Orologio Digitale

venerdì 30 giugno 2017

A CATANIA PREMIO "PIETRO CARRERA" 2017




Sabato 1 luglio si svolgerà presso il “Palazzo della Cultura” della Città di Catania la giornata conclusiva del “Premio Pietro Carrera”, del quale con piacere sono presidente. Mi hanno affiancato nei lavori conclusivi due carissimi amici: la prof.ssa Carmen Moscariello (scrittrice e giornalista in testate importanti, per anni collaboratrice Rai Tre) e il prof. Pietro Russo (saggista, poeta e responsabile culturale della Società Dante Alighieri di Catania). Grazie all’Assessor...e Prof. Orazio Licandro che ci ospita e al dott. Salvo Lo Giudice, per la costante disponibilità nei miei confronti. 

Quest’anno, così come per gli altri anni, saranno presenti numerosi poeti e personaggi della cultura. Presenteremo i libri di poesia dello psicologo vercellese Nicola Perasso, vincitore di questa edizione, del prof. Lorenzo Piccirillo e del Prof. Adriano Cerri dell’Università di Pisa. Per l’occasione si presenterà anche il recente volume di Rosa Maria di Salvatore. Tra gli ospiti saranno presenti: Anita Pillinini, (Mossa – GO), Danila Marchi, (Diano Castello – Imperia); Giusi Baglieri, (Catania); Eleonora Maria Barbaro, (Reggio Calabria); Michele Barbera, (Menfi – AG); Caterina Tagliani, (Sellia Marina – CZ); Maria Stella Barone, (Messina); Liliana Bellia, (Catania); Josè Russotti, (Malvagna); Giuseppe Blandino, (Rosolini – SR); Calogero Cangelosi, (Palermo); Felicia Ferlito, (Castiglione di Sic.); Antonella Montalbano, (Sciacca – AG); Simona Silvestri, (Roma); Pasqualino Cinnirella, (Caltagirone – CT); Carmelo Di Stefano, (Modica); Gaetano Lia, (Monterosso Almo – RG); Paola Liotta, (Avola – SR); Cinzia Pitingaro, (Castelbuono – PA); Matteo Pugliares, (Sortino – SR); Melania Sciabò Vinci, (Catania); Renato Di Pane, (Messina).

Ingresso libero.

(Nella foto la locandina dell'evento culturale).

A USTICA SARA FAVARO' PRESENTA LA SUA ANTOLOGIA "PONTE PONENTE PONTE PI"







Sabato 1 luglio, alle ore 19,00, Sara Favarò sarà presente a Ustica, nell'ambito del programma di "Ustica Villaggio Letterario",all'hotel villaggio "Punta Spalmatore",  con la sua antologia "PONTE PONENTE PONTE PI".

Serata di scioglilingua, filastrocche, indovinelli e giochi, documentati da Sara Favarò in tutta Italia.
Saranno presenti all'incontro Lucia Vincenti e Anna Russolillo che si divertiranno con l'autrice a proporre proverbi, conte, scioglilingua, poesie e modi di dire in siciliano, in napoletano e, con la collaborazione del pubblico, nel dialetto di tutte le Regioni d'Italia.

L'antologia di Sara Favarò, edizioni Secop, ha le illustrazioni di Ilaria Marinelli ed è inserito, con alcune sue pagine nel libro di testo scolastico, corso di letture / sussidiario dei linguaggi per le classi 4 e 5 della scuola primaria "Leggiamo insieme", curato da Livio Sossi per Lisciani editore.

Ingresso libero.

(Nelle foto: la copertina dell'antologia e l'autrice SARA FAVARO').

12^ EDIZIONE SOLE LUNA DOC FILM FESTIVAL 2017








SOLE LUNA DOC FILM FESTIVAL
12 edizione Festival internazionale di documentari
Palermo, Chiesa di Santa Maria dello Spasimo
3 - 9 luglio 2017


Lunedì 3 luglio | Monday July 3rd
NAVATA
20.00 Drum Circle Welcome con La Bottega delle Percussioni
Saluti inaugurali | Opening greetings
Visioni (Di)Visioni Inaugurazione mostra fotografica | Opening photographic exhibition
21.00 Omaggio alla città | Tribute to the city
Pellegrino, Ruben Monterosso e Federico Savonitto
Italia, 2017, 53’
Registi in sala| Meet the authors
Concorso | Competition
Ama-San, Cláudia Varejão
Portogallo 2016, 113’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles
GIARDINO
22.00 Concorso | Competition
The black sheep, Antonio Martino
Italia, 2016, 72’, v.o. sott. in italiano | o.v. Italian subtitles
Produttore in sala | Meet the producer
Dead ears, Linas Mikuta
Lituania 2016, 42’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles
Ma fille Nora, Jasna Krajinovic
Belgio – Francia, 2016, 16’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles

Martedì 4 luglio | Tuesday July 4th
19.00 Creare legami | Establish ties
Photo-maraton 2016. Visioni (di)visioni
Presentazione del progetto | Presentation of the project
NAVATA
21.00 Concorso | Competition
Blaxploitalian 100 years of blackness in Italian cinema, Fred Kuwornu
USA, 2016, 60’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles
Prison sisters, Nima Sarvestani
Svezia 2016, 90’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles
GIARDINO
21.00 Art in doc
Anima Pietra – Sulle orme di Sarino Santamaria, Ivana Stroscio, Mattia
Trupia, Costanza La Bruna, Francesca La Bianca, Federica Bannò
Italia 2016, 15’, italiano | Italian
Registi in sala | Meet the authors
Concorso | Competition
L de libertad, Javier Hernandez & Marc Guanyabens
Spagna, 2016, 11’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles
Registi in sala | Meet the authors
Il segreto delle calze, Nicola Contini
Italia, 2016, 52’, v.o sott. in inglese | o.v. English subtitles
Regista in sala | Meet the author
P.E. Class, Jabar Salehi
Iran, 2015, 15’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles
Kolwezi on air, Idriss Gabel
Belgio, 2016, 70’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles

Mercoledì 5 luglio | Wednesday July 5th
NAVATA
21.00 Art in doc
Jan Fabre. Beyond the artist, Giulio Boato
Francia – Belgio, 2014, 52’, v.o. sott. in italiano | o.v.Italian subtitles
Regista in sala | Meet the author
Concorso | Competition
Who’s gonna love me now?, Tomer Hyemann and Barak Heymann
Israele, 2016, 90’, v.o. sott. in italiano e inglese | o.v. Italian and English subtitles
The living of pigeons, Baha’ Abu Shanab
Palestina, 2014, 17’, v.o. sott. in italiano | o.v. Italian subtitles
Sans le Kosovo, Dea Gjinovci
Svizzera – Kosovo 2016, 22’, v.o. sott. in italiano e inglese | o.v. Italian and English subtitles
Regista in sala| Meet the author
GIARDINO
21.00 Concorso | Competition
Dönüş-Retour, Valeria Mazzucchi
Italia, 2017, 50’, v.o. sott. in italiano e inglese | o.v. Italian and English subtitles
Regista in sala | Meet the author
A woman’s story, Azra Rashid
Canada, 2015, 52’, v.o. sott. in italiano e inglese | o.v. Italian and English subtitles
Nowhere line: voices from Manus Island, Lukas Schrank
Australia – Inghilterra, 2015, 15’, v.o. sott. in italiano e inglese | o.v. Italian and English subtitles
Intégration Inch’Allah, Pablo Muñoz Gomez
Belgio, 2016, 59’, v.o. sott. in italiano e inglese | o.v. Italian and English subtitles

Giovedì 6 luglio | Thursday July 6th
19.00 Creare legami | Establish ties
Laboratorio Teatrale all’Ucciardone Don Chisciotte: sogni di giustizia
Presentazione del progetto | Presentation of the project
NAVATA
21.00 Concorso | Competition
Vuelo nocturno, Nicolas Herzog
Argentina 2016, 70’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles
Art in doc
Ousmane Sow le soleil en face, Béatrice Soulé
Francia, 2015, 53’, v.o. sott. italiano|o.v. Italian subtitles
Concorso | Competition
Sasha, Fèlix Colomer
Spagna, 2016, 54’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. Italian and English subtitles
Regista in sala| Meet the author
GIARDINO
21.00 Concorso | Competition
I cormorani, Fabio Bobbio
Italia, 2016, 86’, v.o. sottotitoli in inglese | o.v. English subtitles
Regista in sala | Meet the author
Overdrive. Return point, Natalia Gugueva
Russia, 2016, 93’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles

Venerdì 7 luglio | Friday July 7th
18.00 Creare legami | Establish ties
Dopo lo sbarco. Percorsi e reti per chi arriva, a Palermo
Incontro con | Talk with Itastra, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza,CIPIA
Palermo 1, Centro Astalli, Coop. Libera…mente, Mediterraneo Antirazzista,
con un intervento dei rappresentanti del network Welcome Refugees Italia e
di testimoni dell’esperienza in famiglia. A conclusione una performance a cura
di Arte Migrante.
GIARDINO
20.45 Creare legami | Establish ties
Incontro con i partecipanti al workshop con Alessio Genovese
Proiezione video | Meeting the workshop attendants and video screening
NAVATA
21.00 Concorso | Competition
69 minute of 86 days, Egil Haskjold Larsen
Norvegia, 2017, 70’, v.o. sott. in inglese e italiano|o.v. English and Italian
subtitles
Regista in sala| Meet the author
Alan, Mohammad Jouri
Iraq, 2015, 8’, v.o. sott. in italiano e inglese|o.v. Italian and English subtitles
Une vie contre l’oublie, Kita Bauchet
Belgio, 2016, 66’, v.o. sott. in italiano e inglese|o.v. Italian and English subtitles
GIARDINO
21.15 Concorso | Competition
Dove vanno le nuvole, Massimo Ferrari
USA, 2016, 72’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles
Regista in sala | Meet the author
Il naufrago, Georgia Panagou
Italia-Francia, 2016, 11’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles
Les deux visage d’une femme bamiléké, Rosine Mbakam
Belgio, 2016, 76’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles

Sabato 8 luglio | Saturday July 8th
19.00 Creare legami | Establish ties
Palermo capitale dei giovani 2017. Un bilancio in prospettiva
Incontro con | Meeting with Rete Pa Working, ARCI Palermo, Orto Capovolto,
PUSH, PYC&Giosef
NAVATA
21.00 Concorso | Competition
Brother Jakob, Eli Roland Sachs
Germania, 2016, 92’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles
See you in Chechnya, Alexander Kvatashidze
Georgia, 2016, 69’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. English and Italian subtitles
GIARDINO
21.00 Art in doc
Tobia Scarpa. L’anima segreta delle cose, Elia Romanelli
Italia, 2015, 30’
Regista in sala | Meet the author
Concorso | Competition
Alain Daniélou. La via del labirinto, Riccardo Biadene
Svizzera – Italia, 2017, 58’, v.o sott. in italiano | o.v. Italian subtitles
L’Eau sacrée, Olivier Jourdain
Belgio, 2016, 55’, v.o. sott. in inglese e italiano | o.v. Italian and English subtitles

Domenica 9 luglio| Sunday July 9th
NAVATA
20.00 Aperitivo | Cocktail
20.30 Premiazione | Award ceremony
21.30 Proiezione del film vincitore | Screening of the winning film
23.00 Dj fusion Andrea Scimò

EVENTI
Visioni (di)visioni
Mostra fotografica | Photographic exhibition
3-9 luglio | July h 10.00 – 24.00
Santa Maria dello Spasimo
I disegni di Gianluca Costantini
Installazione | Installation
3-9 luglio | July h 10.00 – 24.00
Santa Maria dello Spasimo
Workshop con Alessio Genovese
3-7 luglio | July h 10.00 – 18.00
Santa Maria dello Spasimo
Masterclass con Mark Peploe e Gianni Massironi
Crossroads – ancora una volta il cinema si trova ad un bivio
7 luglio | July h 16.00
Centro Sperimentale di Cinematografia, Cantieri culturali alla Zisa

Ingresso libero.


lunedì 26 giugno 2017

150° ANNIVERSARIO NASCITA PREMIO NOBEL LUIGI PIRANDELLO TUTTI GLI EVENTI




Mercoledì 28 giugno riaprirà al pubblico la Casa Natale di Luigi Pirandello, in contrada Caos,ad Agrigento, proprio nel giorno in cui cade il 150° anniversario della nascita dello scrittore, che avvenne tra queste mura nel 1867. Dopo un restyling durato poche settimane, riallestita e sistemata secondo un percorso storico e didattico - e in attesa del grande progetto di riconfigurazione finanziato dal Patto per il Sud - la Casa Natale si prepara anche ad accogliere il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il prossimo 6 luglio in visita ufficiale.

Le manifestazioni fanno parte delle iniziative per la celebrazione del 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello promosse dalla Soprintendenza di Agrigento e dal Polo Museale di Agrigento.
“Per i 150 anni della nascita di Luigi Pirandello abbiamo promosso, con il Polo Museale e la Soprintendenza di Agrigento – interviene l’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità siciliana Carlo Vermiglio - un articolato programma d’iniziative che intende rilanciare e valorizzare le collezioni e i luoghi legati allo scrittore, a partire dalla Casa Natale, oggi riaperta al pubblico con una nuova esposizione: uno spazio fortemente evocativo e radicato nel territorio in cui si intrecciano in un’efficace sintesi narrativa, parole e immagini, letteratura e paesaggio, emozioni e atmosfere. 

La presenza del Presidente della Repubblica in questi luoghi non solo ci onora, ma sottolinea la forza e l’attualità del pensiero dello scrittore agrigentino che ancora oggi ci provoca e ci interroga sulle ragioni dell’esistenza umana e sulla ricerca di valori autentici”.
“Un appuntamento importante, quello che siamo stati chiamati a celebrare ed al quale abbiamo risposto operando in piena sinergia con la Soprintendenza ed elaborando un fitto programma di appuntamenti culturali che speriamo incontreranno il favore del pubblico – spiega Gioconda Lamagna, dirigente del Polo Culturale di Agrigento - Eventi di vario genere che coinvolgeranno, per quanto riguarda i siti del Polo culturale, non solo la Casa Natale, luogo pirandelliano per eccellenza, ma anche il Museo archeologico “Pietro Griffo”, in contrada S. Nicola, dove tra l’altro verrà riproposta, nell’originaria ambientazione pensata da Pirandello, la “Sagra del Signore della Nave”.

DUE MOSTRE NELLA CASA NATALE DI LUIGI PIRANDELLO
Mercoledì 28 giugno la Casa Natale di Pirandello aprirà dalle 10 con “Novelle per un giorno”, lunga performance-fiume dell’attore Bruno Crucitti che fino alle 18, ininterrottamente, leggerà ed interpreterà le novelle del drammaturgo, le più e le meno conosciute, ma anche brani, lettere, brandelli di opere pirandelliane, nell’intento di ricostruirne il processo creativo. 

Alle 19, l’attrice Isabella Ferrari leggerà stralci da opere di Pirandello. Saranno inaugurate le due mostre, frutto di un complessivo riallestimento dei materiali disposti secondo un percorso scientifico ragionato: “Viaggio tra identità e memoria attraverso i dipinti della famiglia Pirandello”, a cura della soprintendente ai Beni Culturali di Agrigento, Gabriella Costantino, a piano terra; e “Luigi Pirandello. Informazioni sul mio involontario soggiorno sulla terra”, a cura di Armida De Miro, Cristina Iacono e Stefano Milioto, al primo piano.

Nella prima mostra sarà illustrata la produzione pittorica della famiglia Pirandello, ovvero di Luigi, Fausto e dei fratelli del drammaturgo, Rosolina, Giovanni ed Innocenzo: prove ed espressioni pittoriche fortemente legate alla storia e all'identità della famiglia; ritratti, paesaggi, interni, ognuno dei quali aggiunge un importante tassello alla conoscenza di originali figure intellettuali: oltre a Luigi e Fausto, ecco Rosolina, precoce e prolifica pittrice per vocazione, autrice di paesaggi e ritratti dallo stile consapevolmente ispirato al grande ‘800 e primo ‘900. Arricchiscono la collezione della “Casa Natale”, oltre a un autoritratto dello stesso Luigi, un bellissimo pastello espressionista del ciclo Bagnanti di Fausto del 1962, un dipinto di Giovanni e due affreschi di tema paesaggistico nel sovraporta dipinti da Innocenzo.

“Un programma di eventi di grande valenza culturale, elaborato in proficua collaborazione con il Polo Museale. Mercoledì presentiamo il nuovo ordinamento espositivo e scientifico, ed un efficace allestimento museografico - spiega Gabriella Costantino, Soprintendente ai Beni Culturali di Agrigento - che riguarda l'esposizione permanente, al piano terra della Casa Natale al Caos, della raccolta di dipinti realizzati dalla famiglia Pirandello, acquistata dalla Regione Siciliana nel 2014 da Renata Marsili Antonetti, nipote di Rosolina. Un omaggio dunque, ad una peculiarità culturale della famiglia Pirandello, legata alle arti visive, che intende portare anche alla fruizione del pubblico gli aspetti meno conosciuti dello scrittore, pittore colto e raffinato interprete di intimisti ritratti familiari e di paesaggi evocati secondo un solido stile novecentesco legato alla pittura post-Cezanniana degli artisti toscani e romani”.

La seconda mostra riguarderà un'esposizione storico documentaria dal titolo:“Luigi Pirandello. Informazioni sul mio involontario soggiorno sulla terra”. Essa trae il suo titolo da un’“autobiografia” del drammaturgo, che non vide mai la luce e della quale si posseggono soltanto alcune carte sciolte, unite a documenti, lettere, componimenti, prime edizioni, per raccontare le diverse tappe della produzione letteraria dello scrittore, dagli anni della giovinezza quando, studente del liceo classico Vittorio Emanuele di Palermo, Pirandello si dedicò alla produzione di componimenti di cui rimangono alcuni quaderni manoscritti conservati alla Biblioteca Museo Luigi Pirandello (il “Canzoniere Conchiglie ed Alighe” e il “dramma” in versi senza titolo, forse dedicato all’amico Carmelo Faraci, composti tra il 1884 e il 1886).
“Non è stato facile “raccontare” al grande pubblico Luigi Pirandello – sottolinea la curatrice Armida De Miro - la cornice offerta dalla Casa natale è suggestiva, sebbene gli spazi siano limitati. Tuttavia, crediamo di essere riusciti a sviluppare le tappe fondamentali della vita e della produzione letteraria dell’illustre agrigentino: un percorso narrativo che, tra documenti e apparati didattici, dalle prime opere giunge alla morte del grande scrittore”.

Si passa poi alle novelle e ai romanzi: tra questi, il manoscritto del romanzo “Giustino Roncella nato Boggiòlo” – recentemente restaurato dalla Biblioteca Regionale di Palermo - pubblicato postumo nel 1941 dal figlio Stefano, ma già edito nel 1911 col titolo di “Suo marito”: in mostra questa rara edizione che diede vita ad una polemica con Grazia Deledda che si riconobbe nelle vicende narrate. Per il teatro: un dattitoscritto della tragedia: “Diana e la Tuda” con la dedica “A Marta Abba per non morire”. Inoltre, il manoscritto di Luigi Pirandello “L’imbecille: commedia in un atto”, che era appartenuto a Paola Borboni. Tra i saggi, sarà esposto il manoscritto con firma autografa “Teatro Italiano”, pubblicato da Pirandello nel 1918. Musica e cinema: lo scrittore ne era affascinato: ecco “Liolà” e “La favola del figlio cambiato”, novella musicata da Malipiero nel 1932, come attesta una lettera del compositore allo stesso Pirandello. Per il cinema numerosi documenti testimoniano l'interesse di L. Pirandello per questa nuova forma artistica. Ed è infine del 1934, il famosissimo “foglio” sul quale Luigi Pirandello il 9 novembre, alla presenza di giornalisti e fotografi, batteva per 27 volte un’unica parola: “pagliacciate!”.

Chiuderà la mostra, il racconto della morte e quello della complessa, e per certi versi singolare, vicenda della traslazione delle ceneri dal Cimitero del Verano di Roma ad Agrigento nel 1946. Viaggio semiserio che troverà una degna conclusione solo nel dicembre del 1961, quando – nel rispetto delle ultime volontà del drammaturgo – le ceneri saranno definitivamente deposte all’interno della “rozza pietra posta all’ombra del pino” presso il Caos, dove ancora oggi si trovano. In mostra anche il manoscritto autografo con le ultime volontà di Pirandello che voleva che la sua morte fosse “lasciata passare in silenzio”.

Le manifestazioni pensate per le celebrazioni dell’anniversario pirandelliano si snoderanno fino a dicembre; comprendono, tra l’altro, la mostra in programma a novembre 2017, “Luigi e Fausto Pirandello – Itinerari tra critica d'arte, pittura e collezionismo del ‘900”, che riunirà insieme importanti dipinti di tutti i Pirandello, ma soprattutto porterà ad Agrigento tele e sculture di artisti a loro legati, come Giorgio De Chirico, Giulio Aristide Sartorio, Giuseppe Capogrossi, Giuseppe Pellizza Da Volpedo, Mafai Scipione analizzando e ricostruendo attraverso la visione delle opere, i rapporti tra Luigi Pirandello e l'arte del ‘900, tra critica e collezionismo e l'ambito culturale in cui si muoveva Fausto.

In ottobre, a Villa Genuardi, “Pirandello e Agrigento” negli scatti dei maggiori fotografi tra ‘800 e ‘900. Percorsi culturali e storico-letterari nel centro storico agrigentino”, per raccontare il rapporto di Pirandello con i “sublimi avanzi di Akragas”. Pirandello era talmente legato alla grecità classica che le sue ceneri furono traslate da Roma ad Agrigento all’interno del cratere attico a figure nere (470 – 460) che da uno scatto dell’epoca, risultava parte del suo studio romano. Previsti anche itinerari sulle tracce dello scrittore: un narratore condurrà i visitatori da Porta di Ponte alla chiesa dell’Addolorata nel Rabato, dalla Badia di S. Spirito alla Cattedrale, dalla piazza Vittorio Emanuele alla Passeggiata. A cura della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento.
Inoltre, sono state raccolte foto di famiglia, di vita quotidiana e di occasioni importanti (tra cui una foto con Einstein) nel volume «I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini» di Sarah Zappulla Muscarà e da Enzo Zappulla (pubblicato da La Nave di Teseo). 

Questo libro sarà anche una mostra itinerante  dal 28 luglio al 3 settembre. Si partirà dal Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo di Agrigento, poi a ruota raggiungerà Palermo e poi Catania.

Grandi iniziative per ricordare e mai dimenticare un caro uomo di cultura il nostro amatissimo Premio Nobel LUIGI PIRANDELLO.

giovedì 22 giugno 2017

1° CONVIVIO DI POETI A POGGIOREALE ANTICA



Sabato 24 giugno alle ore 17.00 a Poggioreale antica (Palazzo Agosta) si svolgerà il 1° Convivio di poeti con poesie a tema libero o ispirate a Poggioreale antica insieme a tanta bella musica.
La manifestazione culturale è patrocinata dal Comune di Poggioreale (TP) e organizzata da Giacinto Musso Presidente dell'Associazione Culturale Poggioreale Antica.
Ingresso libero

mercoledì 14 giugno 2017

A PALERMO A SPAZIO CULTURA LIBRERIA MACAIONE SI PRESENTA IL LIBRO "CORTILE NOSTALGIA" DI GIUSEPPINA TORREGROSSA








Giovedì 15 Giugno 2017 ore 18:00, a Spazio Cultura Libreria Macaione, Via Marchese di Villabianca, 102 Palermo, il Circolo dei Lettori Spazio Cultura per il ciclo Incontriamo gli Autori, presenta Giuseppina Torregrossa con il suo ultimo romanzo "Cortile nostalgia", collana Scala italiani, Rizzoli

All’incontro interverranno, oltre all’autrice, Gabriella Maggio e Biagio Balistreri.

Stefania Brandeburgo leggerà alcuni brani tratti dal libro.

IL LIBRO
Con un romanzo corale e pieno di vita, Giuseppina Torregrossa racconta la necessità innata di essere accolti in un abbraccio: quello di una madre, un marito, un amico, o una città che sappia tenere aperte le porte anche nella notte.

"Era quello il segreto della feli...cità: prendersi cura degli altri"

A Palermo c’è una piazzetta abitata dalla magia, dove ogni notte sette fate, una chiù bedda di n’autra, rapiscono i passanti per condurli verso luoghi lontani e poi riportarli a casa, storditi dalla meraviglia, alle prime luci dell’alba. È in questo cortile che vive Mario Mancuso, nel cuore dell’Albergheria, tra le abbanniate dei mercanti di Ballarò e i rintocchi del campanile di Santa Chiara. Orfano, ha conosciuto solo l’affetto di zia Ninetta, che però lo abbandona al primo giro di vento, inseguendo i propri sogni. L’incontro con Melina è la sua occasione per ritrovare in una nuova famiglia il calore che il destino gli ha negato. Per lei, bella e infelice, quel ragazzo rappresenta la libertà da due genitori che l’hanno educata più alle privazioni che all’amore. Lo sposo però deve partire per Roma, dov’è stato assegnato come carabiniere semplice, così le nozze sono celebrate in fretta e furia, e con la stessa voracità vengono consumate. Forse soltanto un figlio può colmare la distanza tra marito e moglie, sempre in bilico tra tenerezza e passione; ed è così che nasce Maruzza. A legarli sarà una sottile nostalgia, la stessa che gli abitanti della piazzetta, di Paesi e colori diversi, curano ogni sera con i piatti cucinati dalla donna che tutti chiamano Mamma Africa e che sembra avere lo stesso dono delle sette fate.

L’AUTRICE
Giuseppina Torregrossa. Madre di tre figli, vive tra la Sicilia e Roma, dove ha lavorato per più di vent'anni come ginecologa, occupandosi attivamente, tra le altre cose, della prevenzione e cura dei tumori al seno.Nel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo, L'assaggiatrice e con il monologo teatrale Adele ha vinto nel 2008 il premio opera prima "Donne e teatro" di Roma. Presso Mondadori ha pubblicato Il conto delle minne (2009), tradotto in dieci lingue, e Manna e miele, Ferro e fuoco (2011) e Panza e prisenza (2013). Nel 2015 è stata insignita del Premio Baccante.

Ingresso libero.

ECCO LA CINQUINA FINALISTA DEL LXXI PREMIO STREGA 2017






Oggi  17 giugno a Roma si è conclusa presso la Casa Bellonci si è  chiuso lo spoglio della prima votazione che designa i cinque finalisti dell’edizione 2017 del Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con BPER Banca e Toyota Motor Italia.

Come da tradizione gli Amici della domenica si sono riuniti a Casa Bellonci dove Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega 2016, ha presieduto il seggio.

La somma dei voti elettronici e delle schede cartacee (547 su 660 aventi diritto, con 2 schede bianche) ha delineato la cinquina degli autori e dei libri finalisti al Premio Strega 2017, che sono:


-          Paolo Cognetti, Le otto montagne (Einaudi) con  281

-          Teresa Ciabatti, La più amata (Mondadori) con  177

-          Wanda Marasco, La compagnia delle anime finte (Neri Pozza) con 175

-          Alberto Rollo, Un’educazione milanese (Manni) con 160

     -     Matteo Nucci, È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie) con 158


    

Questo risultato comprende i voti dei 400 Amici della domenica, di 40 lettori forti selezionati da librerie indipendenti italiane associate all’ALI e di 20 voti collettivi provenienti da Biblioteche di Roma, scuole e università. Da quest’anno si sono aggiunti 200 voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti Italiani di cultura all'estero, per un totale di 660 aventi diritto.

La serata è stata trasmessa in diretta streaming da Rai Cultura, media partner del Premio, all’indirizzo www.cultura.rai.it/live.


La seconda votazione, che designerà il vincitore della LXXI edizione, avverrà giovedì 6 luglio di nuovo a Roma, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma e sarà trasmessa in diretta televisiva da Rai Tre

ARTICOLANDO ( 10 ) :RECENSIONE DELLA POETESSA E SCRITTRICE MARIA ELENA MIGNOSI PICONE AL LIBRO "SULLA PORTA" DELLA POETESSA TERESA RICCOBONO










Articolando


Articolando, è una nuova rubrica per dar voce a tutti gli amanti della poesia, dell'arte, della storia, della pittura, della critica letteraria attraverso recensioni, relazioni e articoli strettamente culturali.
Chiunque volesse pubblicare può farlo mandando i propri scritti all'indirizzo di posta elettronica
tonycausi@alice.it grazie!


In questo n. 10 troviamo la poetessa e scrittrice MARIA ELENA MIGNOSI PICONE con una sua recensione alla silloge "Sulla porta" della poetessa e scrittrice Teresa Riccobono, pubblicato dalle Edizioni Drepanum. Auguro a voi una buona lettura!






                                                           
Recensione  della poetessa e scrittrice Maria Elena Mignosi Picone alla silloge "Sulla porta" della poetessa Teresa Riccobono Edizioni Drepanum




Prendendo in esame la silloge poetica di Teresa Riccobono, che è con questa alla sua prima pubblicazione, rimaniamo immediatamente colpiti dalla immagine della copertina e dal titolo, che ci lasciano un po’ perplessi per quel vago senso di mistero che suscitano. Vi sono raffigurate una porta, che è chiusa, e una sedia, che è vuota, e il titolo è “Sulla porta”. Il tutto richiama vagamente una scena teatrale. Scarna, nuda, ma densa di significato. Ed è questo che andremo ad interpretare,  prendendo l’avvio proprio da qui perché, come capita per tutti i libri, è nella copertina che si trova la chiave di volta dell’intera opera.
Cominciando a sfogliare la silloge, ci imbattiamo subito in una poesia proprio dal titolo “Sulla porta”,  dalla quale evidentemente l’autrice ha desunto quello del libro. Essa ha inizio così: “Risalire / le scale del tempo / rientrare piano / …e sedersi sulla porta”. La poetessa inoltre vi accenna a “sogni d’infinito”, a “Ideali”, e chiude il componimento con queste parole: “…e ora, nei rari ritorni, / ora che è mio / il segreto delle radici / …ora, qui, soltanto / le ombre vacillano / al margine del pianto”. Ora subito balzano dai precedenti versi due elementi: le radici e i sogni.
Altre poesie insistono su un altro elemento che ha attinenza con i sogni, e cioè l’attesa. Ben due di queste portano il  titolo, “Attesa” e “Lunga attesa”. E spesso questa parola ricorre nei suoi versi: “Il cielo d’ognuno è qui, / in questa attesa, / in una strada curva / che arriva improvvisa / sotto l’arco del sogno”, o anche “Le tue mani, padre, / tiepide nicchie / dove potevo custodire i miei sogni /… e tu mi rispondi con un canto inaspettato, / che ripaga / mille anni d’attesa”.
Potremmo a questo punto azzardare una ipotesi: potrebbe la porta  rappresentare il passato e la sedia invece il futuro?
Però ci chiediamo: “Perché la porta è chiusa e la sedia è vuota?”. Chiusura e vuoto sono due fattori che esprimono negatività la quale richiama alla mente il pensiero, dalla connotazione altrettanto negativa, in genere,  sul tempo, di Sant’Agostino.  Il grande santo affermava che il passato non è più, il futuro non è ancora, e che dunque solo il presente esiste. In effetti in concreto è così: noi viviamo solo il momento attuale. Il passato si vagheggia nei ricordi, e il futuro nei sogni; ricordi che si ammantano di varie sfumature come la nostalgia o il rimpianto, e sogni che si accarezzano con la speranza di realizzarli ma che non sempre hanno buon esito perché, come  dice la nostra poetessa, “il tragitto di vita è brullo” ed essi talora “vanno per altre strade”.
Rimane solo di stare sulla porta. E’ qui che fluisce la nostra esistenza.  L’essere umano in fondo vive come sospeso tra passato e futuro e piantato proprio sulla porta. Nel presente. Questa posizione però non  è statica ma dinamica. Per comprendere questo concetto basti pensare al moto del pianeta per cui, pur stando fermi, in fondo ci si sta muovendo. Eh sì, perché, anche là, sulla porta, in ogni attimo, il futuro si fa presente e il presente passato.
Si avverte infatti in questa opera  di Teresa Riccobono, nell’apparente stasi (la porta chiusa, la sedia vuota) un dinamismo sotterraneo a livello sia materiale che spirituale, il quale si articola sia nel movimento del fluire del tempo (anche dei vari momenti della giornata), sia nella moltitudine dei ricordi, dei sogni, e in una vivacità di animo fervido e impaziente; così invece di dire “di sera” o di notte” la poetessa dice: “…saliva maliardo , / il canto salmastro della sera”, o “lentamente smemora la luce /…sale la sera emanando mestizia” o ancora “…giunge a piedi scalzi il silenzio della notte”, dove i verbi salire e giungere esprimono movimento; inoltre nella poesia “Altalena” leggiamo: “Un dolce cigolio / i miei piedini tesi / a scavalcare il mondo / e mio padre mi spingeva / a volare lungo la strada / di ginestre incantate / fin sopra il cancello / che tagliava lo sguardo / verso il mare “.  In “Anelito” scrive: “Ragazzina guardo il mare / languido d’azzurro / dietro la finestra di un pomeriggio domenicale, / …tolgo le scarpe / e tento di spiccare il volo, /…Quando le ali, quando?”
 Gli ardenti sogni, da fanciulla, certamente,  sono stati il preludio alla realizzazione della sua vita da adulta. E se oggi Teresa Riccobono ha raggiunto la posizione di docente nel liceo psicopedagogico ed è anche madre di famiglia, lo deve proprio a questi. Giovanissima infatti intraprende questo cammino: “…mio padre mi saluta con un cenno, / il liceo in città, / le supplenze sui monti, / l’amore che ti travolge e ti sorprende / e poi l’impegno, vivevo il mio tempo, / un tempo bello ed inquieto”. Oggi inoltre è poetessa e scrive in lingua e in dialetto; ha ricevuto lusinghieri apprezzamenti e importanti premi. Tutto questo come frutto della sua attività. I sogni comportano però oltre che ardore, anche un certa inquietudine, non si sa quel che accadrà. Non se ne ha la certezza.
Una poesia che sembra molto significativa nell’esprimere il senso di inquietudine che è propria del futuro-presente, del futuro che trasmuta in presente, cioè quella perplessità di fronte all’ignoto, al mistero, è la poesia “Oleandri” dove troviamo: “Oleandri in fila / nel sole / ai bordi del vuoto” , immagine che rievoca la siepe della poesia “L’infinito” di Giacomo Leopardi. E la nostra continua: “…i fiori e lo spazio / confine tra mare e cielo / e voi, oleandri della terra, / e un quesito sparito / per sapere / se lì c’è la fine”.
Ma se dal futuro, dai sogni, realizzati o meno, scaturisce in certo modo  il presente, anche il passato incide nel costruirlo. Così persone e luoghi balzano nella mente dell’autrice al ricordo del passato, della sua vita d’infanzia: “Le tue mani, padre, / tiepide nicchie / dove potevo / custodire i miei sogni”; “Mia madre non amava il Carnevale, / il chiasso vuoto la infastidiva”; “…eri Sara, la zia prediletta, / e noi, piccoli, i figli che non avesti”; ma anche la “…casa natale, / risveglio lento di campane / al canto dei galli /…passeggiate lungo i sentieri, / cadenzate dal bastone del nonno / e dai suoi racconti”; e il suo caro albero: “…vecchio ulivo / piantato dai miei padri, /…Tra gli squarci profondi  / trovo i graffiti dei miei anni / passati all’ombra dei tuoi silenzi”.
Dunque nella vita di Teresa Riccobono confluisce il passato nei  ricordi dell’infanzia della quale rimane in lei specialmente il senso della purezza: “Tornerò a te, / amato paese / della mia infanzia, / tornerò / alla fonte Mancusa / a bere nell’incavo roccioso, / cercando antiche purezze / di acque limpide di vena” e nella infanzia ha assaporato  il gusto della quiete, come  nella poesia “Al vecchio ulivo”: “Ora nella quieta oscurità / la voce del vento / si perde tra le case strette / e le bianche pietre del fiume, / inerme aspetto / di farmi ancora consolare / dalla tua pace antica”. La poetessa rifugge dalla frenesia della fretta: “…mi resta ancora / questo rispetto per la notte / e il vivere lento”.
Teresa Riccobono, nativa di Palermo, originaria dell’Albergheria, nutre amore profondo per la sua città, pur riconoscendone le  pecche: “Sto dietro la finestra / di questo inverno / a guardare da quassù  / la città amata, / immobile, chiusa / dietro portoni giganti, / che negano agli occhi / scatole miracolose di giardini”; Palermo “regina sonnolenta /…aquila morente”.
La Sicilia, l’Italia, l’Isola Tiberina, Ventotene e inoltre Parigi, riaffiorano nei ricordi di soggiorni, gite e viaggi, fatti nel corso degli anni.
Insiste certo particolarmente sulla sua terra, la Sicilia, mettendone in risalto le bellezze paesaggistiche: “D’estate mi porto alla torre, / …mi lascio dietro il chiasso vacanziero /…Seguo il sentiero di agavi e ginestre /…D’improvviso s’apre l’azzurro delle tue acque / …e l’occhio appagato spazia / fra il bianco delle case e le strade del porto, / spazia fin dove tu, mare, ti unisci al cielo”. Spesso ritorna insistente il mare con l’azzurro delle sue acque. E  anche il suo colore, il blu. “Aspettando il blu”, “i primordi del blu”.
Un altro elemento del paesaggio siciliano, questa volta però non della natura, che ricorre è la testimonianza di antiche civiltà, specialmente quella greca, nelle rovine archeologiche. E di certi luoghi rievoca pure il mito che li avvolge.”…scivola la barca sul fiume / sfiorando i papiri e /…avvolta nel lume del sogno / ritorna la voce di Ciane / che invano l’amica tentò di strappare / a Pluto divino, / preso d’amore”.
A questo punto viene spontaneo un accostamento, con un pittore però, precisamente coll’artista messinese Salvatore Caputo i cui dipinti hanno una caratteristica dominante: il blu che avvolge il paesaggio siciliano su cui si stagliano i ruderi della civiltà greca. Sono quadri meravigliosi, molto suggestivi, che trasportano in un’atmosfera di incanto.
Il suo spirito poetico  Teresa Riccobono lo manifesta nella capacità di incanto e di stupore: “…e adagio si rientrava / con l’ampia borsa / pesante di conchiglie, / di trepide attese, / di stupori senza fiato”; “Mi riposerò all’ombra del bosco / ammirando l’incanto / del vallone / finchè giungerà / la mia pace”; “…in silenzio aspetto, / pieni gli occhi di stupore”; “la veglia d’incanto”. Sono infatti incanto e stupore quegli stati d’animo che preludono allo sgorgare della poesia, in un animo sensibile. E la nostra autrice li ha manifestati sin da piccola.
Nella poesia “ L’ombra del tempo” scrive: “Triste ci si accorge  / dello sbiadir dei fiori, / d’amori e di memorie, / e il cuore rassegnato tace, / resta ancor questo stupore / che mi fa guardare il mare”
Ora possiamo osservare come  la poetessa metta in rilievo l’aspetto dolceamaro sia del mare che del tempo. A proposito del mare si esprime così: “Tu motore di civiltà, / tu, scrigno generoso, mi riporti le greche melodie, i richiami dei marinai / e le luci delle lampare che continuano / languide il disegno delle stelle”, e confida: “Ti amo quando calmo ti distendi, / quando come un cavaliere baci la terra, / ti amo quando ti culli fra spume di perle”, ma aggiunge: “La tua potenza mi spaventa, / mi spaventi quando scateni le tue forze / e impietoso trascini tra i neri vortici i miseri legni e le ultime speranze”. Dolceamaro anche il tempo: “Stillano i giorni il loro amaro miele”; “è prato di nuvole il tempo” che trascorre con la sua “luce fredda”, con il suo “canto cieco” e “Passano veloci gli anni, come i treni, saettando su binari levigati dal tempo”. Il trascorrere del tempo è lampante nella crescita dei figli: “…e penso ai nostri figli /  che dormivano al seno /…e ora son uomini e donne / e vanno per il mondo”. Allora potremmo identificare il tempo col fiume al quale la poetessa si rivolge con soavi accenti: “Dolce mio fiume / d’acque lunari, /…hai portato con te sorrisi e pianti”, nella poesia “C’è ancora tempo per il mare”.
Tempo e mare sono sempre in movimento, il tempo nel fluire dei giorni e delle stagioni. E scorre incessantemente. Si sente quasi riecheggiare il famoso detto del filosofo greco Eraclito: “panta rei”, “tutto scorre”.
Il passato, pur evanescente, però ogni essere umano lo porta dentro di sé. Ed è su questo che costruisce il suo presente. Rimangono le tracce, sono le radici. E sono queste che danno linfa e producono fiori e frutti. Così Teresa Riccobono porta impressa in sé dei suoi luoghi di origine, della sua amata Sicilia, la solarità. E inoltre l’anelito alla limpidezza, alla quiete, nello stupore e nell’incanto.
Ella riversa in quest’opera la sua vita e risalta indubbiamente come la protagonista perché tutto ruota intorno a lei. Però c’è, occulto e recondito un altro, diciamo, personaggio, che fa da co-protagonista. Dietro le quinte. E’ il tempo. Il suo scorrere, come il fiume, serpeggia nei versi, e allora Teresa Riccobono ci appare come la pianista che trae dalle note dello spartito la musica, perché le note delle sue parole generano una musica, ma una musica speciale, la musica del tempo. Come lo sciacquio del mare.

Maria Elena Mignosi Picone


lunedì 12 giugno 2017

A PALERMO SI PRESENTA LA RACCOLTA DI POESIE DEL POETA ANTONINO SCHIERA






Martedì 13 Giugno 2017 ore 18:00, Cantieri Culturali alla Zisa, via Paolo Gili 4, Palermo, Spazio Cultura in occasione della manifestazione Regioniamo Sicilia 2017, presenta il libro "Frammenti di colore" del poeta Antonino Schiera, La Gru edizioni.

La poesia diviene strumento di conoscenza di sé e dell’altro, 
permettendo l’incontro tra i gradi di tonalità della lirica e la 
cromaticità specifica, peculiare, del carattere assunto dai 
pensieri di chi legge.

All’incontro, saranno presenti oltre all'autore, il poeta e scrittore Biagio Balistreri,autore del romanzo L’inquilino della casa sul porto, Spazio Cultura edizioni, il poeta e scrittore Emanuele Drago autore de Palermo in un rom...anzo, Spazio Cultura edizioni e la scrittrice palermitana Teresa Gammauta.

Nel corso della presentazione l’attore Enzo Rinella leggerà ed interpreterà alcune poesie tratte dal libro.

IL LIBRO | Questa silloge si immerge nella rappresentazione di sentimenti, di valori, di ideali, di ambizioni, di sogni, e Antonino Schiera ci guida in questo percorso utilizzando una tavolozza di emozioni, così come farebbe un artista, attribuendo ai sentieri della vita, a volte in discesa, a volte in salita, una particolare sfumatura cromatica. La poesia diviene così strumento di conoscenza di sé e dell’altro, permettendo l’incontro tra i gradi di tonalità della lirica e la cromaticità specifica, peculiare, del carattere assunto dai pensieri di chi legge, e assumendo una funzione catartica, vivificatrice della capacità di immaginare e di interpretare la realtà e i suoi simboli.

L'AUTORE | Antonino Schiera nasce a Palermo, in una famiglia di lavoratori, nel mese di marzo del 1966. Poeta, narratore e collaboratore giornalistico, dopo una significativa esperienza di vita trascorsa tra Germania e Austria, nel 2013 esordisce con la raccolta di poesie, aforismi e dediche Percorsi dell’Anima (Europa Edizioni). Esperto di marketing e comunicazione, coniuga l’amore per la poesia e la curiosità per ciò che lo circonda, utilizzando la parola come un ponte che può unire mondi che ancora non si conoscono.

domenica 4 giugno 2017

AD AGRIGENTO SI PRESENTA IL LIBRO "TANGO DELL'ANIMA" DELLA SCRITTRICE E GIORNALISTA DANIELA SPALANCA








Domenica 11 giugno alle ore 18.00 ad Agrigento presso il Circolo Empedocleo si presenta il libro "Tango dell'anima" edizioni Medinova, 2017 della scrittrice e giornalista siciliana Daniela Spalanca .
Si tratta di una raccolta di scritti su vari argomenti che si snodano partendo da tre sezioni: Amori, Ricordi e Pensieri. Un tuffo nel mare, limpido e a volte impetuoso, delle emozioni, rifugio dell'anima, riparo sicuro contro i mali di un mondo "liquido" che rischia di risucchiarci tutti inesorabilmente.

L'editore Antonio Liotta e Daniela Spalanca hanno scelto le opere pittoriche di Mauro Fornasero .
Insieme all'autrice, saranno presenti : Antonio Patti, Margherita Biondo, Antonio Liotta e Annagrazia Montalbano.

Ingresso libero.

(Nelle foto: la copertina del libro "Tango dell'anima e l'autrice Daniela Spalanca). 


ARTICOLANDO ( 9 ) : RECENSIONE DI FRANCESCO FERRANTE AL LIBRO DI SALVATORE TOCCO "SOLITUDINI - Racconti dell'assurdo e dell'inquietudine"









Articolando


Articolando, è una nuova rubrica per dar voce a tutti gli amanti della poesia, dell'arte, della storia, della pittura, della critica letteraria attraverso recensioni, relazioni e articoli strettamente culturali.
Chiunque volesse pubblicare può farlo mandando i propri scritti all'indirizzo di posta elettronica
tonycausi@alice.it grazie!


In questo n. 9 troviamo il poeta e scrittore FRANCESCO FERRANTE con una sua recensione al libro "Solitudini- racconti dell'assurdo e dell'inquietudine", di Salvatore Tocco, pubblicato dalle Edizioni Simposium. Buona lettura a tutti i voi!



La solitudine non è comune a tutti gli uomini, esistono diverse tipologie di solitudine, tante quanti sono gli uomini sulla terra. E’ quello che emerge leggendo il libro di Salvatore Tocco “Solitudini – racconti dell’assurdo e dell’inquietudine”, pubblicato dalle Edizioni Simposium.

Ventotto racconti che sottolineano l’isolamento a cui i protagonisti sono costretti.

Si può essere soli davanti le mura della propria città, perché i tuoi concittadini non solo non ti riconoscono ma deridono il tuo insistente desiderio di varcare quelle mura (e se poi metaforicamente consideriamo l’uomo come cittadino del mondo ecco che viene evidenziato il divario fra chi è nato, per fortuna e non per merito, nell’opulenza e chi invece quel benessere deve o vorrebbe conquistare).

Si è soli perché non si accetta l’omologazione imposta dalla società, perché non ci si rassegna a diventare manichini, rifiutando l’omogeneizzazione a cui l’umanità è sottoposta.

Solo diventa chi ha paura di coloro che gli stanno accanto; chi non riconosce i luoghi i cui è nato.

C’è colui che per non sentirsi solo spera nella spettacolarizzazione del suo funerale, per vivere così la sua ultima illusione.

Resta solo il capro espiatorio condannato dall’egoistico risentimento di una piazza ammutolita.

Solo è chi si avventura nei propri sogni che diventano irraggiungibili fino a perderne i contorni e non percepirne più la forma; oppure chi, sentendosi perseguitato, da sfogo alla propria violenza trasformandosi in carnefice.

Siamo soli, ognuno nell’ egocentrica visione delle proprie mura, a difesa di un inconcepibile istinto selvaggio.
Soli o pazzi, visionari incompresi, fanatici o idealisti, perseguitati dalla cieca concezione cristallizzata in cui siamo racchiusi.

Salvatore Tocco, docente in pensione, vive a Terrasini, paese in cui è nato. Questa è la Sua prima pubblicazione, un’opera introspettiva con tutti i requisiti e le potenzialità di un “classico”.
Un libro da leggere, rileggere e meditare.

Francesco Ferrante

(Nelle foto. il recensore Francesco Ferrante - poeta e scrittore e la copertina  Solitudini... di Salvatore Tocco).