cliché cinematografici. 

Intervengono, oltre ai curatori, Anna Fici, Gero Armato, Gennaro Schembri, Enrico Lo Coco, Vincenzo Roberto Imperia.

Ingresso libero.

(In alto logo e programma dell'evento).

A TRAPANI SI PRESENTA IL VOLUME DI DOMENICO LI MULI "ECO DI PENSIERI" CON UNA RELAZIONE DEL POETA MARCO SCALABRINO





Sabato 29 aprile alle ore 18.00  presso la Sede dell'Associazione per la Tutela delle Tradizioni Popolari del Trapanese, in via Vespri n. 32 a Trapani, sarà presentato il volume "ECO DI PENSIERI" di DOMENICO LI MULI , edizioni Di Caro. 

Introduzione di Salvatore Valenti - Presidente dell'Associazione A.T.T.P.T. ;

Relazione a cura del poeta e traduttore MARCO SCALABRINO; 

Letture di ALBERTO NOTO.

Ingresso libero.

(In alto la locandina dell'evento ).

martedì 25 aprile 2017

XIX PREMIO INTERNAZIONALE UNIVERSO DONNA 2017






Lunedì 8 maggio ore 20.30  al Teatro Orione di Palermo  in via Don Orione n.5 si svolgerà la XIX edizione del PREMIO INTERNAZIONALE UNIVERSO DONNA 2017.

Tante le personalità che parteciperanno e  e che verranno premiate . Tutti i protagonisti sono descritti nelle foto in alto.

L'Accademia di Sicilia, nel quadro delle sue iniziative istituzionali, ha fondato un premio da attribuire annualmente ad insigni personalità dell’universo femminile che, si sono particolarmente distinte ciascuna nel proprio settore, contribuendo cosi allo sviluppo sociale, economico e culturale del nostro Paese.
 
Scopo dell’iniziativa è quello di valorizzare la figura della donna in tutte le sue accezioni, evidenziandone il ruolo di madre, di sposa, di compagna e di lavoratrice che da sempre svolge con sacrificio, saggezza, umiltà e intelligenza, e spesse volte, con migliori risultati dell’opera incontrastata ed egemone dell’uomo.

Ingresso gratuito.

ARTICOLANDO ( 8 ) : DUE ELABORATI DEL POETA DIALETTALE E TRADUTTORE MARCO SCALABRINO DAL TITOLO " U PRINCIPINU" e "CALLIMACO"






Articolando 



Articolando, e' una nuova rubrica, nasce per dar voce a tutti gli amanti della poesia, dell'arte, della storia,  della pittura, della critica letteraria attraverso recensioni, relazioni e articoli strettamente culturali. Chiunque volesse pubblicare può farlo mandando i propri scritti all'indirizzo di posta elettronica tonycausi@alice.it  grazie!

In questo n.8  ritroviamo il  bravo poeta dialettale, valente e originale traduttore e scrittore, si tratta di Marco Scalabrino con due elaborati : uno dal titolo "U principinu" e l'altro "Callimaco". 

Buona lettura a tutti voi !


Mario Gallo

u principinu


di Marco Scalabrino


Che c’entri la globalizzazione (?!) ci colpisce che questo volume, pubblicato in settecento copie col patrocinio della Regione Siciliana, dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Fondazione Ignazio Buttitta di Palermo, sia stato stampato in Germania, dalle Edition Tintenfass.
Non i contenuti e le forme de le petit prince, né i contenuti e le forme della versione in lingua italiana a noi più vicina saranno all’attenzione di questa breve testimonianza, quanto piuttosto i temi e soprattutto gli esiti di questa ennesima versione. Come non mai possiamo affermare ennesima versione, giacché le petit prince, che ci risulti, è stato tradotto ad oggi in oltre 220 idiomi, dall’afrikaans allo zulu, dal bengalese allo yiddish, passando per l’armeno, il lituano, lo swahili e perfino l’esperanto, il gaelico, il latino, e ciò fa di le petit prince una fra le opere più diffuse, conosciute e lette al mondo. Tant’è che, soltanto in Italia, essa è stata adattata, oltre che nella lingua nazionale, altresì nei dialetti bergamasco, bolognese, friulano, milanese, napoletano, piemontese, sardo, veneziano e, ora, anche siciliano.
La lettura della traduzione, che per quanto di nostra conoscenza è la prima in siciliano e quindi essa pure da considerarsi un originale, mentre il testo le petit prince di Antoine De Saint-Exupéry è da intendersi quale l’opera prima alla quale la traduzione fa riferimento, ci fornisce il destro per numerose notazioni sul dialetto siciliano, su talune delle quali, succintamente, di seguito argomenteremo. Ad iniziare dalla didascalia relativa alla illustrazione che per prima incontriamo all’interno, la quale, a ben leggerla, si mostra come una sorta di identikit del traduttore e ne “tradisce” nettamente la provenienza. La frase in argomento è: “Jò criu chi iddu, pi jirisinni, apprufittau di na migrazioni d’aceddi sarvaggi.”
Ìu, èu, , ièu, sono alcune tra le tipologie, qua e là usate in Sicilia, per esprimere il pronome personale “io” e ognuna di esse gli studiosi hanno attribuito a una determinata localizzazione geografica. E così, per dirla col monumentale VOCABOLARIO SICILIANO Piccitto – Tropea – Trovato, “iò” appartiene preminentemente alla circoscrizione “TP 20”, ovvero, verifichiamo nel reticolato della cartina ivi inclusa, alla punta più occidentale della Sicilia, alla provincia di Trapani. Un percorso così sinuoso per proclamare che Mario Gallo è trapanese e che a motivo di ciò le peculiarità che ne denunciano tale provenienza sono insite nella sua parlata e correnti nella sua scrittura; l’impiego esclusivo del pronome “iò” ne è palese riprova. La forma Jò, infatti, è diffusa nell’aria della Sicilia nord-ovest, area rappresentata dai comuni di Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Favignana, Paceco, San Vito Lo Capo, Trapani e Valderice.
Quella posta in essere da Mario Gallo è “traduzioni dû francisi ‘nsicilianu”. Ecco, notiamo, egli utilizza le preposizioni articolate contratte, che caratterizza con l’accento circonflesso, per cui troveremo: dû francisi, ê picciriddi, ntô munnu, dâ natura, â storia, pâ virità, nnâ me vita, ô stessu liveddu, pî ranni, nô misteru, cû tiliscopiu, dî cosi, câ so pecura, chî matiti, pû culuri, dî baobab, ntê visciri, eccetera. Forme che sono in buona sostanza quelle proprie della parlata e di questa trasmettono l’immediatezza; mentre, per contro, il siciliano letterario lascia separate le due parti morfologiche e preferisce la soluzione preposizione più articolo.
Il dialetto siciliano: i suoi lemmi che tuttora noi adoperiamo con naturalezza, con proprietà di significato, con i quali assolviamo egregiamente l’esigenza sociale della comunicazione, che fanno parte a pieno titolo dell’odierno, nostro, quotidiano conversare. Orbene, quantunque pregni di vitalità, di attualità, essi sono antichi di secoli, quando non addirittura di millenni; ma di ciò non abbiamo consapevolezza, perché, invero, forse mai ci siamo interrogati in tal senso. Il siciliano, infatti, le cui radici (diciamo così ufficiali) affondano nel lontano 424 a.C. con la virtuale costituzione ad opera di Ermocrate della nazione siciliana, “Noi non siamo né Joni né Dori, ma Siculi”, è un organismo vivo, palpitante, un organismo capace di resistere alle influenze delle disparate altre culture con le quali si è “incontrato”, capace di acquisire da ognuna di esse quanto di volta in volta più utile al suo arricchimento e di stratificare tali conquiste sulle proprie, originarie fondamenta. E così si avvicendano in epoche successive il greco-siculo, il latino-siculo, l’arabo-siculo, il franco-siculo, l’ispano-siculo, ma in definitiva sempre una lingua, una sola: il siciliano. Tra le notazioni doverose su questo lavoro di Mario Gallo è da rilevare, pertanto, quella afferente alla scelta lessicale; scelta che, estraendo appunto dall’incommensurabile patrimonio del nostro dialetto voci, espressioni, soluzioni assai felici, impreziosisce la traduzione. Ne proponiamo solo pochi eloquenti esempi, con a fianco in parentesi il corrispettivo in lingua italiana: passatera (incidente), ‘nfastiriatu (di malumore), ‘nfrinzai (tirai fuori), tistiannu (scrollò il capo), ntracchiatu (elegante), arrunchianu i spaddi (alzeranno le spalle), na larma chiù ranni (letteralmente una lacrima, poco più grande), cuddata dû suli (letteralmente tracollo del sole, tramonto), alluccutu (stupefatto), zicchiava (sceglieva), munciuniatu (sgualcito), tampasiari (indugiare), fa attaccari i nervi (è irritante), siddiarsi (letteralmente scocciarsi, annoiarsi), vavusu (vanitoso), quannu ammicciau (appena scorse), arrusciu (innaffio), vecchiu bonentu (vecchio signore), mazzacani (grosse pietre), abbanidduzza (semiaperte).
Peculiarità del dialetto siciliano, saldamente legata al latino, è costituita dalla perifrastica (da perifrasi: giro di parole), che in siciliano non è passiva come nel latino e viene resa mutando il verbo Essiri in Aviri. Il latino mihi faciendum est, difatti, in italiano si volge con la perifrasi io debbo fare, o consimili, mentre il siciliano lo rende con aju a fari. E, nel principinu: aviti a pinzari, dovete pensare, si ci avâ diri, bisogna dire, m’appâ fari vecchiu, devo essere invecchiato.
Come del resto è già avvenuto in altre lingue, nel siciliano il verbo Essiri ha perduto, in favore del verbo Aviri, le funzioni di verbo ausiliare: m’avissi piaciutu, mi sarebbe piaciuto, avissi statu, sarebbe stato. Si è verificato altresì il ripiegamento del modo Condizionale a vantaggio del Congiuntivo: truvassiru, troverebbero, fussi, sarebbe, facissi, farebbe, lassassi, lascerebbe, e del tempo Passato Prossimo a beneficio del Passato Remoto: ‘ncuntrai, ho incontrato, campai, ho vissuto, accattai, ho comperato …      
Nel dialetto siciliano manca il tempo futuro dei verbi. “Come interpretare questa anomalia? Ecco lo spunto – asserisce Paolo Messina – per un nesso fra lingua e cultura, modi di essere e di pensare. È la consapevolezza storica dell’esserci heideggeriano a produrre la riduzione continua del futuro a presente, all’hic et nunc, e ciò nel pieno possesso del passato ormai definitivamente acquisito. I siciliani sono padroni del tempo o, per dirla con Tomasi di Lampedusa, sono Dei. Ma essere (o ritenere di essere) padroni del tempo può voler dire dominare mentalmente la vita e la morte, avere la certezza della propria intangibilità solo nel presente, un presente che si appropria del tempo futuro per scongiurare la morte, ombra ineliminabile dell’esserci. Quello che conta è il presente. Essere e divenire, insomma, nell’ansia metafisica si fondono o si confondono.” Manca il tempo futuro e ogni proposizione riguardante un’azione futura viene costruita al presente e al verbo si associa un avverbio di tempo. Il principinu non deroga a tale precetto: ti pozzu aiutari ‘n jornu, potrò aiutarti un giorno, tu rumani sî luntanu, tu sarai lontano, capisci allura, capirai …  
Nel dialetto siciliano occidentale (ossia delle parlate del trapanese, dell’agrigentino centro occidentale e di parte del palermitano) è inoltre del tutto assente il dittongo metafonico, ovvero la dittongazione della vocale accentata: vientu per ventu, fierru per ferru, buonu per bonu, truonu per tronu, che è invece presente nelle parlate della Sicilia centro-orientale, ossia nelle zone del sostrato siculo. Per l’assenza della metafonesi, osserva Giorgio Piccitto, il dialetto siciliano-occidentale si distacca da tutti gli altri dialetti centro-meridionali.  
Capita persino nelle migliori famiglie, e neppure stavolta, probabilmente a causa della nefanda precipitazione di chiudere che sopravviene ogniqualvolta si è alle stampe, vi si è sfuggiti, di inceppare in qualche svista. Convinti come siamo che viceversa, con un pizzico più di attenzione, vi si sarebbe potuto ovviare provvedendo alla loro corretta distinzione ortografica, rileviamo nondimeno l’incongruenza nella scrittura di cu sî? chi sei, cu veni, chi verrà, cu siti?, chi siete? pronome, e cu tia, con te, cu l’occhi, con gli occhi, cu iddu, con sé, preposizione.

Ciò malgrado, un plauso a Mario Gallo e buon principinu a tutti.   

§ § §

Callimaco, 310 ca. a.C.

di Marco Scalabrino

O tu ca passi … / ricordati ca sugnu … patri / d’un Callimacu natu nta Cireni / … pueta”;
Passanti, tu si’ accantu di la tomba / di lu figghiu di Battu, / bravu comu pueta.”

Biografia essenziale – luogo di nascita, paternità e (ribadito) status di poeta – fornitici di prima mano, rispettivamente dagli epitaffi per il padre, Batto, e per se stesso.
A corredo di questo succinto elaborato su Callimaco, poeta, erudito, precettore, catalogatore della Biblioteca di Alessandria d’Egitto, ricorreremo a taluni convenienti cenni e, quanto a ciò che più ci preme in questa sede: la poesia, come egli la percepì e la realizzò, al supporto dello stesso autore.
E ci avvarremo – in apertura un anticipo – di un risicatissimo numero di versi, per giunta nella loro traduzione in Dialetto operata da Salvatore Camilleri, poeta e letterato siciliano tra i più insigni del secondo Novecento, il quale in proposito appunta: “Con Callimaco la poesia greca si rinnova, e per le mutate condizioni politiche, quali sono quelle che seguono il grandioso sogno di Alessandro, e per una nuova concezione della vita, a misura d’uomo, più legata alla realtà, al contingente. Di questa poesia, egli è il poeta più alto, il teorico più illuminato, l’artista più completo.”

La poesia di Callimaco rompe col “canto unico e continuato”, non celebra più il mito degli dei e degli eroi. Essa predilige “la brevità e la leggerezza”, congiunte alla raffinatezza dello stile, e per prima intese indirizzarsi non alla moltitudine ma a un uditorio selezionato che ne cogliesse e apprezzasse lo spirito, l’erudizione, la grazia, l’ironia. Ma l’aspetto più rimarchevole, determinante, che in definitiva ci incanta, è quello del poeta dalla consapevolezza e dalla originalità assolute, dell’innovatore il quale concepisce che la poesia deve inoltrarsi per i sentieri inusitati e non già ripercorrere le piste battute, deve trovare in sé la propria autonoma giustificazione – la nozione dell’arte per l’arte – e sottrarsi ad ogni finalità morale, pedagogica, civile, religiosa ...

Pueta, si addevi / ‘n-animali pi fari un sacrifiziu, / criscilu beddu grassu. /
Però la puisia l’hâ fari sèngula. / Pi di chiù ti cumannu di non fari /
la stissa strata di li carriaggi / unn’è ca tutti passanu a fudduni. /
Non mettiri li roti / di li to’ carrioli / unni ci sunnu già li ntacchi fatti, /
nta la carrata granni. / Pigghia trazzeri novi / puru si sunnu stritti.”

E ulteriormente proclama:

Odiu la puisia fatta a stigghiola / e la strata cumuni, ca la fudda /
scarpisa d’ogni parti. / Non m’attira / n’amanti ca si duna a chistu e a chiddu. /
Non bivu a la funtana di la chiazza. / Disprezzu chiddu c’apparteni a tutti.”

Quest’ultima altresì nella versione in lingua allestitane da (un altro illustre siciliano) Salvatore Quasimodo: “Non amo la poesia comune e odio / la strada aperta a chiunque. / Odio un amante goduto da tutti / e non bevo a una pubblica fontana. / Odio ogni cosa divisa con altri.”

Non senza ragione dunque, Callimaco fu definito il più moderno tra i Greci, si è parlato della sua quale l’archetipo di una visione nuova della poesia, antesignana quasi di quella moderna.

In polemica con le accuse mossegli:

Dicinu ca non aju / mancu scrittu un puema, granni e grossu, /
di milli e milli canti, / dicantannu li re / o li superbi eroi di lu passatu, /
ma sulu puisii di pocu versi, / com’è ca li po fari un picciriddu”,

egli ribatté:

“Canciati sistema; / mparati a giudicari / la puisia cu l’arti, / non cu la longa
ammàtula / pertica pirsiana, / e non m’addumannati / canti comu li trona
ca ribbùmmanu! / Non è còmpitu miu, / ma còmpitu di Giovi truniari.”


Callimaco, dopo oltre duemila anni, ancora esemplare.


venerdì 21 aprile 2017

PREMIO NAZIONALE DI POESIA HIMERA BANDO 5^ EDIZIONE 2017





Carissimi amici di TONYPOET vi invito a partecipare a questo importante concorso organizzato dall'Associazione Termini D'Arte . 

Sono previste  ben 4 sezioni tra cui una dedicata alla città di Himera con opere edite ed inedite, molti i premi previsti tra cui un gioiello, trofei, targhe, pergamene, opere pittoriche.

Verrà  conferito il Premio alla Cultura 2017 ad una personalità che si è distinta nel campo dell’Arte e della Cultura ,con un’opera dello scultore Vincenzo Gennaro, saranno assegnate  la  “Targa Saverio Orlando”e  due Targhe all’ Eccellenza ad operatori culturali di rilievo.


Bando di Concorso
 
Art. 1 - L’Associazione culturale Termini d’Arte, con il patrocinio del Comune di Termini Imerese e del Parco Archeologico di Himera, bandisce ed organizza la V Edizione del Premio Nazionale di Poesia “Himera” con una sezione speciale sul sito archeologico.
Art. 2 - Il premio si articola in 4 sezioni:
Sez. A - Poesia inedita in Lingua Italiana (tema libero)
Sez. B - Poesia inedita in Lingua Siciliana e nei Vernacoli d’Italia, affiancata da traduzione in italiano (tema libero)
Sez. C - Città di Himera: Opere (edite ed inedite) letterarie, storiche, di archeologia e di numismatica su Himera, incluse le tesi di laurea e di ricerca, video-documentari
Sez. D – Raccolta di Poesia Edita in Lingua Italiana (pubblicata dal 2011 al 2017).
 
Art. 3 – Nelle sez. A e B i partecipanti, di età non inferiore ai 18 anni, possono partecipare ad entrambe le sezioni (con versamento delle rispettive quote) con un massimo di due componimenti poetici da produrre in cinque copie. Le opere  dovranno essere scritte su foglio di carta bianca, corpo 12 e massimo 36 versi. I componimenti, privi di firma o altro segno di riconoscimento, dovranno essere inoltrati in plico raccomandato. Il plico dovrà contenere, oltre la copia di ricevuta di versamento,  anche una busta più piccola, chiusa e anonima, contenente:    a) una copia firmata dell’opera; b) i dati anagrafici dell’autore (cognome, nome, indirizzo, recapito telefonico e di posta elettronica); c) la copia della seguente dichiarazione: “Dichiaro che il testo che presento è inedito, che alla data dell’invio non risulta vincitore in altri concorsi  e che è frutto del mio ingegno.
•  In alternativa alla spedizione postale è possibile la partecipazione alle sezioni A e B  mediante l’invio del materiale all’indirizzo Email: termini.darte@libero.it  indicando in Oggetto: Premio Nazionale di Poesia Himera e la Sezione.
(a)Gli elaborati delle due sezioni a cui si partecipa dovranno essere inviati in formato Word (doc o docx) carattere Times New Roman 12, ciascuno su un file distinto, di cui (b)una copia anonima  e una copia firmata e con la dicitura :Dichiaro che il testo che presento è inedito e che alla data dell’invio non risulta vincitore in altri concorsi e che è frutto del mio ingegno. Indicare  indirizzo email e contatti telefonici.( c) La ricevuta del versamento.
Art. 4 - Nella Sezione C (Città di Himera) si partecipa con una sola opera, inviando, presso la nostra sede,  una copia in cartaceo ( completa dei dati dell’autore e ricevuta di versamento) e il file dell’opera al seguente indirizzo e-mail (termini.darte@libero.it
Art. 5- Nella Sezione D si partecipa con l’invio di n° 5 copie dell’opera, di cui una completa di firma, dati dell’Autore e contatti telefonici.
Art.6- Il plico contenente i lavori partecipanti, sul quale dovrà essere apposta la dicitura “Partecipazione al Premio Nazionale di Poesia “Himera” Sez………, deve essere spedito entro il 15/07/2017 (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo: Associazione Culturale “Termini d’Arte”, Via Garibaldi 53, 90018 Termini Imerese (PA)
 
Art. 7 - A parziale copertura delle spese organizzative  è richiesto un contributo di € 15,00 per ogni sezione. Forme di versamento: • In Contanti da allegare al plico delle opere • Con bollettino postale: C.C. P. N°8349708 intestato ad Associazione Culturale Termini d’Arte - Causale: “Premio Nazionale di Poesia Himera. • Con Bonifico Banco Posta intestato ad Associazione Culturale Termini d’Arte IBAN- IT32UO760104600000008349708 •  Con Postepay 5333171035108923 
  I plichi sprovvisti della certificazione di avvenuto pagamento o della quota di partecipazione saranno esclusi dal concorso.
Art. 8– PREMI
Sez. A: 1° Classificato: Un gioiello  “ Alderuccio Gioielli ” +  pergamena
2° e 3° Classificato: Targa personalizzata +  pergamena
Sez. B:1° Classificato: Opera pittorica del M°Franco Lo Cascio + pergamena
2°e 3° Classificato: Targa personalizzata + pergamena
Sez. C:1° Classificato: Trofeo “ Ditta Dimorae” + pergamena
2°e 3° Classificato: Targa personalizzata “Città di Himera” + pergamena
Sez. D: 1° Classificato: Opera pittorica del M° Michele Russo + pergamena
2°e 3°  Classificato: Targa personalizzata + pergamena
(Ai vincitori del Primo Premio delle quattro sezioni, che giungono da oltre la provincia di Palermo, verrà offerto pernottamento e colazione, estensibile ad un familiare).
A discrezione della Giuria potranno venire attribuiti riconoscimenti, segnalazioni di merito e Premi Speciali Giuria ad opere meritevoli. Ai vincitori del Premio Giuria verrà assegnata un’opera pittorica del M° Carlo Puleo e pergamena con motivazione.I vincitori delle segnalazioni di merito riceveranno una ceramica artistica.
Art. 9- Gli autori, per il fatto stesso di inviare le proprie opere, dichiarano di accettare l’informativa sulla Privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003.
Art. 10 - L’Associazione Termini d’Arte, si ritiene sollevata da qualsiasi responsabilità o pretesa da parte degli autori o di terze persone. I lavori inviati non saranno restituiti, e rimarranno negli archivi dell’Associazione.
Art. 11 - Tutti i concorrenti sono invitati alla cerimonia di Premiazione che avrà luogo, presumibilmente,  Domenica 1 Ottobre  2017 presso l’Aula Consiliare del Comune di Termini Imerese. I Premiati saranno avvisati tramite email o telefonata.
Art. 12 - A richiesta verrà consegnato attestato di partecipazione. I premi non ritirati restano a disposizione dell’Associazione
Art. 13 - La semplice partecipazione al premio comporta l’automatica accettazione di tutte le norme previste.
Art. 14 – I nomi delle Commissione Giuria composta da personalità del mondo culturale, il cui giudizio è inappellabile ed insindacabile, saranno resi noti dopo la proclamazione dei vincitori.
Durante la serata di premiazione verrà conferito il Premio alla Cultura 2017 ad una personalità che si è distinta nel campo dell’Arte e della Cultura ,con un’opera dello scultore Vincenzo Gennaro, verranno assegnate inoltre: la “Targa Saverio Orlando”e  due Targhe all’Eccellenza ad operatori culturali di rilievo.
Segreteria del Premio: cell. 3771921450 / 3297068021.      



AL CASSARO DI PALERMO 2^ EDIZIONE DE "LA VIA DEI LIBRAI 2017"




LA VIA DEI LIBRAI è un chilometro di passione, di cultura e di amore per i libri e la lettura. Dai Quattro Canti fino al Piano della Cattedrale, e poi a Villa Bonanno: è questo il Cassaro Alto.

Nata nel 2016 grazie all’Associazione ‘Cassaro Alto’, la manifestazione dedicata ai libri e alla valorizzazione di quella parte del centro storico ebbe subito un successo clamoroso: 30 mila visitatori in un solo giorno. 

Ecco perché un anno dopo, in occasione della Giornata Mondiale del Libro, LA VIA DEI LIBRAI non solo torna, ma raddoppia.

Sono due le giornate dedicate all’evento, sabato 22 e domenica 23 Aprile. 

Due giornate con un programma fitto, che si snoda lungo un percorso che rievoca l a vocazione naturale dell’antico Cassaro alla promozione della cultura del libro, valorizzando anche le attività dei soci. 

Due giorni di festa, attività culturali, visite guidate. Ma soprattutto, due giorni di libri e librai, con le loro esposizioni lungo il Cassaro. 63 i partecipanti all’edizione di quest’anno.

L’evento è organizzato dall’Associazione ‘Cassaro Alto’ e dal Comune di Palermo, in collaborazione con l‘Università di Palermo, con ‘Ballarò di Primavera’, con il ‘Progetto Diocesano Albergheria – Capo’, con il ‘Centro Commerciale Naturale Piazza Marina e dintorni’, con ‘Wish’ e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana Unesco e del Centro Libro Lettura del Ministero dei Beni Culturali.Grazie alla Gesap, l’aeroporto Falcone e Borsellinodi Palermo è il main sponsor della manifestazione.Sponsor anche la Confcommercio di Palermo.

Alla conferenza stampa di presentazione, che si è svolta  giovedì 20 aprile al Museo di Scienze Naturali dell’Istituto Tecnico ‘Filippo Parlatore’, sono intervenuti il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; ildelegato del Rettore dell’Università di Palermo,Antonio Giuffrida; la Presidente dell’Associazione ‘Cassaro Alto’, Giovanna Analdi; Pina Attinasi, Preside dell’Istituto Tecnico ‘Ragusa Kiyohara Parlatore’; Francesco Lombardo, Giuseppe Scuderi e Giulio Pirrotta, del Comitato Scientifico ‘La Via dei Librai’; Filippo Spallina, Città Metropolitana di Palermo; Licia Romano, Comune di Palermo; Eliana Calandra, direttrice del sistema bibliotecario del Comune di Palermo; Gioacchino Vitale, Confcommercio Palermo (sezione fioristi).

“Siamo particolarmente fieri – spiegano i soci dell’Associazione ‘Cassaro Alto’ di celebrare la seconda edizione di un’iniziativa di grande coinvolgimento cittadino. Via Vittorio Emanuele, che da sempre rappresenta il cuore di Palermo, torna a pulsare come un tempo grazie all’impegno di librai, editori, scuole, Università, biblioteche e associazioni, riuniti dai commercianti della nostra Associazione con l’amministrazione comunale.

Una sinergia tra pubblico e privato di lungo respiro”.


“Quello de LA VIA DEI LIBRAI ha detto il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando è un percorso che caratterizza il Cassaro. Ciò che sta accadendo in questa parte della città è un circuito virtuoso tra stima e autostima. E’ questo il vero cambiamento diPalermo. Grazie all’Unesco abbiamo scoperto l’autostima, abbiamo scoperto che Palermo è bellissima. Noi che siamo portati ad essere un po' provinciali, se non arriva qualcuno dall’esterno a dirci che siamo bravi, non ci crediamo. Il processo di cambiamento culturale parte proprio da qui e dallo straordinario impegno dell’Associazione ‘Cassaro Alto’, che è un modello di sinergia. Bisogna continuare su questa strada – ha concluso Orlando cercando di provocare una sana contaminazione. Il libro, quello cartaceo, è un modello di rispetto del tempo. Se c’è un’espressione culturale che rispetta il tempo è il libro cartaceo. 
Il libro è il Cassaro, il Cassaro è il libro”.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è quello di domenica 23, alle ore 19, con la presentazione del libro ‘L’impostore’ sulla storia di Giorgio Perlasca, l’uomo che salvò migliaia di persone dallo sterminio nazista. L’autore del libro è il figlio Franco, che sarà presente sul palco del Piano della Cattedrale. Ad intervistarlo la giornalista Elvira Terranova.

Ma LA VIA DEI LIBRAI è anche BOTTEGHE LETTERARIE, l’iniziativa organizzata in collaborazione con ‘Editori allo scoperto’ e ‘Ballarò significa Palermo’, che con i suoi momenti di incontro e di conversazione sui libri di volta in volta presentati, ha fatto da apripista a LA VIA DEI LIBRAI. Sono un’occasione per affermare la bellezza del Cassaro coniugata con l’importanza dei libri e della cultura. 

mercoledì 19 aprile 2017

A CATANIA SI PRESENTANO LE NOVELLE RUSTICANE DI VERGA DELL'EDIZIONE NAZIONALE DELLE OPERE DI GIOVANNI VERGA





VENERDÌ 22 APRILE 2016 ALLE 16
Catania, Palazzo della Cultura, via Vittorio Emanuele II 121
Presentazione in anteprima del nuovo volume
dell'Edizione nazionale delle opere di Giovanni Verga
Novelle rusticane
Intervengono Gabriella Alfieri, Carla Riccardi, Giorgio Forni, Roberto Cicala
saluti di Giacomo Pignataro, Enzo Bianco, Orazio Licandro e Giancarlo Magnano San Lio
in collaborazione con la Fondazione Verga 
Ingresso libero

Le uscite dell'Edizione Nazionale di Giovanni Verga
Giovanni Verga, Novelle rusticane, edizione critica a cura di Giorgio Forni
Interlinea, pp. CVI + 406, euro 30, isbn 978-88-8212-970-5 



Venerdì 22 aprile a Catania (ore 16, Palazzo della Cultura) presentazione ufficiale con annuncio dei titoli della nuova serie pubblicata da Interlinea e del futuro epistolario completo dello scrittore siciliano. Interventi della presidente Comitato Verga Gabriella Alfieri, dell’editore Roberto Cicala e dei filologi Giorgio Forni e Carla Riccardi, alla presenza delle massime autorità

La cultura italiana onora Giovanni Verga nella sua Catania ospitando la presentazione della nuova Edizione Nazionale delle opere complete del maestro del Verismo venerdì 22 aprile alle ore 16 presso il Palazzo della Cultura, in via Vittorio Emanuele II 121, con la partecipazione di Gabriella Alfieri presidente del Comitato scientifico della Fondazione Verga, Roberto Cicala editore di Interlinea, i filologi Giorgio Forni e Carla Riccardi con la moderazione di Dora Marchese dell’Università di Catania. L’incontro, organizzato dalla Fondazione Verga, è patrocinato dal Comune e l’Università degli Studi di Catania in collaborazione con Interlinea.

Durante l’evento sarà presentato il progetto complessivo delle Edizioni critiche nazionali delle opere di Verga e sarà mostrato in anteprima il secondo volume pubblicato, le Novelle rusticane, a cura di Giorgio Forni dell’Università di Bologna dopo un lavori di anni su carte inedite, che seguono il capolavoro del Malavoglia curato da Ferruccio Cecco. Saranno inoltre annunciati i titoli dell’intera serie in lavorazione per i tipi di Interlinea e la futura pubblicazione dell’epistolario completo dell’autore catanese.

La nuova edizione critica delle Novelle rusticane a cura di Giorgio Forni è stata condotta sulla base di tutto il ricco materiale manoscritto esistente, permettendo di entrare nel vivo di uno degli episodi più alti e originali dello sperimentalismo narrativo del nostro tardo Ottocento. 

Proseguono così le pubblicazioni di una serie ricca di elementi filologicamente inediti e iniziata, per la pubblicazione dei Malavoglia, con autografi e documenti inediti. I capolavori di Verga escono con una rinnovata veste editoriale che sulla fascetta propone per ogni opera uno scorcio siciliano da una fotografia originale di Verga stesso.

Seguiranno, nell’Edizione Nazionale, le edizioni critiche di Vagabondaggio, a cura di Matteo Durante, poi Eva (Iniziato nel 1864 a Catania, riscritto a Firenze e pubblicato a Milano nel 1873), il romanzo della ballerina e del pittore a cura di Lucia Bertolini, quindi Il marito di Elena a cura di Maria Rita Di Venuta per svelare il “mistero” di questo romanzo mondano pubblicato a ridosso dei Malavoglia solo per risarcire l’editore Treves del “fiasco” del primo romanzo dei Vinti, e a seguire Storia di una capinera nell’edizione critica a cura di Andrea Manganaro, prima di Eros grazie all’edizione critica curata da Margherita De Blasi, prima di altri testi sempre con la massima cura filologica per dare alla cultura italiana la raccolta completa in edizione definitiva delle opere del grande scrittore siciliano.
Giovanni Verga, Novelle rusticane, edizione critica a cura di Giorgio Forni
"Edizione Nazionale delle opere di Giovanni Verga", III
Interlinea, pp. CVI+406, euro 30, isbn 978-88-8212-970-5
0321 1992282, edizioni@interlinea.com

(Nelle foto : la copertina e la comunicazione-invito all'evento).

domenica 16 aprile 2017

BUONA PASQUA A TUTTI VOI !




In questo giorno di rinnovamento e di grande rinascita spirituale con Cristo che ha donato la propria vita per liberaci dal peccato. Carissimi amici, i miei  più fervidi auguri di  una Santa Pasqua di Pace e serenità a voi e alle vostre famiglie!
Il vostro Tonypoet. 


venerdì 14 aprile 2017

A PALERMO AL MONDADORI MEGASTORE PREMI DELLA CULTURA " SALVATOR GOTTA 2017" E INCONTRO CON IL POETA GUGLIELMO PERALTA E LA SOALTA'













Giorno 20 aprile alle ore 17.00 a Palermo presso il Megastore Mondadori, in via Ruggero Settimo n.18, incontro con Guglielmo Peralta e la Soaltà.
Interverranno i Proff.ri Arturo Donati, Salvatore Lo Bue, Antonio Martorana, Tommaso Romano.

Coordina i lavori Vito Mauro, letture di Pippo Romeres.
Sarà presente  il poeta e scrittore Guglielmo Peralta autore del libro "La via dello stupore  nella visione est-etica della soaltà".Thule edizioni Spiritualità & Letteratura.

Nel corso dell'incontro verranno consegnati gli annuali Premi della Cultura "Salvator Gotta 2017" dall'Empire International Club di Palermo, 38^ edizione.

Ingresso libero. Siete tutti invitati a partecipare!

(Nelle foto dall'alto l'invito ufficiale dell'evento , il poeta e scrittore Guglielmo Peralta e la copertina del suo ultimo libro).

A MESSINA AL TEATRO VITTORIO EMANUELE : PERSONALE DI PITTURA DI PITTURA DI Josè RUSSOTTI " AI CONFINI TRA PITTURA E POESIA"



Giorno 21 aprile  alle ore 18.30 al  Teatro Emanuele di Messina, inaugurazione della personale di pittura, con quadri e poesie di Josè Russotti dal titolo:"Ai confini tra pittura e poesia"

Sarà presente  José Russotti - Voce recitante: Clara Russo - Progetto audiovisivo: Arch. Peppe Ricci - Allestimento Teatro Vittorio Emanuele Messina.

Orari di apertura :10.00-13.00 / 16.30 19.30. Il lunedì chiuso.

CONFERENZA DEL DOTT. ANTONINO CAUSI SU LEONARDO SINISGALLI : IL POETA DELLE DUE MUSE PRESSO L'HOTEL JOLI' DI PALERMO





Mercoledì 19 Aprile 2017 alle ore 16.30  a Palermo presso l’Hotel Jolì , via Michele Amari n. 11, si svolgerà la CONFERENZA del Dott. ANTONINO CAUSI  dal titolo :
"Leonardo Sinisgalli: il poeta delle due muse”.
Evento organizzato dall'ASSOCIAZIONE SOCIO-CULTURALE “OTTAGONO LETTERARIO”  di PALERMO .
Ingresso libero.

Siete tutti invitati a partecipare!

mercoledì 5 aprile 2017

A TERRASINI (PA) MOSTRA DI SEBASTIANO CARACOZZO " I COLORI DEI DAMASCHI"







Domenica 9 Aprile 2017 alle ore 18.00 presso il Margaret Cafè in Via Madonia 93 a Terrasini (PA), sarà inaugurata la mostra di pittura di Sebastiano Caracozzo intitolata “I colori dei damaschi”. La mostra, promossa dall’Associazione Asadin con la collaborazione di Evelin Costa, sarà visitabile fino al 27 Aprile 2017, tutti i giorni dalle 9.00 alle 23.00.



“Sebastiano Caracozzo, nella sua mostra di pittura intitolata “I colori dei damaschi”, presenta opere ispirate alle tradizioni antropologiche, popolari e religiose di una Sicilia colta che parla di miti e leggende intramontabili. Partendo dall’iconografia classica del folclore siciliano, l’autore reinterpreta con tratto personale ed originale le geometrie, i ...simboli ed i colori peculiari dei carretti siciliani, in un incontro di miniature e cornici contenenti oggetti che rappresentano la storia della Sicilia. Da questo racconto in immagini si sviluppa la particolare narrazione delle tradizioni religiose tipiche della Settimana Santa, che in Sicilia presenta una complessità di contenuti e simbologie dei temi teologici, dovuta ai numerosi influssi delle dominazioni che si sono susseguite in questa terra. Messi in scena i volti dei protagonisti principali della Passione, interpretati con estrema raffinatezza, sensibilità e maestria. Volti armoniosi, belli, dall’espressione estatica. Non guardano verso lo spettatore, ma si rivolgono ad un mondo ultraterreno e ad una realtà salvifica a cui anelare. Una rassegna di immagini eleganti che sembrano uscite da uno scrigno prezioso, traboccante di ori, gioielli, tessuti, intrecci e dedali di pregiate trame oniriche. Sebastiano Caracozzo dipinge su stoffe di damasco carezzando le loro luci e opacità, le onde, i disegni floreali con pennellate morbide di colori a volte tenui a volte più decisi. Damaschi che sono il perfetto supporto per queste opere d’arte che come in una drammaturgia teatrale rievocano sentimenti profondi che ispirano e rendono lo spettatore partecipe di emozioni, che si levano leggere verso l’alto e che non riescono ad essere sopite.” 

Evelin Costa

(Nella foto la locandina della mostra).

"L'OFFICINA DEL RACCONTO" CORSO DI SCRITTURA CREATIVA A CURA DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE VOLO E SPAZIO CULTURA LIBRERIA MACAIONE





Giovedì 6 Aprile 2017 alle ore 17:30, a Spazio Cultura Libreria Macaione, Via M.se di Villabianca 102, Palermo, presentazione del Corso di scrittura creativa L’Officina del racconto a cura di Gabriella Maggio ed Associazione Il Volo. 


Alla presentazione interverranno Gabriella Maggio, Giovanna Gebbia e Nicola Macaione.

Il corso organizzato dall’Associazione di promozione Culturale Volo di Palermo, si terrà presso il Caffè Galleria 149 nella centralissima Via Cavour, escluse due lezioni che si terranno all’aperto per sviluppare una interattività con l’ambiente circostante come fonte di ispirazione.

Alle radici della costruzione di un testo narrativo c’è l’importanza di allargare la propria esperienza sensoria...le - per esempio ascoltando musica o guardando pitture o altro - che abbia la stessa funzione di focalizzare l’attenzione sulla costruzione del testo di cui ci stiamo occupando. Raccontare qualcosa a voce alta a qualcuno, sottolineando i particolari che ci colpiscono in maniera più forte. Questo avvia alla considerazione che non è facile raccontare ad altri le nostre emozioni, perché spesso le nostre parole assumono un altro senso in chi le ascolta. Naturalmente non bisogna barare. Da questo punto di vista un gruppo funziona meglio. Chi racconta fonda un mondo che prima non c’era e di questo deve avere consapevolezza perché fonda un paesaggio, comunica sensazioni piacevoli o fastidiose, crea silenzi….In poche parole bisogna capire qual è il luogo in cui sta.