martedì 2 ottobre 2018

ARTICOLANDO ( 24 ) : ARTICOLO DEL PROF. GIOVANNI TERESI "L'ETERNA QUESTIONE SICILIANA" da Racconti di altri tempi







Articolando

 


Articolando, è una nuova rubrica per dar voce a tutti gli amanti della poesia, dell'arte, della storia, della pittura, della critica letteraria attraverso recensioni, relazioni e articoli strettamente culturali.
Chiunque volesse pubblicare può farlo mandando i propri scritti all'indirizzo di posta elettronica
tonycausi@alice.it grazie!


In questo n. 24 incontriamo il Prof. GIOVANNI TERESI latinista e storico con un articolo dal titolo: "L'eterna questione siciliana" da Racconti di altri tempi . Una lieta lettura a tutti voi!


 


"L'eterna questione siciliana" da Racconti di altri tempi



Dopo la seconda guerra mondiale, la voglia di riprendere la vita ed iniziare tutte le attività lavorative era tanta, come era forte il desiderio di libertà agognata e sofferta, solo che doveva essere ben disciplinato ed organizzato dalle istituzioni pubbliche. Il 15 maggio 1946 veniva approvato lo Statuto della Regione Siciliana.
 
Da quel momento ha inizio l’esperienza autonomistica che ha influenzato la successiva elaborazione della Costituzione Italiana, entrata in vigore il primo gennaio del 1948. Come sappiamo, prima di quella data lo Stato italiano, in tutta la sua storia e nei diversi regimi politici che si sono succeduti (il liberale prima e il fascista poi), sì era caratterizzato come Stato accentrato. I poteri legislativi erano concentrati nel Parlamento nazionale ed i poteri amministrativi erano attribuiti al Governo ed ai ministri da esso dipendenti.
 
Lo Statuto siciliano segnò quindi una svolta nella storia istituzionale italiana.
 
Nella seconda metà degli anni Cinquanta, nell’Italia invischiata in una fase di instabilità politica eppure lanciata sulla strada del «miracolo economico», la “questione siciliana”  conquistò via via il centro della scena. Grazie alla scoperta del petrolio infatti l’isola divenne un laboratorio per le politiche industriali e terreno avanzato di scontro sulle vie dello sviluppo meridionale.
 
In una regione contesa tra il miraggio della crescita industriale e un presente ancora vittima della povertà e di un nuovo esodo emigratorio, emergevano forti tensioni nel rapporto tra il centro (o meglio i centri) e una periferia speciale, dotata di ampia autonomia istituzionale e marcata identità territoriale.
 
Attriti e convergenze che sfociarono nell’ottobre 1958 in un originale caso politico, definito “milazzismo”. L’esperimento dei governi guidati da Silvio Milazzo, un agrario calatino allievo di don Sturzo, era caratterizzato da un’anomala convergenza tra destra e sinistra che spaccò la DC, relegandola all’opposizione, e diede corpo ad un blocco regional-sicilianista, che affermava di voler difendere gli interessi dell’isola dalle ingerenze delle segreterie centrali dei partiti e dei monopoli economici settentrionali.
 
Il “milazzismo” rappresentò – seppur con le sue contraddizioni e i suoi limiti – il tentativo di tracciare una via di sviluppo regionale, legata alle risorse dell’autonomia speciale, e fu la risposta politica periferica ad una stagione di grande cambiamento che investì tutto il Paese, ma lasciò irrisolti alcuni nodi della storica questione meridionale.  L’autonomia nasceva quindi all’insegna del conservatorismo e del protezionismo di sempre, con il rifiuto del “vento del nord”, un vento che per Scelba si tingeva di rosso, del pericolo comunista, per il quale bisognava dimenticare i trascorsi fascisti di intellettuali e funzionari, creare anche con essi una aggregazione forte attorno alla DC.  In taluni Siciliani l’attaccamento a quella che potremmo definire un’isola dalla paurosa bellezza, sembra farsi quasi carnalità forte e misteriosa, passione d’amore e di rovina, come per una donna dal fascino che si vuole con forza domare, possedere per sé.
 
Ma da ben altri interessi erano mossi i fautori del separatismo, interessi spesso personalistici o di classe, non esclusa quella illegale che trovò terreno molto fertile. Ma fino a che punto poi le altre classi volevano essere legali? Tutti comunque si celavano dietro la bandiera dell’indipendenza della Sicilia.
 
Il separatismo, che sembrava in Sicilia essere frutto di un Dna nel quale si confondevano grecità, mollezze e genialità araba, pragmatismo normanno-svevo e rudezza sicula, divenne un fenomeno allargato.
 
I Siciliani, amministratori generalmente poco interessati a salvaguardare lo splendore della loro terra e il particolare patrimonio di civiltà, erano simili a coloro che essi chiamavano “quelli del continente”, altrettanto incuranti della propria terra, depauperata da amministrazioni di ogni colore, da connivenze col potere economico corrotto, non salvaguardata nella bellezza, nella eredità di tesori d’arte ovunque presenti. L’aspro scontro tra DC e PCI intorno alla “questione siciliana”, che toccò l’apice nel corso della campagna per le elezioni regionali del giugno 1959 era palesemente evidente dai vari comizi che si tenevano nelle varie piazze  e dal materiale di propaganda prodotto dai due maggiori contendenti.
 
Ai tempi dei comizi erano veramente pochi i cittadini che capivano i messaggi politici. Il linguaggio troppo istituzionale non arrivava ai cittadini. Vigeva il costume di votare in base all’appartenenza a gruppi definiti. Il borghese lombardo e il contadino siciliano votavano cosi la DC in nome delle loro frequentazioni cattoliche, mentre l’operaio romagnolo, che frequentava circoli marxisti, non poteva che votare il PCI.
 
Con l’avvento della televisione negli anni ’60, il linguaggio politico cambiò radicalmente. Si appiattì sempre di più al linguaggio colloquiale del pubblico e permise l’allontanamento incondizionato dalle fedeltà politiche. Il pubblico diventò attivo e inferiva sui discorsi. I leader si concentravano su come raggiungere il bacino di utenza più ampio; quali “trucchetti” utilizzare per affascinare il pubblico. L’ideologia venne meno e passò in secondo piano.
Al centro dell’attenzione c’era il “come” si comunica non più il “cosa”.
 
Giovanni Teresi

lunedì 1 ottobre 2018

A PALERMO PRESSO LA "FONDAZIONE GIUSEPPE E MARZIO TRICOLI" TERZO INCONTRO CON LA POESIA DI CALOGERO CANGELOSI








Sabato 6 Ottobre 2018 alle ore 16,30 a Palermo presso la  "Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli” Via Terrasanta n. 82
 “TERZO INCONTRO CON LA POESIA DI CALOGERO CANGELOSI”
Gli amici presenti saranno accolti dal saluto del Dott. Marcello Tricoli Consigliere Segretario della fondazione “Giuseppe e Marzio Tricoli”
Relazionerà sul libro ” Ai colori della vita” la poetessa e critico letterario
Prof. ssa Maria Elena Mignosi Picone
 
Presenterà la Prof/ssa Alba Pagano
Poesie lette da:
 
Nino Balletti
Adalpina Fabra Bignardelli
Margherita Buscemi
Clotilde Cardella
Calogero Catania
Antonino Causi
Gaspare Emma
Silvia Maria Emma
Sandra Guddo
Cinzia Romano La Duca
Antonio Licata
Francesca Luzzio
Giovanni Matta
Giuseppe Pappalardo
Maria Elena Mignosi Picone
Rosa Mingoia
Alba Pagano
 
Teresa Riccobono
Maria Sapienza
Giovanna Sciacchitano
Anna Schillaci
Pietra Suppa
 
Esporranno i pittori:
 
Anna Maria Asaro
 
Totó Caló


Cinzia Romano La Duca
Maria Luisa Lippa
Giusy Megna
Rosa Mingoia
Anna Schillaci
Grazia Zito
 
 

Musicisti
Calogero Catania
Cinzia Romano La Duca
Dora Saporita
e Silvia  Maria Emma
 
Ingresso libero
 
(Nella foto la copertina del libro AI COLORI DELLA VITA e l'autore Calogero Cangelosi).

A PALERMO ALL'ISTITUTO GONZAGA SI PRESENTA IL LIBRO DI GIUSEPPE SAVAGNONE "CERCATORI DI SENSO"







Martedi 2 ottobre 2018 ore 17.45-19.30 nell'aula magna dell'Istituto Gonzaga, via Piersanti Mattarella 38-42, Palermo, verrà presentato il  libro di Giuseppe Savagnone "Cercatori di senso".
 
I giovani e la fede in un percorso di libertà. Si tratta di una proposta che, alla vigilia del Sinodo dei giovani, mira al rinnovamento radicale dello stile di evangelizzazione del mondo giovanile.
 
Ne parleranno il prof. Antonio Bellingreri, docente di pedagogia all'Università di Palermo, e don Antonio Zito, direttore dell'Ufficio di insegnamento della religione cattolica nella nostra diocesi.
 
Modererà il dibattito la giornalista Alessandra Turrisi.
 
Sarà presente l'Autore.
 
Ingresso libero.
 
(Nelle foto: la copertina del libro e l'autore Giuseppe Savagnone). 
 
 

domenica 30 settembre 2018

ARTICOLANDO ( 23 ) : ARTICOLO DELLA POETESSA E GIORNALISTA ISABELLA STEFANELLI per lo spettacolo di poesia-danza tratto libro "Prendo il corpo in parola" di Francesca Guajana




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In questo n. 23 incontriamo la poetessa e giornalista Isabella Stefanelli con un articolo per lo spettacolo di poesia-danza tratto libro "Prendo il corpo in parola" di Francesca Guajana . Buona lettura a tutti voi!

 




La danza del corpo è un moto dell’anima.

 

Nel silenzio

nell’urlo

noi

siamo

nel movimento

dell’attesa

 

Attesa

nell’intero

percorso

 

Dentro

un concerto

di voci.                                           “Il movimento dell’attesa” di Francesca Guajana

 


E se la vita dell’artista, non fosse che questo: un’attesa?

Cosa aspettavano in realtà Vladimiro ed Estragone in “Aspettando Godot”? E Totò e Vicè, la coppia nata dallo stato di grazia della penna di Franco Scaldati?

Quest’attesa non è che la vibrante tensione della ricerca, della scoperta, dello stupore e poi della ricerca ancora. La conoscenza. Così scriveva il maestro Antonio Neiwiller: “ Niente mi affascina di più/ che la tensione che si crea/ tra equilibrio e squilibrio/ tra ordine e disordine”.

Nel perpetuo movimento dell’attesa possiamo porci nella condizione di vivere per imparare, per sperimentare. Da questa predisposizione possono partire pregevoli vettori creativi, diretti in ogniddove, interpreti di soluzioni espressive straordinarie.

“Prendo il corpo in parola” è uno di questi vettori, punto di partenza il bouquet poetico di Francesca Guajana; ogni suo componimento è dedicato al viaggio introspettivo fatto quotidianamente attraverso l’esperienza dell’essere e sentirsi corpo. Alla ricerca della conoscenza interiore.

Il vettore ha presto raggiunto il suo punto fondamentale: Silvia Giuffrè, danzatrice siciliana essa stessa chiave dell’esperienza interpretativa delle parole poetiche. Ideatrice, coreografa e regista del suo studio sulla poesia del gesto quotidiano. La visione del gesto come spaccato dei moti dell’anima.

Il vettore ha preso la strada della performance, il viaggio di questa energia si è imbattuto in Giuseppe Rizzo, ricercatore di sonorità strumentali e campionate, narratore in musica.

Attraverso il percorso già battuto dalla poetessa, compiuto con tutte le spinte vitali, i drammi, gli intimi dettagli, le enormi piccolezze che fanno parte della vita, ci immergiamo in un secondo viaggio, quello danzante, del corpo che perde i connotati fisici della materia e fondendosi con la voce e il suono ne traduce i ritmi dei reconditi moti universali.

Silvia danzando, fa il gesto di sistemarsi l’orecchino, piroetta , i suoi movimenti sono attraversati anche dai vari linguaggi tecnici della danza, ma il più puro e vero rimane lo spazio dell’improvvisazione dove il movimento è quello quotidiano, libero da formalismi e traboccante solo della sua piena semplicità, tabula rasa.

Si indagano le braccia, il volto, le spalle, sezioni del tempio che è il corpo, fino ad arrivare alla sua sacra cripta: il ventre.

E’ qui che Silvia svuota a terra un’ ampolla colma di acqua, liquido generatore e in questa pozza inizia ad immergervi i piedi, nuova creatura, generata da se’ stessa; e tra schizzi, e zampillli, bagnandosi nel vortice dei movimenti ,si ri-genera. Nasce ancora.

E noi spettatori, in piena partecipazione, ormai dimentichi del corpo in scena, abbiamo cominciato a seguirne i moti dell’anima .

Abbiamo dimenticato anche i nostri di corpi. Raggiunti dall’assaggio di cosa sia l’armonia.
 

Isabella Stefanelli

 

 

venerdì 28 settembre 2018

A PALERMO CONVEGNO SCIENTIFICO "Acuféne, Cause e sintomi" organizzato dall'Accademia di Sicilia









Sabato 29 settembre 2018 alle ore 17.00 a Palermo in Piazza Sant’Oliva n.  25  presso il Circolo Ufficiali - Sala degli Specchi
CONVEGNO "Acuféne, Cause e sintomi"
 
al termine del convegno... alcune personalità di grande valore culturale e sociale saranno insignite dell'onorificenza di "Accademico di Sicilia".
 
PROGRAMMA
Relatori:
- Dott.ssa Daria CAMINITI, otorinolaringoiatra - “acuféne, cause e sintomi”
- Dott. Antonio CORRAO, cardiologo - "acuféne e patologie cardio-vascolari: acuféni
pulsanti"
- Dott.ssa Aurelia BANCO, radiologa - “la diagnostica per immagini negli acuféni”
- Dott.ssa Marilena TRICOLI, Tecnico audioprotesista - "metodiche di adattamento
protesico in pazienti con acuféne"
Moderatore: Dott. Livio BLASI, oncologo
BREVI INTERVENTI
- Dr.ssa Carmela Samperi, psicologa, psicoterapeuta cognitivo comportamentale - "aspetti psicologici dell'Acuféne".
- Dr.ssa Cristina Vitale, ortodontista
- Dr.Gianluca Barca, osteopata
"alterazioni cranio-cervico-mandibolari ed acuféne"
- Dr.ssa Maria Teresa D'Agostino, biologa e nutrizionista clinica - "Acuféne ed alimentazione"
Intervento Conclusivo del Prof. Roberto LAGALLA, radiologo, Assessore all’istruzione e alla formazione professionale della regione siciliana.
ORE 19,00 - INTERMEZZO MUSICALE
con la partecipazione del Soprano Federica FALDETTA e del Tenore Domenico GHEGGHI che saranno accompagnati al piano dal M° Salvatore SCINALDI
ORE 19,45 - Cerimonia d’investitura dei seguenti nuovi Accademici di Sicilia:
- Prof. Salvatore ARCERITO, chirurgo, primario presso Ospedale Ascoli-Tomaselli
(Catania)
- Dr. Renato DI PANE, poeta e scrittore (Messina)
- Prof. Antnio FUNDARO', Docentedi Storia della filosofia contemporanea -
Università di Palermo (Alcamo-TP)
- Rag. Salvatore GAZZARA, poeta (Messina)
- Dott. Filippo GISMONDO, medico oculista (Sciacca-AG)
- Prof.ssa Gabriella MAGGIO, docente di lettere (Palermo)
- Dr. Giovanni MALAMBRÌ, poeta e scrittore
- Dott. Francesco RIGANO, Medico-Chirurgo, poeta, attore e scrittore (Torregrotta - ME)
- Dott.ssa Marilena TRICOLI, Tecnico audioprotesista (Palermo)
- Prof. Michele VILARDO, scrittore (Partinico - PA)
Consegneranno le insegne: La Presidente del Senato Accademico Si.ra Daniela MAROTTA; il Presidente Onorario dell’Accademia di Sicilia Prof. Tommaso ROMANO ed il Prof. Roberto Lagalla.
ORE 20:45 - Conviviale nella sala ristorante del Circolo Ufficiali con un menù ricco e di alta qualità.
Costo pro-capite € 30,00
PRENOTAZIONI: Tel. 091 980 53 00 – cell. 338 80 40 109 – 393 480 7859 – 388 17 39 673

lunedì 10 settembre 2018

MEMORIAL DOMENICO ASARO READING POETICO "LA SICILIA" MUSEO MIRABILE MARSALA



 
Domenica 23 settembre 2018 alle ore 10.00 al Museo Mirabile di Marsala in C.da Fossarunza n. 198 Marsala (TP) si svolgerà il  MEMORIAL DOMENICO ASARO, Reading Poetico "LA SICILIA" con brani musicali tratti dal CD "Questa terra non ha eroi", testi scritti di Antonio Barracato. 
 
Direzione artistica  Totò Mirabile. 

venerdì 7 settembre 2018

TERZO RADUNO DI ARTISTI (OMAGGIO A POGGIOREALE) EDIZIONE 2018




Domenica 23 settembre 2018 alle ore 16.30 a Poggioreale (TP)  presso il Municipio, aula Consiliare in Via Ximenes n. 1, si svolgerà il TERZO RADUNO DI ARTISTI (omaggio a Poggioreale in occasione della ricorrenza del 50° anno dal terremoto).
 
Manifestazione culturale a cura di Alba Pagano, Calogero Cangelosi con la collaborazione di Gaetano Zummo. Coordina Mariano Pace.
 
 
Parteciperanno poeti, musicisti, pittori ed espositori . 
 
Organizzazione Comune di Poggioreale.
 
Ingresso libero.
 
(Nella foto in alto: la locandina ufficiale con l'elenco completo di tutti gli artisti in programma, disegno della pittrice Cinzia Romano La Duca).
 

mercoledì 29 agosto 2018

IL POETA FRANCO GIACOMARRO HA AVUTO ASSEGNATO IL PREMIO 6° SIMPOSIO “AL TEMPIO DEI POETI”






Domenica 26 agosto 2018 alle ore 9.30 si è svolto a Marsala (TP) in Contrada Fossarunza il 6° Simposio “Al tempio dei poeti”.

La location è stata il Museo Mirabile che per l’occasione  ha predisposto una mostra d’epoca  edizione 2018, visitabile anche nei successivi giorni.

Il Museo fondato dal poeta, compositore, scrittore e cantante Salvatore Mirabile, è ricco di importanti reperti antichi delle attività agricole, artigianali e commerciali, inoltre custodisce un’ interessante biblioteca contente  volumi di saggistica, poesia e narrativa.

Sono intervenuti 31 poeti provenienti da tutta la Sicilia che hanno recitato una propria poesia. Ad  essi   è stata consegnata una pergamena e l’antologia poetica del 6°Simposio.

I premi fedeltà al Simposio in ceramica, sono stati assegnati a GINA BONASERA e  GIOVANNI MARINO, per essere stati presenti in cinque edizioni.

Il premio 6° SIMPOSIO “AL TEMPIO DEI POETI” è andato a FRANCO GIACOMARRO, poeta di Partanna (TP) per la poesia “Marinaio di Meliville”, risultata la più segnalata.

Il premio lontanaza è stato assegnato a  RENATO DI PANE di Messina mentre  GIOVANNI MATTALIANO   ha ricevuto il premio “Enrico Piccione” per il suo impegno civile e sociale.

Inoltre sono stati assegnati gli Oscar e le pergamene ai vincitori del 2° Concorso Poetico virtuale Museo Mirabile di Marsala 2017, svoltosi su facebook.

La manifestazione è stata presentata dal simpaticissimo PIETRO PELLEGRINO, la direzione artistica di  TOTO’ MIRABILE, il mezzosoprano ROSSELLA MIRABILE, ha deliziato  la platea con le sue splendide canzoni siciliane accompagnata dal talentuoso gruppo musicale “Vuci di Sunatura”dei M° S. PARNASSO e M° M: Bilardello.

A conclusione alcuni dei poeti hanno fatto un giro del centro storico di Marsala con un trenino.

(Nella foto il momento dell'assegnazione del premio 6° SIMPOSIO "Al tempio dei poeti" al poeta FRANCO GIACOMARRO).

Antonino CAUSI



lunedì 27 agosto 2018

CEFALU' Citta degli artisti V SIMPOSIO D'ARTE E LABORATORIO







Dal 30 agosto al 9 settembre 2018 a Cefalù, si svolgerà: "CEFALU' Città degli Artisti V SIMPOSIO D'ARTE E LABORATORIO", ideato e curato dallo scultore Roberto Giacchina, direzione artistica Maria Vello, in collaborazione con il Gruppo I NARRATURA di Cefalù del poeta e fotografo ANTONIO BARRACATO.

Ecco il programma completo:


Il 30 agosto ore 18.00 inaugurazione della manifestazione culturale "CEFALU' Città degli Artisti V SIMPOSIO D'ARTE E LABORATORIO" e presentazione degli artisti presso la Sala delle Capriate del Comune di Cefalù - Piazza Duomo.


Dal 31 agosto al  2 settembre dalle ore 17.00 alle ore 23.00 mostra e laboratorio per le strade del centro storico di Cefalù, degli artisti partecipanti al Simposio.


Dal 1° al 9 settembre mostra collettiva presso la Sala espositiva "Santa Caterina", Piazza Duomo di Cefalù. 


Il 31 agosto ore 19.30 perfomance di Domenico Boscia in Piazza Cristoforo Colombo.


Sabato 1° settembre 2018 alle ore 19.00 a Cefalù, presso la Corte delle stelle in Corso Ruggero n. 89 si svolgerà un momento di poesia con i poeti partecipanti in locandina. 


Ingresso libero.

(Nella foto: le due locandine ufficiali della manifestazione culturale). 








mercoledì 22 agosto 2018

VI PREMIO LA CAMPANA DI BURGIO 2018



    In uno straordinario e affascinante scenario storico, il Castello Peralta, si svolgerà la sesta edizione del premio letterario “La Campana di Burgio”, insignito... dalla Medaglia del Presidente della Repubblica nel 2015, ormai da un lustro accoglie e premia personalità locali e non che hanno dato un contributo storico, letterario o artistico al patrimonio culturale burgitano. 

    Un appuntamento che ormai da cinque anni incuriosisce e attira per il suo carattere storico-artistico, il premio “La Campana di Burgio” è divenuto un canale comunicativo capace di mantenere vive eccellenze e tradizioni grazie, anche, allo straordinario lavoro dell’Ing. Nino Sala e del Prof. Vito Ferrantelli che ne dirigono i lavori in maniera esemplare .

    Il Premio Letterario “La Campana di Burgio”, Patrocinato della Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana e organizzato dal Comune di Burgio, si svolgerà venerdì 24 Agosto 2018 al Castello Normanno di Burgio.
          Ingresso libero.

          (In alto la locandina ufficiale del Premio).

BellezzArtEstetica 2018 BIENNALE D'ARTE CONTEMPORANEA A CIMINNA (PA)



Venerdì 24 agosto alle ore 18.00 a Ciminna (PA), presso il Polo Museale, ex ospedale Santo Spirito, in Corso Umberto I, si inaugurerà la II Biennale d'Arte Contemporanea dal titolo: BellezzArtEstetica, con la partecipazione di 31 artisti, a cura di Vito Mauro, direzione artistica Francesco Marcello Scorsone. Mostra dedicata alla memoria di Renato Tosini.

Sono previsti gli interventi  di: ARTURO ANZELMO e TOMMASO ROMANO.

Intervento musicale a cura di CINZIA ROMANO LA DUCA.

La mostra resterà aperta dal 24 agosto al 16 settembre 2018.

Ingresso libero.

(In alto la locandina ufficiale della mostra).

lunedì 20 agosto 2018

44° PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA CITTA' DI MARINEO 2018: ECCO I VINCITORI




Come ogni anno ritorna il prestigioso Premio Internazionale di Poesia Città di Marineo (PA). Un appuntamento che vede la partecipazione di poeti proveniente da tutta Italia e amanti della letteratura e della poesia e da un pubblico di fedelissimi.

La manifestazione culturale giunta alla 44^ edizione  attribuisce il  premio speciale internazionale  al prof. Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, il massimo ente nazionale di tutela e valorizzazione della nostra lingua.

Con tale riconoscimento la Commissione giudicatrice nel conferire il premio a Francesco Sabatini ha inteso sottolineare quanto sia importante difendere la nostra lingua, la nostra cultura ed in modo particolare la nostra identità. Il grande pubblico lo ha apprezzato ed apprezza per la sua partecipazione domenicale nella trasmissione televisiva della Rai “Uno Mattina in famiglia”, all’interno della quale risponde agli ascoltatori con la sua rubrica “Pronto soccorso linguistico”. Maestro di intere generazioni Sabatini non solo è divulgatore impareggiabile della lingua italiana, ma è altresì autore con il linguista Coletti del “Dizionario della lingua italiana” che ha segnato una svolta nella nostra lessicografia.

Nell’ambito della poesia edita in lingua italiana la giuria, presieduta da Salvatore Di Marco, e composta da Flora Di Legami, Giovanni Perrone, Ida Rampolla del Tindaro, Tommaso Romano, Michela Sacco Messineo e Ciro Spataro, ha attribuito il primo premio a Nicola Romano, con la raccolta “D’un continuo trambusto”, Edizioni Passigli, Firenze.

Oltre ai vincitori sono entrati nella rosa dei finalisti i seguenti autori: 
Giovanni Bottaro, con la raccolta “Verso l’epilogo”, Edizioni Prometheus, Milano; Stefania Rabuffetti con la raccolta “Cartoline dall’universo”, Edizioni Manni, Lecce; Alessio Vailati, con la raccolta “Piccolo canzoniere privato”, Edizioni Controluna, Roma.

Nella sezione opere inedite in lingua siciliana il primo premio è stato assegnato a Rosario Cannella per la lirica “Na ciamarita”. Nella stessa sezione sono risultati finalisti: Antonino Manzella con la lirica “Rota piddirina”,Daita Martinez con la lirica “Nun l’haiu ‘u tempu”, Margherita Neri con la lirica “Ddà, unni u Signuri chianci…”, Salvatore Schlifò, con la lirica “Ecceomu”.
La Commissione Giudicatrice, inoltre, ha deciso di assegnare la targa “Francesco Grisi” a Nonò Salamone, considerato come uno degli ultimi cantastorie siciliani, un’artista che ha  portato il canto e la tradizione siciliana in tutto il mondo, soprattutto dove vivono i nostri emigrati.

“La scelta operata dalla commissione giudicatrice, affermano il Sindaco Franco Ribaudo e l’ Assessore alla Cultura Martina Lo Proto, è di grande significato perché la vastità e la profondità della cultura  del Prof. Francesco  Sabatini sono note in tutto il mondo.           In tal senso concludono i due amministratori la sua presenza a Marineo onora non solo la nostra comunità ma la terra di Sicilia”.

La 44^ Edizione del Premio Marineo è stata inserita nel programma ufficiale di  “Palermo Capitale della Cultura”.

Presenta Katiuska Falbo, voce recitante Chiara Lo Faso. 

La cerimonia di premiazione avrà luogo in Marineo (PA) Domenica 2 Settembre 2018 alle ore 18,00. 

Ingresso libero.

(Nella foto in alto: la locandina ufficiale della manifestazione culturale con  il Prof. Francesco Sabatini).

ARTICOLANDO ( 22 ): RECENSIONE DELLA PROF.SSA E POETESSA GABRIELLA MAGGIO AL ROMANZO " TRE DONNE " DELLA SCRITTRICE DACIA MARAINI





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Articolando, è una nuova rubrica per dar voce a tutti gli amanti della poesia, dell'arte, della storia, della pittura, della critica letteraria attraverso recensioni, relazioni e articoli strettamente culturali.
Chiunque volesse pubblicare può farlo mandando i propri scritti all'indirizzo di posta elettronica
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In questo n. 22 ritroviamo la Prof.ssa e poetessa GABRIELLA MAGGIO con una sua recensione al romanzo" TRE DONNE" della scrittrice Dacia Maraini Edizioni Rizzoli, 2017.


Felice lettura a tutti voi!





TRE DONNE
Una Storia d’amore e disamore
Romanzo di Dacia Maraini ed. Rizzoli


(Gabriella Maggio)


Tre donne,  Gesuina la madre, Maria  la figlia, Lori la nipote, vivono nella stessa casa, ma ciascuna chiusa nei propri desideri e insoddisfazioni. La madre, già attrice di teatro ma ora infermiera occasionale per vivere, insegue con apparente leggerezza il gioco dell’amore non ostante i sessant’anni. Maria regge la casa e provvede ai bisogni della famiglia con un intenso lavoro di traduttrice dal francese. Lori è una ragazzina temeraria, una diciassettenne alla ricerca di una vita autonoma, studentessa svogliata , impegnata  a  proteggere i suoi pensieri intimi dalla curiosità della nonna.  La storia ha come centro l’amore nelle sue varie  vicende ed  è raccontata attraverso il  diario di Lori, le registrazioni di Gesuina e  le lettere che Maria scrive a François,  un fidanzato bello e misterioso che vive in Francia e che lei incontra soltanto nei periodi di vacanza. La quotidianità di queste tre donne, che talvolta stride per la contiguità degli spazi , viene interrotta dall’arrivo di François nel periodo natalizio. Da allora niente sarà più come prima. Il romanzo prende una piega drammatica che farà crescere sia l’attempata  Gesuina che l’irruenta Lori attraverso l’esperienza della cura di Maria di cui diventano  madri, assumendone consapevolmente il ruolo dopo una ininterrotta esperienza filiale. Dacia Maraini narra con levità, con un sorriso di profonda comprensione, la storia di tre generazioni di donne, già  prima  provate dalla vita con la perdita prematura del marito e del padre. Se l’amore è indubbiamente il tema principale del romanzo grande importanza ha anche la letteratura non vista come fuga dal mondo, ma come educazione ai sentimenti e alla sensibilità per orientarsi  nel mondo. Gesuina, che da giovane ha interpretato Mirandolina in  La locandiera di Carlo Goldoni, è rimasta fedele al suo personaggio, è  intraprendente, amabile, ma attenta a non infrangere gli equilibri, anche  quando spinge  al massimo il suo gioco seduttivo con i corteggiatori.   Sarà lei che ricomporrà  la famiglia alla fine del romanzo. Maria, madre svampita ma coltissima,  traduttrice di Madame Bovary di Flaubert come Emma non vive nella realtà, ma evade scrivendo lettere all’ambiguo François, proiettandosi  nei ricordi dei viaggi già fatti con lui o in quelli futuri. La realtà è goffa,  come il povero Charles del romanzo, e non l’appaga. Vive come  se soltanto la letteratura desse  ordine e senso alle approssimazioni del mondo. Più letterariamente restia è Lori che affronta le situazioni  con immediatezza e talvolta con inconsapevolezza;  soltanto alla fine della storia prenderà  un libro in mano e darà  tregua all’insofferenza, lasciando il grugnito rabbioso per il sorriso e il garbo. In questo mondo di donne gli uomini sono meteore, morti giovani o frutto  di una attrazione momentanea. Fanno  eccezione con la presenza continua  nel romanzo il fornaio Simone che propugna con tenace coerenza la sua filosofia dei baci e François che è il motore dell’azione. Intorno alla casa delle tre donne l’insensatezza della città. Gli incendi dolosi, appiccati per puro divertimento da giovani che non sanno come trascorrere le loro giornate, per un  momento annuvolano la scena, ma la scrittrice attraverso le parole di Gesuina afferma la sua fede nella ragione e con leggerezza le fa  volgere lo sguardo ad altro: “ mia nipote Lori sembra rinata assieme al suo bambino”.  Ecco la vita continua e porta anche cose belle, un bambino sano e forte che ha voglia di crescere, i tulipani olandesi che attecchiscono e mettono foglie e fiori, la solidarietà e la cura degli altri. E questo conta. Le cose belle della vita sono soltanto quelle semplici ed essenziali  e a queste si deve guardare con fiducia. Grande prova narrativa ed esistenziale di Dacia Maraini, fedele sempre ai suoi temi e al suo stile asciutto e ritmato sul carattere dei personaggi.

(Nelle foto: la critica letteraria-poetessa Gabriella Maggio e la copertina del romanzo "Tre donne" della scrittrice Dacia Maraini).