Orologio Digitale

sabato 22 luglio 2017

KALòS DEDICA UN VOLUME ALLA CITTA' DI SALEMI DAL TITOLO : "SALEMI. LUOGHI E NON - LUOGHI"



La prestigiosa casa editrice Kalòs ci regala un ricco volume di 264 pagine, dedicato alla città di Salemi (TP), importante e affascinante borgo della provincia di Trapani. Il suo titolo è "Salemi. Luoghi e non-luoghi".  

Sono inserite storia della città, tradizioni inoltre particolare attenzione è dedicata agli spazi che hanno visto succedersi vicende, volti e identità che hanno reso celebre nel tempo questo luogo pieno di fascino, arte, cultura e relax della Sicilia.

Un viaggio artistico raccontato in italiano e in inglese dagli autori: Giorgia Lanzarone, Élisabeth Lesnes e Randall W.Younker che hanno saputo raccontare le peculiarità della città attraverso una sintesi degli studi storico-archeologici e artistici del territorio.

Inoltre il libro è corredato da schede dei luoghi, dei monumenti e dei siti archeologici più rappresentativi della città e da fotografie storiche e recenti (realizzate da Gioacchino Migliore) poste a confronto.

Compito degli autori è  anche quella di recuperare l'identità dei luoghi (spazi esterni e interni) che rischiano di divenire non-luoghi, rivelando quanto essi siano scrigno d'arte e cultura.

Il volume è già disponibile nelle migliori librerie al prezzo di copertina di 25 euro ed è acquistabile al prezzo di 21.25 euro (dunque con uno sconto del 15%) sul sito web ufficiale di Kalòs. 

E allora tutti a  leggere, conoscere e visitare Salemi !

(Nella foto la copertina del volume dedicato a Salemi).

EFEBO D'ORO ALLA CARRIERA AD HANIF KUREISHI






Sono stati comunicati  i vincitori della 39esima edizione del premio cinematografico internazionale “Efebo d’Oro”, costretto da alcuni anni in esilio da Agrigento a Palermo, organizzato dal Centro di ricerca e narrativa presieduto da Egle Palazzolo. 

E’ Hanif Kureishi il 39esimo Efebo d’Oro alla carriera, famoso scrittore, sceneggiatore,drammaturgo e regista anglo-pakistano. Il premio è assegnato anche quest’anno dalla Banca Popolare Sant’Angelo. Kureishi, ritirerà il Premio a Palermo a conclusione della manifestazione che si svolgerà dal 13 al 18 novembre 2017, nel corso dei quali saranno presentati sette film, da lui sceneggiati o tratti da sue opere.

Hanif Kureishi è considerato uno dei maggiori scrittori di lingua inglese del secondo dopoguerra. Il suo ultimo romanzo, Uno Zero (The Nothing), pubblicato in Italia da Bompiani, è stato presentato con successo al recente Salone del Libro di Torino.

(Nelle foto: il logo dell'Efebo D'oro  e il vincitore Hanif Kureishi).

lunedì 10 luglio 2017

XXXVI EDIZIONE FESTIVAL DELLE ORESTIADI DI GIBELLINA 2017




Ritorna il Festival delle Orestiadi di Gibellina giunto alla sua XXXVI edizione 15 luglio - 12 agosto 2017.

Un festival che ha lo scopo di valorizzare Gibellina quale centro di una visione culturale mediterranea, luogo d’incontro fra culture, espresso attraverso i differenti linguaggi della musica, del teatro, del circo, del cinema e della danza.
Il  Baglio di Stefano sarà la location perfetta e che ospiterà come ogni anno le Orestiadi di Gibellina,  rassegna internazionale di teatro, musica, arti visive, con spettacoli, concerti e mostre che  negli anni hanno visto la presenza di artisti, attori, registi.

Per ricordarne alcuni: Bob Wilson, Peter Stein, Thierry Salmon, Emir Kusturica, Eimuntas Nekrosius, Philip Glass, Goran Bregovic.

Ecco il programma completo:

PROGRAMMA
Sabato 15 luglio, ore 21.15
Histoire du soldatPeppe Servillo e Pathos Ensemble  Napoli

Domenica 16 luglio, ore 21.15
La Tragedia di MacbethCompagnia Marionettistica Fratelli Napoli – Catania

Martedì 18 luglio, ore 21.15
VisioniOfficina Teatro LMC Trapani

Mercoledì 19 luglio, ore 21.15
Centomila, uno, nessunoTeatro della Città  / Giuseppe Pambieri – Catania

Venerdì 21 luglio, ore 21.15  
Trattato di economia
Roberto Castello / Aldes – Lucca 

Sabato 22 luglio, ore 21.15
Not Here Not Now
Andrea Cosentino – Roma

Domenica 23 luglio, ore 21.15
Archibugi plays Led ZeppelinCurva Minore – Palermo

Mercoledì 26 luglio, ore 21.15
Adagio Nureyev, prima nazionale
Piccola Compagnia della Magnolia – Torino

Giovedì 27 luglio, ore 21.15
1983 Butterfly
Piccola Compagnia della Magnolia – Torino

Venerdì 28 luglio, ore 21.15
Binnu BluesVincenzo Pirrotta – Palermo

Sabato 29 luglio, ore 21.15
U fujutu su nesci chi fa?
Cesare Basile – Catania

Domenica 30 luglio, ore 21.15
Una musica reale
Curva Minore – Palermo

Domenica 30 luglio, ore 22.30
Concerto Piazza 15 gennaio 1968
Orchestra Sinfonica Siciliana – Palermo

Mercoledì 2 agosto, ore 21.15
Sara, prima nazionale
Ersilia Lombardo – Palermo

Sabato 5 agosto, ore 21.15
Maledetti, prima nazionale
Teatro del sottosuolo – Carbonia

Domenica 6 agosto, ore 21.15
Un mondo raroFabrizio Cammarata e Antonio Di Martino – Palermo 

Martedì 8 agosto, ore 21.15
Lingua di cane
Compagnia dell’Arpa – Enna

Giovedì 10 agosto, ore 21.15
Romeo e Giulietta 1.1.
Compagnia Zappalà Danza – Catania

Venerdì 11 agosto, ore 21.15
10 MiniballettiCollettivo Cinetico – Ferrara

Sabato 12 agosto, ore 21.15
Endo
Nuclearte – Palermo
EVENTI COLLATERALI

coordinamento Enzo Fiammetta

24 giugno/15 settembre
NO BORDERSa cura di Francesca Corrao e Enzo Fiammetta 

15 luglio/15 ottobre
MIMMO PALADINO A GIBELLINAVernissage 15 luglio, ore 19:00

16 luglio/15 ottobre
A29 Palermo Gibellina
Vernissage 16 luglio, ore 19:30

22 luglio, ore 19:00
Presentazione del libro“Filippo La Vaccara, opere 1996-2016”a cura di Mercedes Auteri

29 luglio, ore 18:30
NUDDUDocumentario 33′, 2017

29 luglio, ore 19:30
Presentazione della nuova edizione del libro“IL SOGNO MEDITERRANEO”Intervista di Baldo Carollo
Ernesto Di Lorenzo editore

19 e 26 luglio / 2, 8 e 12 agosto, ore 19:00
ORESTIADI trentacinque
Documentario 34′, 2016


(In alto la locandina dell'edizione 2017).

sabato 8 luglio 2017

393° FESTINO DI SANTA ROSALIA Edizione 2017. Tutto il programma




Cari amici con questo post vi porto a conoscenza del programma del 393° Festino dedicato alla nostra amata patrona della città di Palermo : SANTA ROSALIA. Eccolo.

PROGRAMMA
del 393° Festino di Santa Rosalia


Lunedì 10 luglio

PORTA FELICE

ore 19:00 - Flash mob “La peste arriva a Palermo”. Ideato e curato da Sergio Benanti e Angela Macagnino

CHIESA ALLA MARTORANA

ore 18:15 - “Il sapore della polvere“ di Giuseppe Di Piazza con Lollo Franco
Musiche di Ruggiero Mascellino e Marco Betta

PIAZZA BOLOGNI

ore 20:30 - Incontri d’autore “La Peste a Palermo” - Le epidemie di peste dal ‘400 al ‘600 e le esperienze del protomedico Ingrassia Curato dal Prof. Mario Pintagro giornalista

ore 21:15 - Triunfi e muttetti “La Signura di Palermu” Regia Davide Morici
“Compagnia Cialoma Arte Mediterranea di Palermo”

PIAZZA MARINA

ore 22:30 - Esibizione del gruppo folkloristico “KORE”

Martedì 11 luglio

PIAZZA BOLOGNI

ore 18:30 - “Storia di Rosalia e Rita” di Angelo Sicilia - Laboratorio teatrale-spettacolo di Pupi Siciliani per i più piccoli in collaborazione con i ragazzi del D.D. Nicolò Garzilli
ore 20:30 - Incontri d’autore “È leggerezza” Curato da Andrea Cusumano, Assessore alla Cultura. Un intervento ispirato ad Italo Calvino, con la partecipazione del musicista Giuseppe Lomeo
A seguire Concerto del Complesso Bandistico Cav. M. Cascino - Città di Palermo di Gaetano Bonadonna

PIAZZA MARINA

ore 19:00 - Gara tastata di BABBALUCI
ore 22:30 - Esibizione del gruppo folkloristico “LA CORDELLA”

Mercoledì 12 luglio

PIAZZA MARINA

ore 22:00 - Concerto del gruppo musicale “LASSATILABBALLARI”
A seguire Dario Caminita DJ con musica tradizionale rivisitata in chiave moderna con un mix anni 80/90

PIAZZA PRETORIA

ore 21:00 e replica ore 21:45 - “ARIA”
Compagnia Palermo in Danza - Coreografie: L. Zachar, V. Sundby, A. Damiani, A.Cascioli.
Video Mapping a cura di PlasMedia

PIAZZA BOLOGNI

ore 17:00 - Laboratorio per bambini curato da Palermo Bimbi
Una nuvola di pensieri e di carta creata dai bimbi che raccontano di S. Rosalia

ore 19:00 - “Il Miracolo della Santuzza” Narratore Nicola Franco, ideato e curato da Putia d’Arte Malvina Franco - Parco Villa Pantelleria. Uno spettacolo realizzato dai bambini per i bambini
ore 20:00 – Incontri d’autore : “Una storia ritrovata” – La vita di Santa Rosalia e le vicende sul ritrovamento e riconoscimento delle Reliquie a cura di Don Gaetano Ceravolo Reggente Santuario Santa Rosalia Montepellgrino e Prof. Girolamo Mazzola paleografo
A seguire “La Santuzza” e la Palermo colombiana. “Cancion de Sanaciòn in honor de Santa Rosalia”, omaggio dell’autore Harold Mauricio Vargas Ardila e della comunità di Palermo Huila, Colombia, documentario

ore 22.00 - “Rosalia in Piazza” a cura di Stefano Piazza. Video racconto del Festino attraverso le parole dei palermitani
A seguire Esibizione del gruppo “Cuori siciliani” di Andrea Mancuso

Giovedì 13 luglio

PIAZZA MARINA

ore 22:00- Esibizione del gruppo musicale "MALARAZZA"

PIAZZA MONTE DI PIETÀ


ore 19:00 - “Triunfu a Santa Rosalia”
“Compagnia Cialoma Arte Mediterranea di Palermo”

PIAZZA BOLOGNI


“Infiorata” - Dal primo pomeriggio sarà possibile ammirare un quadro raffigurante Santa Rosalia effettuato con tecnica infiorata. A cura di Angela Macagnino con la collaborazione di Giovanni Brancato
ore 18:00 - Laboratorio per bambini sul tema del linguaggio simbolico dei fiori. Progetto di Angela Macagnino
ore 21:30 - Esibizione del gruppo folkloristico “I CARIDDI” diretto dal Dott. Tobia Rinaldo

Venerdì 14 luglio

PIANO DI PALAZZO REALE
Palermo è Rosalia, Rosalia è Palermo


Un’operina teatrale, una favola in musica che trae spunto dalla storia di Santa Rosalia. Cenni storici e testimonianze si intrecciano con la tradizione del “Cunto”, un sapiente impasto di musica popolare e musica colta. Un evento di forti ed intense suggestioni e di profondo impatto mediatico. Uno spettacolo tra terra e cielo. Installazioni, scenografie volati, azioni coreografiche, effetti speciali e multimediali capaci di coinvolgere il pubblico a 360°
Attori - cantanti: Lollo Franco, Giusi Cataldo, Roberta Azzarone, Nicola Franco, Claudio Levantino, Federica Neglia, Alessio Scarlata
Performances acrobatica aerea: Sonics, Direttore Creativo: Alessandro Pietrolini
Musicisti: pianoforte/fisarmonica: Ruggiero Mascellino - pianoforte e voce: Micol Caronna - percussioni: Salvo Compagno - chitarre: Simone Ferrara - sax: Gaspare Palazzolo - batteria: Gabriele Palumbo - basso: Marco Spinella
Danzatori: Simona Bonanno, Giorgia Di Cristofalo, Fabrizio Di Franco, Laura Lopiano, Federica Riccobono, Francesco Russo, Federica Tarantello, Michelle Vitrano, Viviana Buzzotta, Natalie Chifari, Noemi Crocilla, Marica Galbo, Martina Petrigno, Eliana Pirrello, Sefora Sancarlo, Cinzia Tartamella, Beatrice Ballarò, Claudia Giacalone
Regia: Lollo Franco e Santina Pellitteri Franco
Musiche: Ruggiero Mascellino
Costumi: Davide Padiglione
Scenografie: Lollo Franco e Davide Padiglione
Movimenti coreografici: Stefania Cotroneo
Luci e Fonica: Emanuele Noto
Assistente: Emilia Gagliardotto
Sarte: Palida Ratchatakulaporn e Anna Maria Aiello
Eventi associati al 393° Festino di Santa Rosalia, non a cura dell’organizzazione
Chiesa San Giuseppe dei Teatini
Giovedì 13 luglio ore 20,00
Concerto del Coro "Pontis Mariae"
Direttore: Tony Caronna - Soprano: Haydee Dabusti

Chiesa di San Matteo sul Cassaro
Canto della Santuzza di Lucina Lanzara Oratorio per cori e voci recitanti in italiano, siciliano ed inglese.
11 luglio - 12 luglio ore: 18:00 e ore 21:00
13 luglio ore 12:00, ore 18:00 e ore 21:00


Venerdì 14 luglio

PIANO DI PALAZZO REALE
Palermo è Rosalia, Rosalia è Palermo

Un’operina teatrale, una favola in musica che trae spunto dalla storia di Santa Rosalia. Cenni storici e testimonianze si intrecciano con la tradizione del “Cunto”, un sapiente impasto di musica popolare e musica colta. Un evento di forti ed intense suggestioni e di profondo impatto mediatico. Uno spettacolo tra terra e cielo. Installazioni, scenografie volati, azioni coreografiche, effetti speciali e multimediali capaci di coinvolgere il pubblico a 360°
Attori - cantanti: Lollo Franco, Giusi Cataldo, Roberta Azzarone, Nicola Franco, Claudio Levantino, Federica Neglia, Alessio Scarlata
Performances acrobatica aerea: Sonics, Direttore Creativo: Alessandro Pietrolini
Musicisti: pianoforte/fisarmonica: Ruggiero Mascellino - pianoforte e voce: Micol Caronna - percussioni: Salvo Compagno - chitarre: Simone Ferrara - sax: Gaspare Palazzolo - batteria: Gabriele Palumbo - basso: Marco Spinella
Danzatori: Simona Bonanno, Giorgia Di Cristofalo, Fabrizio Di Franco, Laura Lopiano, Federica Riccobono, Francesco Russo, Federica Tarantello, Michelle Vitrano, Viviana Buzzotta, Natalie Chifari, Noemi Crocilla, Marica Galbo, Martina Petrigno, Eliana Pirrello, Sefora Sancarlo, Cinzia Tartamella, Beatrice Ballarò, Claudia Giacalone
Regia: Lollo Franco e Santina Pellitteri Franco
Musiche: Ruggiero Mascellino
Costumi: Davide Padiglione
Scenografie: Lollo Franco e Davide Padiglione
Movimenti coreografici: Stefania Cotroneo
Luci e Fonica: Emanuele Noto
Assistente: Emilia Gagliardotto
Sarte: Palida Ratchatakulaporn e Anna Maria Aiello.


(In alto la locandina del 393° Festino e il video dell'edizione precedente).

giovedì 6 luglio 2017

PAOLO COGNETTI E' IL VINCITORE DEL LXXI PREMIO STREGA 2017





PAOLO COGNETTI, con il romanzo Le otto montagne (Einaudi) è il  vincitore della LXXI edizione del Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con BPER Banca e Toyota Motor Italia.

Come da tradizione gli Amici della domenica si sono riuniti nel giardino del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia dove Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega 2016, ha presieduto il seggio di voto.

La somma dei voti elettronici e delle schede cartacee 532 su 660 aventi diritto, ha portato alla vittoria il romanzo di Paolo Cognetti Le otto montagne (Einaudi), con 208 voti. Seguono Teresa Ciabatti con La più amata (Mondadori), 119 voti; Wanda Marasco con La compagnia delle anime finte (Neri Pozza), 87 voti; Alberto Rollo con Un’educazione milanese (Manni), 52 voti; e Matteo Nucci, con È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie), 79 voti.

Questo risultato comprende i voti dei 400 Amici della domenica, di 40 lettori forti selezionati da librerie indipendenti italiane associate all’ALI e di 20 voti collettivi provenienti da Biblioteche di Roma, scuole e università. Da quest’anno si sono aggiunti 200 voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti Italiani di cultura all'estero, per un totale di 660 aventi diritto.

A Paolo Cognetti è andato anche il Premio Strega Giovani,  la targa è stata consegnata nel corso della serata dall’Amministratore Delegato di BPER Banca Alessandro Vandelli

Nel corso della serata Romano Montroni, Presidente del Centro Per il Libro e la Lettura ha premiato Ludovica Polidori (Liceo Scientifico Rossetti, San Benedetto del Tronto), Sabina Carrozzini (Liceo Classico Giannone, Benevento) e Flavia Ricci (Liceo Classico Mamiani, Roma) le giovanissime autrici dei tre migliori racconti selezionati per il Premio Scriviamoci, promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Centro per il libro e la lettura, dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Toyota Motor Italia, che ha coinvolto 138 studenti degli istituti superiori di tutta Italia. Ciascun autore ha scritto un racconto sul tema Uomo Macchina Ambiente. Le autrici si aggiudicheranno rispettivamente: la prima classificata un viaggio d’istruzione messo in palio da Toyota Motor Italia presso uno dei suoi centri di produzione e ricerca europei; la seconda classificata la partecipazione per due persone a un festival letterario italiano; la prima, la seconda e la terza classificata uno stage di due giorni a cura della scuola di scrittura Molly Bloom di Roma. I racconti saranno pubblicati nell’antologia Scriviamoci 2017 insieme agli altri dodici testi finalisti.

La serata è stata trasmessa in diretta su Rai Tre, con la conduzione di Eva Giovannini.

L’autore vincitore del Premio Strega 2017 sabato 9 luglio alle 

21.30 incontra il pubblico di Cervo in occasione della serata 

finale di Cervo ti Strega e sarà intervistato da Giampiero 

Mughini.


   

sabato 1 luglio 2017

ARTICOLANDO ( 11 ) : RECENSIONE DELLA POETESSA E SCRITTRICE MARIA ELENA MIGNOSI PICONE AL LIBRO DI GAETANOTULIPANO & GIUSEPPE VALGUARNERA "IL MIRACOLO TRA FEDE E SCIENZA"








Articolando


Articolando, è una nuova rubrica per dar voce a tutti gli amanti della poesia, dell'arte, della storia, della pittura, della critica letteraria attraverso recensioni, relazioni e articoli strettamente culturali.
Chiunque volesse pubblicare può farlo mandando i propri scritti all'indirizzo di posta elettronica
tonycausi@alice.it grazie!


In questo n. 11 ritroviamo la poetessa e scrittrice MARIA ELENA MIGNOSI PICONE con una sua recensione al libro di Gaetano Tulipano & Giuseppe Valguarnera dal titolo "Il miracolo tra fede e scienza", Carlo Saladino Editore. Auguro a tutti voi una proficua lettura!




    Recensione



Oggi, nel secolo XXI, precisamente nell’anno 2017, periodo in cui assistiamo ad una società globalizzata, fortemente intrisa di materialismo, consumismo, edonismo e utilitarismo, viene pubblicato un libro, ad opera di un teologo e di uno scienziato, su un tema, sì, antico quanto il mondo, ma che, di fronte ad una umanità che pare abbia dimenticato Dio o che certamente lo ha messo da parte, suona quasi una provocazione. Il tema del libro è il miracolo.
Cosa si prefiggono gli autori nella scelta di questo argomento? E’un tentativo di risveglio? E’ uno sprone all’approfondimento? E’ un aiuto nella comprensione degli eventi della nostra storia?

Ecco andiamo a poco a poco analizzando quest’opera e ci renderemo conto dell’intento degli autori che sono il teologo Gaetano Tulipano e lo scienziato Giuseppe Valguarnera, medico.
Cominciamo nell’ordine che ci offre il libro, e cioè dalla trattazione del teologo che è cultore di Teologia Dommatica, oltre che pastore di anime con cariche di grande responsabilità. Attualmente è canonico del Capitolo Palatino della Chiesa del regio Palazzo dei Normanni, rettore della Chiesa del SS. Salvatore.

Gaetano Tulipano comincia con un chiarimento fondamentale e cioè che ha senso parlare di miracolo da quando è entrato nel mondo il peccato originale, perché prima l’uomo non conosceva né malattia né morte. Il miracolo perciò riguarda l’umanità decaduta.
Dopo questa premessa egli osserva che il miracolo è antico quanto il mondo e allora egli fa riferimento ai profeti dell’Antico Testamento, Elia ed Eliseo, che operarono miracoli, per non parlare poi dei prodigi avvenuti sin dal tempo antico come il mare Rosso che si apre.

Gesù, poi, preconizzato nell’Antico Testamento dal profeta Isaia, l’ha detto chiaramente: “Non sono venuto per i sani ma per i malati”. Infatti Gesù è venuto per guarire i malati, ridare la vista ai ciechi, sanare gli storpi, e così via.  Inoltre Egli ci ha offerto il più grande miracolo della storia, la sua Resurrezione, ad indicarci che anche l’uomo può resuscitare. Lazzaro ne è un esempio.

Dopo Gesù i miracoli continuano. I santi hanno operato e operano miracoli.
Ora quel che ci suona nuovo nella trattazione di Gaetano Tulipano è che il miracolo egli non lo considera un fatto straordinario ma ordinario. E ci spiega che così era già a cominciare dall’ Antico Testamento, che cioè  “Per l’uomo biblico… il miracolo è un “normale” e “quotidiano” intervento diretto di Dio, indirizzato a chi confida in lui e che, in quanto opera meravigliosa, suscita stupore e lode” e aggiunge: “…l’uomo biblico, non capirebbe il principio formulato successivamente dai teologi scolastici, che vedono il miracolo o come un fatto eccezionale, meraviglioso, che sorpassa l’ordine della natura, che va contro le leggi imposte alla creazione o come prova apologetica dell’esistenza di Dio e della Chiesa”. Quindi sin dal tempo antico era considerato così, ed egli aderisce a questa teoria. E scrive: “La Chiesa odierna…deve avere la consapevolezza che il soprannaturale può entrare nel naturale; che i miracoli, i segni e i prodigi possono essere il pane quotidiano dei credenti, possono essere le opere ordinarie che ogni credente, nella fede, può sperimentare nella Chiesa di Dio”.

Un’altra affermazione che ci suona pure nuova è che non c’è bisogno di fare pellegrinaggi ai Santuari Mariani per ottenere la grazia della guarigione, perché, essendo un fatto della vita quotidiana, può avvenire ovunque. Perciò egli sostiene che “il credente non deve sentirsi obbligato a fare pellegrinaggi o andare in santuari particolari”. Tra l’altro sperare nel miracolo solo dal pellegrinaggio, quando magari si sia vissuta tutta una vita nello scetticismo verso Dio e la fede, è assurdo perché il miracolo in questi casi non si verifica. Infatti, e su questo insiste ripetutamente l’autore, condizione imprescindibile per sperare nel miracolo è la fede. Gesù lo testimonia quando dice: “Va’, la tua fede ti ha salvato”.
Questo è dunque il fondamento del miracolo: la fede. Non però una fede morta ma viva. Non una fede convenzionale, formale, ma che si esplichi nella preghiera, nella pratica dei sacramenti e nel comportamento, da autentici cristiani. “…ciò che conta, è che continuiamo a credere nell’amore di Dio e del suo Figlio Gesù per noi e a vivere, di fede e per fede, come ci insegnano i testimoni della fede”.

Così Gaetano Tulipano, che è un profondo conoscitore di Teologia Fondamentale, ci suona nuovo nella trattazione del miracolo rispetto a quel che noi siamo stati abituati a pensare.
Un’altra novità, che suona proprio rivoluzionaria, è la interpretazione dell’agire di Dio nei riguardi della sofferenza che colpisce l’uomo. Noi siamo stati educati a considerare l’evento doloroso che ci capita come una prova che ci manda Dio per maturarci, per renderci migliori: “Ci sono maestri nella Chiesa i quali insegnano che, la malattia e i vari incidenti della vita, possono provenire da Dio, che sono permessi da Dio, che possono essere una benedizione, che ci avvicinano a Dio, che Dio li usa per correggerci, per istruirci, per purificarci, che ci rendono più graditi a Dio se li sappiamo sopportare e che possono perfino avere effetti salvifici se li portiamo in unione alla passione di Cristo Gesù”. Ora Gaetano Tulipano così prorompe verso tutti quelli che sono di questo parere: “A costoro diciamo che Dio non ci vuole né ammalati né poveri/miseri. Infatti, quale padre terreno, amante dei propri figli, vorrebbe che i figli, vivessero in tali condizioni. Ogni padre terreno che ama veramente i propri figli desidera che essi siano in salute e non si augurerebbe mai che i figli venissero raggiunti da malattie, da incidenti e da varie prove per vederli maturare, crescere e ricevere salvezza”. E conclude: “Se nella volontà amorosa di un padre terreno c’è questo desiderio benevolo per i figli, come si può pensare che, nel cuore del Padre celeste possa albergare una volontà diversa. (Mt 7,9-11)”. Dunque sostiene con determinazione: “Dio, per correggerci e farci crescere, ha altri mezzi. L’origine della malattia e degli incidenti ha altre cause”.

Poi Il teologo, autore di questa parte del libro, ci spiega pure perché in altri casi Dio non interviene; e questo ci tocca molto da vicino dal momento che ogni giorno siamo bombardati da cattive notizie, orrori, disastri naturali, e via dicendo, e la gente si chiede : “Dov’è Dio?”, perché si aspetterebbe un intervento Suo contro tanto male e Dio allora appare come sordo e indifferente. A questo proposito Gaetano Tulipano chiarisce: “…dopo il peccato, all’uomo è data facoltà di continuare a credere e di non credere, di compiere il male per sé e fuori di sé o compiere il bene per sé e fuori di sé, di costruire la città di Dio o la città del Diavolo, senza che Dio, con la sua potenza, possa intervenire direttamente per fermare la sua mano. La stessa legge la osserviamo nella creazione dove, a causa del peccato del mondo, è entrato il disordine, generatore di disastri e calamità naturali, dinanzi ai quali Dio, suo malgrado, può solo stare a guardare”. E infine conclude: “Dio dunque dando origine all’universo, ha scelto di non esercitare direttamente la sua onnipotenza contro il libero arbitrio dell’uomo. Egli, invece, può esercitare la sua onnipotenza  là dove l’uomo con la sua libertà, usando la sua fede, glielo permette”. Allora, aggiungiamo noi, dovremmo chiederci non  “Dov’è Dio?” e neanche, come forse più giustamente fanno altri: “Dov’è l’uomo?” ma dovremmo chiederci: “Dov’è Dio nell’uomo?”
E ora passiamo alla trattazione del miracolo da parte dello scienziato, Giuseppe Valguarnera, che è medico. Egli ha lavorato come ricercatore nel campo dei virus; ha fatto delle importanti scoperte, motivo per cui è famoso a livello internazionale e ha ricevuto anche dei prestigiosi riconoscimenti. Insigne studioso, ingegno versatile, spirito di straordinaria giovanilità.
Egli comincia con l’offrirci una vasta panoramica dei miracoli, o prodigi che dir si voglia, dai primordi della civiltà e alle più disparate latitudini, dimostrando che è sempre stato vivo nell’uomo l’anelito alla liberazione dal male, nel caso specifico, l’anelito alla guarigione dalla malattia.

Poi l’autore passa alla trattazione prettamente scientifica, ma espressa in maniera molto chiara, delle malattie virali. Delle infezioni da batteri, germi, virus, con dovizia di esemplificazioni.
Ora l’analisi che egli conduce sul miracolo riguarda solo il Santuario di Lourdes. Perché? Perché solo lì esiste un Comitato Medico Internazionale (CMIL= Comitato Medico Internazionale di Lourdes) che indaga con rigore scientifico, cosa che manca negli altri molteplici Santuari che sono sparsi in tutto il mondo, Guadalupe, Loreto in Italia…e così via.
Interessante è inoltre la analisi di Giuseppe Valguarnera sui cambiamenti della nostra società e sul tipo di società che oggi ci ritroviamo, e significativa è la sua osservazione che oggi a Lourdes i miracoli sono più rari che in passato. E al riguardo riporta le parole di un noto eremita indù (India), Sandar Sin. Quest’ultimo afferma sugli europei: “Sono stati per secoli tuffati nel cristianesimo, ma il cristianesimo non è penetrato e non vive in loro. La colpa non è del cristianesimo, ma della durezza del loro cuore. Il naturalismo e l’intellettualismo hanno indurito i cuori”.

Quel che colpisce innanzi tutto in Giuseppe Valguarnera, e lo notiamo quando si addentra nell’avvento di Gesù, è il suo spirito laico. Infatti dove noi ci aspetteremmo “l’Uomo-Dio Gesù” egli dice semplicemente “l’Uomo Gesù” oppure dove ci aspetteremmo ad esempio “Il Profeta di Nazaret” egli dice “il Falegname di Nazaret”.
Lungi però da lui, che è un animo profondamente umile, la presunzione tipica di certa scienza. Lo possiamo subito osservare dalle parole poste in esergo al suo scritto, che sono parole di Michel de Montaigne tratte dai suoi Saggi di Filosofia: “E’sciocca presunzione andar disprezzando e condannando come falso quello che non ci sembra verosimile. E’ questo un vizio abituale di coloro che pensano di avere qualche competenza al di sopra del comune… Condannare con tanta sicurezza una cosa come falsa è impossibile, è presumere di avere in testa i limiti e i confini della volontà di Dio e della potenza di nostra Madre Natura; e non c’è al mondo follia più grande che giudicarli in proporzione alla nostra capacità e competenza”.
E quel che risalta principalmente in lui è l’ardore di conoscenza. Da vero scienziato vuole spiegarsi tutto. Riferendosi al miracolo non lo chiama evento “miracoloso” ma “inspiegabile” e con ciò apre la porta all’indagine, si avverte che lo vuole trasformare in “spiegabile”.
Ed è proprio questo che Giuseppe Valguarnera intende fare con questo suo scritto. Egli infatti afferma: “Noi non vogliamo assolutamente contestare i giudizi della Chiesa, ma… vogliamo indagare, scoprire, capire “come” e “perché” si guarisce” e continua: “La fede opera “miracoli”, ma noi vogliamo capire con quali meccanismi opera la fede”. E ribadisce, ancora, fermamente: “La Chiesa non può ritenere che tutte le guarigioni “miracolose” debbano essere accettate per fede. La Scienza deve indagare, studiare, capire, quali siano i meccanismi. Noi abbiamo avanzato una proposta di  verifica”.

Ecco qui sta il nucleo della sua trattazione: spiegarsi, alla luce della ragione, il “come” e il “perché” avvenga il miracolo.

A questo punto mi viene in mente un pensiero di un santo che di miracoli ne fece di strabilianti, tanto da essere soprannominato “il santo degli impossibili”, Sant’Antonio. Egli sostiene nei suoi “Sermoni” (è stato proclamato anche Dottore della Chiesa): “…quando la mente, pretendendo di elevarsi al di sopra delle sue forze, intravede qualcosa della luce della divinità, ogni umana ragione viene meno” e aggiunge: “è necessaria la discrezione, per non pretendere di assaporare delle cose celesti più di quanto sia conveniente”.
Allora ci viene spontanea una perplessità: “ Non è che Giuseppe Valguarnera, medico scienziato, voglia superare le “Colonne d’Ercole”?
Ma la risposta ci affiora pronta a dipanare ogni dubbio.  Lo scienziato è sempre proiettato verso nuove scoperte, egli non si ferma mai, perché non si accontenta mai. E guai se così non fosse. Saremmo ancora fermi al Sistema Tolemaico!

E allora ben venga il suo chiedersi “come” e “perché” e ben venga la sua proposta di verifica.
Il suo ardore di conoscenza, inoltre, lo spinge ad una dissertazione molto movimentata, quasi, potremmo dire, dialettica, dove egli, a parte la documentazione ricchissima, si pone vari interrogativi, anche contraddittori, formula svariate ipotesi cercando soluzioni. Il lavoro è molto ricco e molto variegato, motivo per cui tiene desto l’interesse del lettore, anche se può essere una materia, la medicina, non di propria competenza.

La chiarezza, la semplicità, la linearità con cui sono espressi concetti difficili ed elevati, e questo vale sia per lo scienziato che per il teologo, rendono questo lavoro, che è abbastanza impegnativo, di grande divulgazione, risultando accessibile a tutti, senza preclusioni di sorta.
Il libro può essere utile nel chiarire tanti interrogativi sul mistero della storia, della nostra vita attuale, come può essere di edificazione per la delicatezza, il rispetto, la nobiltà d’animo con cui viene trattato il tema del miracolo pur da posizioni diverse, pur nelle sfaccettature cui esso  si presta, teologica e scientifica, ovvero di fede e di ragione.

Ed è bello, direi quasi commovente, questo sodalizio fede-scienza. Un teologo e uno scienziato si incontrano, si danno la mano e insieme lavorano nel condividere lo stesso interesse.
E’ un bell’esempio di conciliazione tra culto e cultura, due mondi che spesso si guardano con sospetto e diffidenza. Un gesto di speranza e di armonia.

                                                               Maria Elena Mignosi Picone