domenica 26 gennaio 2020

BANDO DI CONCORSO XI PREMIO LETTERARIO “ARENELLA-CITTA’ DI PALERMO"







Carissimi amici per chi volesse partecipare pubblico il bando 2020 del XI PREMIO LETTERARIO   “ARENELLA-CITTA’ DI PALERMO ” dove lo scorso anno mi ha visto finalista con la mia silloge  poetica "Ogni uomo ha la sua isola".



XI PREMIO LETTERARIO “ARENELLA-CITTA’ DI PALERMO ”
BANDO DI CONCORSO


Art.1 : L’Associazione Culturale “Palermo Cult Pensiero” indice per l’anno 2020 la XI edizione del Premio Letterario “Arenella-Città di Palermo”. ...
Art.2 :Al Premio possono concorrere poeti con opere edite in lingua italiana e in dialetto siciliano o in dialetto delle altre regioni italiane.
Art.3 : Si può concorrere per una o per entrambe le sezioni.
Art.4 : Il concorrente presenterà una silloge edita a tema libero in sei copie a cui unirà una busta con firma, indirizzo, recapito telefonico ed eventuale e-mail. Non è prevista alcuna tassa di lettura. Le sillogi concorrenti, a cui l’autore unirà un breve curriculum e dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno con autorizzazione al trattamento dei dati personali, dovranno pervenire, previo raccomandata, in sei copie, al seguente indirizzo: Dr. Francesco Anello-Associazione
Culturale “Palermo Cult Pensiero- Via Cardinale Lualdi, 4- 90142 Palermo, entro e non oltre il 29 Marzo 2020. Farà fede il timbro postale.L’Associazione si dissocia da eventuali smarrimenti delle opere o disguidi postali.
Si richiede cortesemente agli autori di non attendere l’approssimarsi della scadenza del premio ma di anticipare se possibile l’invio delle opere in modo da agevolare il lavoro della segreteria.
Art.5 : La giuria selezionerà, tra i concorrenti, tre finalisti a pari merito per la sezione “silloge in lingua italiana edita “e tre finalisti per la sezione” silloge in lingua dialettale edita”, e tra questi sceglierà il vincitore per ognuna delle due sezioni assegnando a ciascuno un premio unico e indivisibile.
Art .6 : Ai finalisti verrà assegnata una targa personalizzata. Il premio da assegnare ai rispettivi vincitori delle due sezioni consisterà in un opera artistica.
Art.7 : La cerimonia di consegna dei premi avverrà in Palermo entro il mese di maggio 2020. Ai finalisti e vincitori verrà data comunicazione personale e tutti i concorrenti riceveranno l’invito con data e luogo della cerimonia di premiazione.
Art.8 : La giuria , per onorare il poeta palermitano Alberto Prestigiacomo, sceglierà tre personalità
di prestigio tra i palermitani illustri e assegnerà a ciascuno di loro, quale “Benemerito Cittadino di Palermo”, la targa “Alberto Prestigiacomo”, che verrà consegnata in forma solenne nel corso della manifestazione letteraria del “Premio Arenella - Città di Palermo”.
Art.9 : La giuria , presieduta dal Prof. Salvatore Di Marco, è inoltre composta da
D.ssa Eliana Calandra- D.ssa Rita Cedrini
Prof. Tommaso Romano- Prof. Ciro Spataro
Segretario del Premio senza diritto di voto , il Dr. Francesco Anello , presidente dell’Associazione Culturale “Palermo Cult Pensiero”.

Dr.Francesco Anello-Associazione Culturale “Palermo Cult Pensiero (contact cell. 333-2793141)
Email : palermocultpensiero1@gmail.com


(Nella foto: un  momento dell'edizione precedente). 

lunedì 13 gennaio 2020

A PALERMO ALL'HOTEL JOLI' LA PROF.SSA GABRIELLA MAGGIO RELAZIONERA' su VITTORIO ALFIERI nel 271 ANNIVERSARIO DELLA NASCITA




Martedì 14 gennaio 2020 alle ore 16.30 a Palermo presso l' Hotel Jolì in via Michele Amari n. 11 per la serie i Salotti Letterari dell'Ottagono Letterario, la poetessa, scrittrice e critico letterario Gabriella Maggio inagura il 1° Semestre con  VITTORIO ALFIERI:
nel 271° ANNIVERARIO DELLA NASCITA
Video-intervento della Dottoressa Carla Forno
Direttore del Centro Nazionale di Studi Alfierani di Asti.
Coordina il Presidente dell'Ascol Giovanni Matta.
Vi aspettiamo, ingresso libero!
 
(Nelle foto: la locandina, progetto grafico del M° Edoardo Dispensa, e la Prof.ssa Gabriella Maggio). 
 

mercoledì 1 gennaio 2020

MESSAGGIO DI FINE ANNO 2019 DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA




Come di consueto ecco qui per esteso il Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica SERGIO MATTARELLA.
 
 
 
Palazzo del Quirinale, 31/12/2019
 
Questa sera, care concittadine e cari concittadini, entriamo negli anni venti del nuovo secolo.
Si avvia a conclusione un decennio impegnativo, contrassegnato da una lunga crisi economica e da mutamenti tanto veloci quanto impetuosi.
In questo tempo sono cambiate molte cose attorno a noi, nella nostra vita e nella società.
Desidero, anzitutto, esprimere a tutti voi l’augurio più cordiale per l’anno che sta per iniziare.
Si tratta, anche, di un’occasione per pensare insieme - al domani. Per ampliare l’orizzonte delle nostre riflessioni; senza, naturalmente, trascurare il presente e i suoi problemi, ma anche rendendosi conto che il futuro, in realtà, è già cominciato.          
Mi è stata donata poco tempo fa una foto dell’Italia vista dallo spazio.
Ve ne sono tante sul web, ma questa mi ha fatto riflettere perché proviene da una astronauta, adesso al vertice di un Paese amico.
Vorrei condividere con voi questa immagine.
Con un invito: proviamo a guardare l’Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto.
In fondo, un po’ come ci vedono dall’estero.
Come vedono il nostro bel Paese, proteso nel Mediterraneo e posto, per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti.
Questa condizione ha contribuito a costruire la nostra identità, sinonimo di sapienza, genio, armonia, umanità.
E’ significativo che, nell’anno che si chiude, abbiamo celebrato Leonardo da Vinci e, nell’anno che si apre, celebreremo Raffaello. E subito dopo renderemo omaggio a Dante Alighieri.
Incontro sovente Capi di Stato, qui in Italia o all’estero.
Registro ovunque una grande apertura verso di noi, un forte desiderio di collaborazione. Simpatia nei confronti del nostro popolo. Non soltanto per il richiamo della sua arte e dei paesaggi, per la sua creatività e per il suo stile di vita; ma anche per la sua politica di pace, per la ricerca e la capacità italiana di dialogo nel rispetto reciproco, per le missioni delle sue Forze Armate in favore della stabilità internazionale e contro il terrorismo, per l’alto valore delle nostre imprese e per il lavoro dei nostri concittadini.  
Vi è una diffusa domanda di Italia.
Abbiamo problemi da non sottovalutare.
Il lavoro che manca per tanti, anzitutto. Forti diseguaglianze. Alcune gravi crisi aziendali. L’esigenza di rilanciare il nostro sistema produttivo. Ma abbiamo ampie possibilità per affrontare e risolvere questi problemi. E per svolgere inoltre un ruolo incisivo nella nostra Europa e nella intera comunità internazionale.
L’Italia riscuote fiducia.
Quella stessa fiducia con cui si guarda, da fuori, verso il nostro Paese deve indurci ad averne di più in noi stessi, per dar corpo alla speranza di un futuro migliore.
Conosco le difficoltà e le ferite presenti nelle nostre comunità. Le attese di tanti italiani.  
Dobbiamo aver fiducia e impegnarci attivamente nel comune interesse. Disponiamo di grandi risorse. Di umanità, di ingegno, di capacità di impresa. Tutto questo produce esperienze importanti, buone pratiche di grande rilievo. Ne ho avuto conoscenza diretta visitando i nostri territori.
Vi è un’Italia, spesso silenziosa, che non ha mai smesso di darsi da fare.
Dobbiamo creare le condizioni che consentano a tutte le risorse di cui disponiamo di emergere e di esprimersi senza ostacoli e difficoltà.    
Con spirito e atteggiamento di reciproca solidarietà.
Insieme.
In particolar modo è necessario ridurre il divario che sta ulteriormente crescendo tra Nord e Sud d’Italia. A subirne le conseguenze non sono soltanto le comunità meridionali ma l’intero Paese, frenato nelle sue potenzialità di sviluppo.
Naturalmente, per promuovere fiducia, è decisivo il buon funzionamento delle pubbliche istituzioni che devono alimentarla, favorendo coesione sociale. Questo è possibile assicurando decisioni adeguate, efficaci e tempestive sui temi della vita concreta dei cittadini.
La democrazia si rafforza se le istituzioni tengono viva una ragionevole speranza.
E’ importante anche sviluppare, sempre di più, una cultura della responsabilità che riguarda tutti: dalle formazioni politiche, ai singoli cittadini, alle imprese, alle formazioni intermedie, alle associazioni raccolte intorno a interessi e a valori.
La cultura della responsabilità costituisce il più forte presidio di libertà e di difesa dei principi, su cui si fonda la Repubblica. Questo comune sentire della società– quando si esprime – si riflette sulle istituzioni per infondervi costantemente un autentico spirito repubblicano.
La fiducia va trasmessa ai giovani, ai quali viene sovente chiesta responsabilità, ma a cui dobbiamo al contempo affidare responsabilità.  
Le nuove generazioni avvertono meglio degli adulti che soltanto con una capacità di osservazione più ampia si possono comprendere e affrontare la dimensione globale e la realtà di un mondo sempre più interdipendente.
Hanno – ad esempio – chiara la percezione che i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte.
Le scelte ambientali non sono soltanto una indispensabile difesa della natura nell’interesse delle generazioni future ma rappresentano anche un’opportunità importante di sviluppo, di creazione di posti di lavoro, di connessione tra la ricerca scientifica e l’industria.
Torniamo con il pensiero alle popolazioni delle città minacciate, come Venezia, dei territori colpiti dai sismi o dalle alluvioni, delle aree inquinate, per sottolineare come il tema della tutela dell’ambiente sia fondamentale per il nostro Paese.
I giovani l’hanno capito. E fanno sentire la loro voce proiettati, come sono, verso il futuro e senza nostalgia del passato.
Ogni società ha sempre bisogno dei giovani. Se possibile ancor di più oggi che la durata della vita è cresciuta e gli equilibri demografici si sono spostati verso l’età più avanzata.
Questa nuova condizione impone di predisporre nei confronti degli anziani – parte preziosa della società – maggiori cure e attenzioni. Occorre, al tempo stesso, investire molto sui giovani.
Diamo loro fiducia, anche per evitare l’esodo verso l’estero. Diamo loro occasioni di lavoro correttamente retribuito. Favoriamo il formarsi di nuove famiglie.
Dobbiamo riporre fiducia nelle famiglie italiane. Su di esse grava il peso maggiore degli squilibri sociali. Hanno affrontato i momenti più duri, superandoli. Spesso con sacrificio.
Fornire sostegno alle famiglie vuol dire fare in modo che possano realizzare i loro progetti di vita. E che i loro valori – il dialogo, il dono di sé, l’aiuto reciproco – si diffondano nell’intera società rafforzandone il senso civico.
E’ una virtù da coltivare insieme, quella del civismo, del rispetto delle esigenze degli altri, del rispetto della cosa pubblica.
Argina aggressività, prepotenze, meschinità, lacerazioni delle regole della convivenza.
Una associazione di disabili mi ha donato per Natale una sedia. Molto semplice ma che conserverò con cura perché reca questa scritta: “Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi”.
Esprime appieno il vero senso della convivenza.
Due mesi fa vicino Alessandria, tre Vigili del Fuoco sono rimasti vittime dell’esplosione di una cascina, provocata per truffare l’assicurazione. Nel ricordare – per loro e per tutte le vittime del dovere – che il dolore dei familiari, dei colleghi, di tutto il Paese non può estinguersi, vorrei sottolineare che quell’evento sembra offrire degli italiani due diverse immagini che si confrontano: l’una nobile, l’altra che non voglio neppure definire.
Ma l’Italia vera è una sola: è quella dell’altruismo e del dovere. L’altra non appartiene alla nostra storia e al sentimento profondo della nostra gente.
Quella autentica è l’Italia del Sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini. Nell’incendio del suo municipio ha atteso che si mettessero in salvo tutti i dipendenti, uscendone per ultimo. Sacrificando così la propria vita.
Senso civico e senso della misura devono appartenere anche a chi frequenta il mondo dei social, occasione per ampliare le conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare, con attenzione e rispetto, quelle degli altri.
Alle volte si trasforma invece in strumento per denigrare, anche deformando i fatti.  Sovente ricorrendo a profili fittizi di soggetti inesistenti per alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false.
Il mosaico che compone la società italiana ha tante tessere preziose.
Penso – tra le altre – al mondo delle nostre università, ai centri di ricerca, alle prestigiose istituzioni della cultura.
Ho conosciuto e apprezzato in tante occasioni l’attività che si svolge in questa costellazione di luoghi del pensiero, dell’innovazione, della scienza.
Si tratta di un patrimonio inestimabile di idee e di energie per costruire il futuro.
E’ essenziale che sia disponibile per tutti.
Che sia conosciuto, raccontato, condiviso. Che siano rimossi gli ostacoli e reso più agevole il rapporto tra istituzioni culturali e società e l’accesso al sapere.
In questo senso un ruolo fondamentale è assegnato ai media e in particolare al nostro servizio pubblico.
Abbiamo bisogno di preparazione e di competenze.
Ogni tanto si vede affiorare, invece, la tendenza a prender posizione ancor prima di informarsi.
La cultura è un grande propulsore di qualità della vita e rende il tessuto sociale di un Paese più solido.
Ringraziamo Matera che ha fatto onore all’Italia e al suo Mezzogiorno, in questo anno in cui è stata Capitale della cultura europea.  
Con questo spirito rivolgo gli auguri a Parma che, con il suo straordinario patrimonio umano e artistico, da domani sarà Capitale italiana della cultura per il 2020.
Un saluto particolarmente grato e sentito rivolgo a Papa Francesco, Vescovo di Roma, che esercita il suo alto magistero con saggezza e coraggio e che mostra ogni giorno di amare il nostro Paese, a partire da coloro che versano in condizioni di bisogno e da chi, praticando solidarietà, reca beneficio all’intera comunità civile.
Nel rinnovare gli auguri a quanti sono in ascolto in Italia e all’estero, a tutti i nostri concittadini, a quanti il nostro Paese ospita, vorrei rivolgere un saluto particolare a coloro che, in queste giornate festive, assicurano – come sempre – il funzionamento dei servizi necessari alla nostra vita comune.
Rivolgo gli auguri alle donne e agli uomini delle Forze Armate, delle Forze dell’Ordine, a tutti coloro che, con vari ruoli e compiti, operano a beneficio della Repubblica e di tutti noi cittadini.
Per tutti, saluto Luca Parmitano – il primo astronauta italiano al comando della stazione spaziale internazionale – impegnato nella frontiera avanzata della ricerca nello spazio, in cui l’Italia è tra i principali protagonisti.
Da lassù, da quella navicella – come mi ha detto quando ci siamo collegati – avverte quanto appaiano incomprensibili e dissennate le inimicizie, le contrapposizioni e le violenze in un pianeta sempre più piccolo e raccolto.
E mi ha trasmesso un messaggio che faccio mio: la speranza consiste nella possibilità di avere sempre qualcosa da raggiungere.
E’ questo l’augurio che rivolgo a tutti voi !
Buon 2020 !

mercoledì 6 novembre 2019

A PALERMO ALLA FONDAZIONE GIUSEPPE E MARZIO TRICOLI SI PRESENTA "L'AGENDA 2020"







Venerdì 8 novembre alla ore 17.00 presso la  Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli, Via Terrasanta 82  Palermo, si presenterà l’agenda poetica “Tempo di Poesia 2020” a cura di Elena Saviano, edizione Armenio.
 Interverranno Mirella Falzone Tricoli, Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli; Mario Azzolini, giornalista RAI; Giuseppe Castronovo, Libreria Tantestorie; Elena Saviano, presidente Ass.ne Cycnus.
 
 I poeti dell’anno 2020 sono: Monica Bassano, Rino Scurria, Pietro Manzella, Rosario Velardi, Anna Lupo, Luigi Pio Carmina, Santina Folisi, Elena Saviano, Simona Cannata Di Gabriele, Adalpina Fabra Bignardelli, Maria Rosa Garofalo, Antonino Causi.

L’attrice Berta Ceglie reciterà alcune poesie dei poeti contemporanei.
 
Alla chitarra classica Antonina D’Anna e  Fulvio Fucà.
Ingresso libero.
 
(Nella foto: la locandina ufficiale dell'evento e  l'agenda 2020 a cura della Prof.ssa Elena SAVIANO). 

mercoledì 28 agosto 2019

8° RECITAL ITINERANTE DI POESIA IN SICILIANO E IN LINGUA ITALIANA E...STATE IN POESIA 2019 A CEFALU'





E...STATE IN POESIA 2019
8° Recital itinerante di poesia in siciliano e in lingua italiana
Domenica 15 SETTEMBRE 2019 ore 16.30 a CEFALU' (Pa) presso Il Lavatoio Medioevale con i seguenti poeti della provincia di Palermo in ordine alfabetico:
ABBATE Angelo
AIELLO Vincenzo
BARRACATO Antonio
CASA' Angelo
CASTELLI Antonietta
CAUSI Antonino
FERRANTE Francesco
FILECCIA Giovanna
GIACCONE Gina
GLORIOSO Lidia
LA SALA Laura
LO BONO Rosaria
PITINGARO Cinzia
RIBAUDO Salvatore
VIZZINI Pietro
PREMIO ALLA CULTURA
M° PULEO Carlo scultore, pittore, poeta e scrittore
PREMIO "TRADIZIONI POPOLARI"
Fratelli BALISTRERI Michelangelo e Girolamo
Museo delle acciughe Aspra (PA)
TARGA SPECIALE a MIRABILE Salvatore
Presidente Rettore dell'Accademia Regionale dei Poeti Siciliani
Federico II
TARGA al rappresentante comunale
TARGA al referente territoriale prov. di PA
BARRACATO Antonio.
Con la partecipazione dei "NARRATURA".
La prefazione dell'antologia omonima è a cura della D.ssa SCIACCHITANO Giovanna
Riprese televisive a cura del regista RUSSO Alberto per ARTE & CULTURA.
FOTOGRAFIE a cura di BARRACATO Antonio e MIRENNA Salvina.
La manifestazione con il patrocinio gratuito del COMUNE di CEFALU' è ideata e condotta da Antonino CAUSI con la partecipazione di Myriam DE LUCA
Sono previsti intermezzi musicali e monologhi.
Vi aspettiamo con piacere :
Domenica 15 SETTEMBRE 2019 ore 16.30 a CEFALU' (Pa) presso Il Lavatoio Medioevale.
 
(Nella foto l'immagine simbolo dell'evento di questa edizione).

XXX PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE "RACALMARE LEONARDO SCIASCIA - CITTA' DI GROTTE" edizione 2019








Si svolgerà nella cittadina di Grotte (AG) il XXX PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE Leonardo Sciascia -Città di Grotte(Ag).
 
Due gli appuntamenti previsti: sabato 31 agosto e domenica 1° settembre 2019.
 
Nella serata di sabato 31 agosto alle ore 21,15 ci sarà un omaggio allo scrittore e regista di teatro Andrea Camilleri, scomparso recentemente; seguirà un dialogo con i tre autori  finalisti: Evelina Santangelo con il volume "Da un  altro mondo", edizioni Einaudi; Roberto  Alajmo con "L'estate del '78", Sellerio e Cristina Cassar Scalia con "Sabbia Nera",
 Einaudi.
 
Domenica 1° settembre alle ore 21,15 la cerimonia di consegna del Premio.
 
Sono previsti i saluti del Sindaco di Grotte  Dott. Alfonso Provvidenza, del Presidente del Consiglio Comunale Dott. Angelo Carlisi; consegna del Premio Speciale a Salvatore Silvano Nigro.
 
Seguirà la votazione della GIURIA TECNICA così composta che ha scelto i tre libri finalisti: Giovanni Taglialavoro, Mimmo Butera, Accursia Vitello, Daniela Spalanca, Linda Criminisi, Giovanna Zaffuto, Diega Cutaia, Annamaria Apa, Alessandra Marsala, Giuseppe Airò, Francesco Pillitteri e quella della GIURIA POPOLARE che voterà insieme a quella sopra  citata con i seguenti nominativi: Francesca Cacciatore, Giuseppa Rivituso, Santina Burgio, Giuseppina Buscema, Simone  Infantino, Giovanna Morreale, Antonino Causi, Evelyna Di Maggio, Jessica Grifasi. Giuseppina Maria Provvidenza, Concetta Pillitteri, Adriana Infantino, Salvatore Seggio,  Vincenzo Spitali, Vincenzo Vitello, Gaetana  Garifi, Serena Sanzo, Elisa Barbera, Enza Maria Zarbo, Angelo Costanza,   Salvatore Milano , Laura Collura, Angela Puglisi, Calogero Picone, Antonella Cipolla, Angela Maria Zaffuto.
 
L'evento culturale trentesima edizione coincide anche con il trentennale della scomparsa dello scrittore Leonardo Sciascia  a cui è dedicato il premio e sarà condotta da Egidio Terrana coordinato da Salvatore Picone.
 
Ingresso libero.
 
(Nelle foto dall'alto la locandina ufficiale, l'invito e i finalisti della XXX edizione 2019 del Premio).
 
 
 

martedì 6 agosto 2019

XLV PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA CITTA' DI MARINEO




XLV Premio Internazionale di Poesia città di Marineo.
Sono stati designati i vincitori della 45a edizione del Premio Internazionale di Poesia città di Marineo. L’8 settembre nella tradizionale cornice del Castello Beccadelli, e nell’ambito delle iniziative di cui al progetto approvato dal Comune di Marineo, il Premio verrà consegnato all’attore Giampiero Ingrassia, che in tutti questi anni è diventato uno dei protagonisti del musical italiano. Con tale conferimento la Giuria ha voluto sottolineare l’omaggio della terra di Sicilia ad un’ artista, dotato di un talento versatile, che si è affermato nel mondo dello spettacolo grazie ad uno stile interpretativo assolutamente originale ed all’umiltà della sua vena comunicativa con cui è riuscito ad attrarre il grande pubblico.
“Figlio d’arte, si legge nella motivazione, sin da piccolo ha respirato aria di cinema e di palcoscenico con il padre, l’indimenticabile Ciccio, ma è nel musical che Giampiero Ingrassia ha ottenuto nel 1997, un grandissimo successo su tutti i palcoscenici italiani con lo spettacolo “ Grease” , in coppia con Lorella Cuccarini, e poi Jesus Christ Superstar, nel 2001 con Carl Anderson, e “Cabaret” nel 2016 per la regia di Saverio Marconi.
Nell’ambito della sezione edita in lingua italiana la Giuria, presieduta da Salvatore Di Marco e composta da Flora Di Legami, Michela Sacco Messineo, Giovanni Perrone, Ida Rampolla, Tommaso Romano, e Ciro Spataro, ha attribuito il primo premio al poeta Corrado Calabrò con la raccolta “Quinta dimensione” Edizioni Mondadori – sono risultati finalisti i poeti: Maria Rita Bozzetti con la raccolta “Sul retro di cuori” Edizioni Manni, Guido Longobardi con la silloge “Richiami” Book Editore, Giuseppe Manitta con la raccolta “Gli occhi non possono morire” edizioni Italic, Maria Lucrezia Rallo, con la raccolta ”La lacrima dell’anima” Edizioni La Zisa, Valeria Spallino con la silloge “Atelier Josef Sudek, Partitura del silenzio” Spazio Cultura Edizioni. Per quel che concerne la sezione edita in lingua siciliana il primo premio è stato assegnato a Ermanno Mirabello con la raccolta “Vagabunnu di la notti” Edizioni Nuova Ipsa, nella stessa sezione è risultato finalista Vincenzo Aiello con la raccolta “Faiddi di ciatu” Edizioni Billeci.
Nella sezione inediti in lingua siciliana il primo premio è stato assegnato ad Emanuele
Insinna per la lirica “Cu sugnu?”. Sono risultati finalisti i poeti: Giuseppe Salvatore Argento con la lirica “Scavassi ‘na purpania”, Serena Lao con la lirica “na lampadina addumata”, Giuseppe Pappalardo con la lirica “Purtedda”, Anna Maria Tornabene Burgio con la lirica ”I manu di me patri”, Salvatore Vicari con la lirica “Acquacaciovi”.
La commissione giudicatrice, inoltre, ha deciso di assegnare la targa “Francesco Grisi” al
poeta e saggista Aldo Gerbino, docente di Istologia ed Embriologia presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo palermitano, per rendere omaggio alla figura di un intellettuale che ha dimostrato, con il suo quotidiano impegno culturale e la sua creatività, la stretta relazione che intercorre tra arte, vita e letteratura.
La cerimonia di premiazione curata dal Circolo Culturale, avrà luogo a Marineo domenica 8 settembre alle ore 18.00.
 
(Nelle foto: la locandina ufficiale del Premio).

mercoledì 5 giugno 2019

ARTICOLANDO ( 33 ) : RECENSIONE DELLA PROF.SSA MARIA ELENA MIGNOSI ALLA SILLOGE POETICA "CERCHI ASCENSIONALI" DELLA POETESSA FRANCESCA LUZZIO










Articolando

Articolando, è una rubrica per dar voce a tutti gli amanti della poesia, dell'arte, della storia, della pittura, della critica letteraria attraverso recensioni, relazioni e articoli strettamente culturali.
Chiunque volesse pubblicare può farlo mandando i propri scritti all'indirizzo di posta elettronica
tonycausi@alice.it grazie!


In questo n. 33 ritroviamo la poetessa e scrittrice MARIA ELENA MIGNOSI PICONE con una sua recensione alla silloge poetica "CERCHI ASCENSIONALI, Il Convivio Editore 2018, della poetessa FRANCESCA LUZZIO . A tutti voi una proficua lettura!

 


RECENSIONE


 
     
Francesca Luzzio con questo titolo dato alla sua silloge di poesie, “Cerchi ascensionali”, ci introduce evidentemente in un’atmosfera di positività, perché l’ascendere è positivo, il discendere  è negativo. E si ascende dal male al bene o dal bene al meglio. Infatti nel primo e terzo cerchio la poetessa tratta del male, nel secondo e nel quarto, invece, del bene. Di fronte al male, nelle sue varie gradazioni, specialmente quelle più gravi, ella rimane sbigottita e senza parole. In una poesia dedicata al compianto Mario Luzi, così si esprime: “…tu che conosci ormai il mistero, / dimmi, è proprio questa  / la Poesia che Dio pose nelle cose?”, e in un’altra: “Tu, mio Dio, vedi il mondo, la gente / e forse sai / perché tanto sangue / sparso come niente /…io non so, sono incapace / di scoprire / il senso di tanto soffrire”.  E qui si avverte in lontananza  l’eco del Leopardi, della poesia “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, nei suoi interrogativi carichi di mistero: “Dimmi, o luna: a che vale / al pastor la sua vita,  / la vostra vita a voi? / dimmi: ove tende / questo vagar mio breve / il tuo corso immortale”? Oltre l’eco del Leopardi avvertiamo, nella poesia di Francesca Luzzio,  anche l’eco di Dante, appunto nei Cerchi, che ci ricordano la struttura della Divina Commedia, delle bolge dell’Inferno, dei gironi del Purgatorio, del Paradiso.
 
Quest’ascesi, dunque, che è essenzialmente spirituale, per comprenderla basti pensare alla distinzione che facevano i Latini tra homo e vir. Il trasformarsi da homo, che segue l’istinto, l’impulso,  a vir, che segue le virtù, che si sa dominare, è ascendere. E ascendere nell’uomo equivale a trasumanare, cioè andare oltre l’umano. C’è una poesia che porta proprio questo titolo “Trasumanare”, ed è dedicata alla madre. In questa scrive: “con lei comincio la festosa danza…/ saliamo i..gradini ed insieme voliamo /… lasciamo il corpo e trasumaniamo”. In un’altra poesia dal titolo molto significativo, “Evaporazione esistenziale” dedicata al padre, leggiamo: “…l’anima evapora leggera / né il corpo mio la trattiene”.


Nel primo Cerchio Francesca Luzzio incentra la sua attenzione sul male, però quello comune un po’ a tutti, che in genere proviamo nella vita di ogni giorno; mali lievi,  in un certo senso,  che sono piuttosto dovuti alla fragilità umana, come la stanchezza, nella fatica del vivere, la noia, nella monotonia della quotidianità, l’incomprensione, nella comunicazione con gli altri, l’ingratitudine, e via dicendo. Nel terzo cerchio il male assume una valenza più drammatica e tragica; la poetessa prende in considerazione i gravi fenomeni che si verificano nel mondo: la guerra, la violenza; è il male con spargimento di sangue e soppressione della vita. Ed ella  si rivolge, con un tratto carico di umanità, direttamente alle vittime: ai migranti, ai deportati, ai disoccupati, alle donne offese e violentate, ma anche alle vittime di calamità naturali, ai terremotati, e pure agli sfrattati. A tutta quella umanità dolente alla quale è vicina con cuore di madre, sentendo come sua la sofferenza degli altri. Sono versi molto delicati e commoventi, come altrettanto delicati, ma intrisi di gioia e amore, sono quelli dedicati agli affetti familiari nel secondo Cerchio: ai genitori, al marito, alla figlia; ai nipotini e a parenti vari, non dimentica nessuno. Non manca neanche l’amore verso il paese natìo, Montemaggiore Belsito,  e verso la città dove si è trasferita, Palermo. Né tralascia il pensiero verso gli amici, nel campo della cultura, come Elio Giunta e Giorgio Barberi Squarotti. Sono versi di una dolcezza ineffabile, che esprimono tutto l’amore di cui la nostra poetessa è circondata, amore che anche lei dà senza misura, e con tanta tenerezza. “…mio ascensionale amore”. Amore umano che le dà tanta gioia e pienezza di vita: “La brillante allegria / che i miei gioielli / umani e veri / mi sanno sempre dare”. Un amore così profondo che talvolta non ha bisogno neanche di parole perché il silenzio stesso è eloquente e si vive in un’atmosfera che trascende il tempo perché si assapora la dimensione dell’eterno: “Non serve parlare: vivo l’eternità!”. Talora, quando i suoi nipotini sono partiti, una riflessione si affaccia alla sua mente: “La stasi non è fine / è attesa, preludio di nuova felicità”. In questo Cerchio, pregnante dell’amore più profondo come è quello familiare, Francesca Luzzio si sente ascendere (il mio ascensionale amore) a qualcosa di più alto. E’ qui che ella getta i semi della trascendenza: il gusto dell’eterno.



La terrestrità allora si colora di celestialità. Il terrestre e il sublime si intrecciano e si fondono in un moto ascensionale. L’amore infatti è preludio, in anime sensibili e profonde, di ardori trascendentali, di vera ascesi, umana e spirituale. L’essere umano, sotto l’effetto dell’amore, comincia quasi a divinizzarsi. Affermava il filosofo greco Aristotele che l’uomo è animale razionale, animale perché ha in comune con gli animali l’anima sensitiva, ma ha in più l’intelletto e la volontà, e la coscienza, che costituiscono l’anima spirituale, lo spirito. Ora l’ascesi consiste nel coltivare lo spirito, nel valorizzare le potenze spirituali in modo tale che il risultato sia appunto il vir, dei Latini, l’uomo di carattere, il vero uomo.

E si comincia col coltivare l’animo con tutto ciò che è bello, ad esempio con la musica, l’arte, la natura, tutte cose prettamente umane e terrene  che, però, come sosteneva Giovanni Paolo II, (egli lo diceva alludendo allo studio del Latino e Greco, riferendosi agli Studi Umanistici),  sono fattori che preparano la strada alla fede. Comincia allora nell’uomo una altalena tra la terra e il cielo, che risalta dai seguenti versi nella poesia Estasi: “Aquila in volo raggiungo il cielo/…/In terra torno e sono umana” o altrove, nella poesia “Verso te, Signore”: “…estatico coinvolgimento / mi conduce verso te; Signore” e poi, ad un tratto: “un tuono rimbomba / ed io torno qui, / nella terra e nel tempo”. Si comincia ad assaporare la fede: “…ci culli, Signore, / ed è bello sentire le tue braccia / il tuo incanto d’amore”. E a questo punto ella allora si chiede: “E’ trasumanazione”?

Così quella trasumanazione, che già cominciava ad avvertire, in quelle poesie dedicate ai genitori, passati ormai all’altra vita, vivendo la poetessa quell’atmosfera quasi surreale in cui ci fa immergere la morte dei nostri cari, qui ritorna, però dinanzi alla dimensione del sacro, dinanzi a Dio.

Qui nel quarto Cerchio la terrestrità e la celestialità assumono una connotazione diversa: la terrestrità si fa temporalità, e la celestialità si fa eternità. Infatti nei versi della poesia “Nascere e morire”, ella scrive: “…tutti siamo nati / costretti a leggere / il libro terrestre della temporalità. /…/ Infine, finita la lettura / del terrestre spartito, /…si apre una porta dorata: vedo luce infinita di eternità”.

Però, come si arriva alla trasumanazione? Vivendo l’amore e la carità, e non tutti lo comprendono, solo pochi. Scrive: “Bisogna raccogliere quei fiori / che hanno per molti, strani nomi, / pochi li chiamano amore e carità”.

Ecco è proprio qui, nell’amore e nella carità,  che la poetessa ravvisa il rimedio a tanto male che c’è nel mondo. E allora, quando scettica si chiedeva: “Chissà…chissà / se a poco a poco / il mondo cambierà”!, ora invece il suo scoraggiamento si muta in speranza, anche se insiste che sono ancora pochi gli uomini che vivono l’amore e la carità: “pochi amanti raccolgono perle e fiori /e sanno tramutarli in oasi d’amore”.



Un ruolo fondamentale ha in questo la poesia. La nostra autrice si chiedeva: “La poesia ci può aiutare / a non far nascere / Gesù nel terrore”? E noi rispondiamo di sì.  Tante gocce fanno un oceano. Ma certo è necessario un aiuto dall’alto. E’ la Madonna, dice Francesca, che può aiutarci, che può rendere possibile pure l’impossibile.  E ricorre all’immagine delle rette parallele che, si sa, non si incontrano mai.  Indicativi questi versi: “Il mare oggi ha tre confini: / distinte linee parallele /…Arcana metafora di parallele linee / presenti, -assenti, indecise-offuscate dell’anima mia”; però osserva: “Ma se volgo gli occhi / e il campanile guardo / trovano incontro in te, / Maria”. Con l’aiuto della grazia che ci viene dalla Madonna, tutto è possibile. Lo è il trasumanare. La sicurezza della possibilità della trasumanazione, la certezza della possibile divinizzazione dell’uomo, è espressa nei seguenti versi, nella poesia dedicata al padre,  “Evaporazione esistenziale”, versi nei quali sembra compendiarsi tutta l’opera e che suggellano il moto ascensionale che fa dell’homo il vir, appunto l’uomo di carattere, il vero uomo. Ecco i “Cerchi ascensionali” che le fanno dire: “Ti raggiungo lassù, padre, dammi una mano, / il vento è propizio, ce la posso fare”!  

                                                                                                                  Maria Elena Mignosi

(Nelle foto: dall'alto la Prof.ssa Maria Elena Mignosi, la copertina della silloge poetica "Cerchi Ascensionali" e l'autrice Francesca Luzzio)

                                                                                               
   
 

martedì 28 maggio 2019

PREMIO ARENELLA CITTA' DI PALERMO 2019 X EDIZIONE






Venerdì 31 maggio alle ore 16:00 a Palermo, Palazzo delle Aquile, presso la Sala delle Lapidi, si svolgerà il "Premio Arenella Città di Palermo X Edizione".
 
PROGRAMMA:
 
Presentazione: Dr. Francesco Anello– Presidente Ass. Culturale “ Palermo Cult  Pensiero”.
 
Saluto delle Autorità
 
 On.Prof. Leoluca Orlando – Sindaco della Città di Palermo.
 
On . Dr. Salvatore Orlando- Presidente del Consiglio Comunale di Palermo.
 
Dr. Giuseppe Fiore- Presidente Settima Circoscrizione Comune di Palermo.                    
 
Dr. Rosario Arcoleo- Presidente Settima Commiss. Affari Generali Comune di Palermo.
 
Presentazione della Giuria :
 
D.ssa  Eliana Calandra- Direttrice Archivio storico  Comune di Palermo.
 
D.ssa  Rita Cedrini-Antropologa e docente Università degli Studi di Palermo.
 
Prof. Tommaso  Romano-Saggista e Scrittore fondatore della casa editrice La Thule di Palermo.
 
Prof.Ciro Spataro- Storico,fondatore del Premio Letterario Città di Marineo.
 
Prof. Salvatore Di Marco (Presidente della Giuria) critico letterario, scrittore e poeta.
 
Intervento del Prof. Salvatore Di Marco: Presidente  della Giuria  del  “ Premio Arenella-Città di Palermo “
 
Omaggio a Pietro Mignosi di Tommaso Romano.
 
Premiazione dei Finalisti del “Premio Arenella Città di Palermo”.
 
Premiazioni del decennale.
 
Premiazione e Consegna della “ Targa Speciale Alberto Prestigiacomo” a Evelina   Santangelo, Domenica Perrone e Giuseppe Maurizio Piscopo.
 
Con: Carmelo  Caruso- Roberto Lagalla-Mario Modestini-Padre Francesco Lomanto-Vincenzo Morgante-Giulio Perricone- Salvatore Lo Bue-Gaetano Lo Manto- Mario Di Liberto-Nicola Locorotondo- Manlio Corselli-Tano  Gullo-Maria Antonietta Spadaro -Pippo Madè-Padre Cosimo Scordato-Maria Concetta Di Natale-Rino Martinez-Vincenzo Fardella- Giuseppe Milici-Giuseppe Modica-Pasquale Hamel- Letizia Battaglia-Martino Lo Cascio-Marco Romano-Maria Elena  Volpes-Giovanni Ruffino-Marco Betta.
 
Letture : Francesca Guajana.
 
Con la partecipazione straordinaria del Gruppo Tetra Kordes (strumenti di pizzico) del Conservatorio V. Bellini di Palermo.
 
Conduce Katiuska Falbo.    

(Nelle foto: dall'alto l'invito ufficiale, Katiuska Falbo conduttrice e Francesco Anello Presidente Ass. Culturale “ Palermo Cult  Pensiero”).