domenica 7 maggio 2023

CONFERERENZA: "VITA , OPERE E PENSIERO DI ITALO CALVINO NEL CENTENARIO DELLA NASCITA" DI ANTONINO CAUSI CON MYRIAM DE LUCA, PER I SALOTTI DELL'OTTAGONO LETTERARIO DI PALERMO

 





Mercoledì 10 maggio 2023 alle ore 16.30 a Palermo presso l’Hotel Jolì, via Michele Amari n. 11, si svolgerà la CONFERENZA del Dott. ANTONINO CAUSI dal titolo: Vita, opere e pensiero di Italo Calvino nel centenario della nascita”, con la partecipazione della poetessa e scrittrice Myriam De Luca.
Evento organizzato dall'ASSOCIAZIONE SOCIO-CULTURALE “OTTAGONO LETTERARIO” di PALERMO.
Ingresso libero.


martedì 18 aprile 2023

A RACALMUTO (AG) VA IN SCENA "L'UOMO CHE EBBE DUE FUNERALI" DI PIERO CARBONE

 



Sabato 29 aprile alle ore 21.00 al Teatro Regina Margherita di Racalmuto (AG) andrà in scena  in prima assoluta la commedia "L'uomo che ebbe due funerali" dello scrittore Piero Carbone  con Carmelo Rappisi e Francesco Militello, a cura dell'Associazione Culturale "Artra.

L'opera sarà preceduta da "Il fischio" tratta dalla novella di Pirandello con Carmelo Rappisi e da "Assunta" tratta da "L'onorevole" di Sciascia con Ilaria Bordenca.
Movimenti coreografici di e con Elena Lilliu.
Musiche di Maria Rita Di Marco e Giorgia Di Pasquale.
Regia di Carmelo Rappisi.

La trama brevemente: la storia è ambientata in Sicilia alla fine dell'ottocento e ha per protagonista un uomo che ebbe due distinti funerali, un ricco e benvoluto benestante che malgrado il suo essere avaro, era stimato da tutti, infatti succede che alla lettura del testamento del possidente si scopre che una parte notevole dell'eredità andrà a beneficio della collettività per l'edificazione di un ospedale.
Tutto questo a discapito degli eredi legittimi che poveri erano e tali rimasero.
Tutta la commedia è piena di sorprese e di fine umorismo e ricca di riflessioni.

Per le prenotazioni (ingresso € 7.00) è possibile chiamare il numero 0922949579, dal martedì al sabato, dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

(Nelle foto dall'alto la locandina ufficiale della rappresentazione teatrale e lo scrittore Piero Carbone)
 

A MARZOCCA - SENIGALLIA (AN) LORENZO SPURIO PRESENTA LA SILLOGE POETICA "SINCRONIA TRA CUORE E MENTE" DI ANTONINO CAUSI Edizioni il Convivio

 




Domenica 23 aprile 2023 alle ore 17.00 a Marzocca- Senigallia (AN) presso la Biblioteca Comunale L. Orciari il poeta scrittore e critico letterario LORENZO SPURIO presenterà la silloge poetica "SINCRONIA TRA CUORE E MENTE del poeta Antonino Causi, Edizioni Il Convivio

Letture a cura di Donatella Angeletti, reading a cura dei poeti locali.

L'evento culturale è organizzato dalla Biblioteca Comunale L. Orciari di Marzocca- Senigallia (AN) e dall'Associazione Culturale APS EUTERPE .

Ingresso libero.

(Nelle foto dall'alto: La locandina ufficiale, il poeta e critico letterario Lorenzo Spurio e il poeta Antonino Causi).

ALL' OTTAGONO LETTERARIO MARCO SCALABRINO PARLERA' DEL POETA IGNAZIO BUTTITTA

 


Per i Salotti dell'Ottagono Letterario, mercoledì 19 aprile alle ore 16.30 a Palermo, presso la Fondazione  Giuseppe e Marzio Tricoli in via Terrasanta n. 82, il poeta, scrittore , traduttore e critico letterario MARCO SCALABRINO parlerà sul tema: "Ignazio Buttitta, dalla piazza all'universo".

Letture a cura di Giacomo Giacalone , con Giovanna Sciacchitano.

Coordina l'incontro culturale il Presidente A.S.C.O.L. Giovanni Matta.

Ingresso libero, siete tutti invitati a partecipare!

(Nella foto: la locandina )

domenica 16 aprile 2023

2° PREMIO LETTERARIO ANTONIO VENEZIANO 2023, PROROGA SCADENZA AL 30 APRILE 2023

 






ATTENZIONE COMUNICAZIONE IMPORTANTE:
Carissimi accogliendo le numerose richieste dei futuri partecipanti al 2° PREMIO LETTERARIO ANTONIO VENEZIANO 2023, si proroga il termine di scadenza a DOMENICA 30 aprile 2023.
Chiunque volesse è ancora in tempo per partecipare , mi preme con l'occasione ringraziare i numerosissimi iscritti al 2° Premio Letterario Antonio Veneziano di quest'anno, compresi quelli fuori dall'Italia.
Un vero successo!!!
Grazie mille per la vostra stima e fiducia.
Dott. Antonino CAUSI
Presidente e Organizzatore del Premio Letterario Antonio Veneziano

domenica 2 aprile 2023

IV EDIZIONE DEL CATANIA BOOK FESTIVAL 2023

 




La città di Catania dal 5 al 7 maggio 2023 sarà protagonista di un importante appuntamento culturale, si tratta della 4^ edizione del  CATANIA BOOK FESTIVAL 2023, una Fiera Internazionale del libro e della Cultura.

Tre giorni da venerdì 5 a domenica 7 maggio 2023  densi di eventi, laboratori ed incontri di approfondimento e dibattiti di poesia, arte, cinema, sport, scienza, innovazione e molto altro.

Lo scopo è quello di  avvicinare ragazzi e adulti al magnifico e formativo mondo della cultura e della lettura.

Qui il sito ufficiale dove troverete i giorni, gli orari, le modalità di accesso e i costi dei biglietti  dell'evento: https://www.cataniabookfestival.com/

Inoltre aggiungo una chicca ghiottissima: per la prima volta nella storia, il tour del Premio Strega inizierà in Sicilia grazie al Catania Book Festival!

La prima tappa nazionale del tour che porterà in giro per l’Italia i finalisti del Premio Strega 2023 si terrà venerdì 5 maggio all’interno della IV edizione del Catania Book Festival.
Tutto questo grazie allo staff organizzativo, a Lorena Spampinato e Mattia Insolia che discuteranno con i dodici finalisti alla loro prima uscita pubblica.


(Nelle foto: la locandina ufficiale dell'evento culturale e quella che vede per la prima volta nella storia, il tour del Premio Strega che inizierà in Sicilia grazie al Catania Book Festival)


sabato 18 marzo 2023

CONFERENZA DI ANTONINO CAUSI SU ALESSIO DI GIOVANNI PER L'ACCADEMIA DI LETTERE, ARTI E SCIENZE "RUGGERO II DI SICILIA" PALERMO

 



Carissimi amici vi invito a partecipare sabato 25 marzo 2023 alle ore 16.30 alla mia conferenza dal titolo "Alessio Di Giovanni, poeta della Valplatani, voce dei zolfatai e dei contadini siciliani".

L'evento culturale organizzato dall'Accademia di Lettere, Arti e Scienze "Ruggero II di Sicilia" si svolgerà a Palermo presso La Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli, in Via Terrasanta n. 82.

Vi aspetto numerosi!

( Nella foto: il poeta Alessio Di Giovanni)


martedì 24 gennaio 2023

AD ALTAVILLA MILICIA (PA) PRESENTAZIONE DELLA RACCOLTA POETICA "LA POESIA ARCOBALENO DI COLORI " DELLA POETESSA BEATRICE AMATO

 



Si presenterà venerdì 27 gennaio alle  ore 17.00 ad Altavilla Milicia presso il Complesso Calogero Zucchetto, la raccolta poetica  "La poesia arcobaleno di colori" della poetessa  Beatrice Amato .

Interverranno: Dott. Giuseppe Virga (Sindaco di Altavilla Milicia);

                        Dott.ssa Maria Rita Lazzara (Assessore alla Cultura  di Altavilla Milicia);

                        Dott. Antonino Causi (Relatore e Moderatore);

                        Dott. Angelo Abbate (Relatore e declamatore );

                        Dott. Salvatore  Trapani (Giornalista Italpress);

                        Cinzia Granà (Presidente Ass. Fidapa sez. Altavilla  Milicia);

                         Mariella Cirafici (Poetessa e declamatrice),

                         M° Francesco Maria Martorana (Chitarrista).

                                                     Ingresso libero.

A PALERMO PRESSO HOTEL JOLI' PRESENTAZIONE DI TESTI LIRICI : "Il MITO E LA POESIA" E "IL CANTO GRECO " DI GIOVANNI TERESI CON ELISA MAGURNO

 


Mercoledì 25 gennaio alle ore 16.30 a Palermo presso hotel Jolì in via Michele Amari n.11, per la serie i Salotti dell'Ottagono Letterario Giovanni Teresi ed Elisa Magurno presentano i testi lirici "Il mito e la poesia" e " Il Canto greco". Coordina il Presidente A.S.C.O.L. Giovanni Matta.

Ingresso libero.

(Nella foto la locandina dell'evento creata da Edoardo Dispensa con la collaborazione di Pietro Silano)


domenica 1 gennaio 2023

MESSAGGIO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA SERGIO MATTARELLA

 


Carissimi nell'augurare  un sereno Capodanno a tutti voi e alle votre famiglie,  come da consuetudine il primo post del 2023 è dedicato al messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. 

Ecco lo qui per esteso. 

Care concittadine e cari concittadini,

 

un anno addietro, rivolgendomi a voi in questa occasione, definivo i sette anni precedenti come impegnativi e complessi.

 

Lo è stato anche l’anno trascorso, così denso di eventi politici e istituzionali di rilievo.

 

L’elezione del Presidente della Repubblica, con la scelta del Parlamento e dei delegati delle Regioni che, in modo per me inatteso, mi impegna per un secondo mandato.

 

Lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni politiche, tenutesi, per la prima volta, in autunno.

 

Il chiaro risultato elettorale ha consentito la veloce nascita del nuovo governo, guidato, per la prima volta, da una donna.

 

È questa una novità di grande significato sociale e culturale, che era da tempo matura nel nostro Paese, oggi divenuta realtà.

 

Nell’arco di pochi anni si sono alternate al governo pressoché tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in diverse coalizioni parlamentari.

 

Quanto avvenuto le ha poste, tutte, in tempi diversi, di fronte alla necessità di misurarsi con le difficoltà del governare.

 

Riconoscere la complessità, esercitare la responsabilità delle scelte, confrontarsi con i limiti imposti da una realtà sempre più caratterizzata da fenomeni globali: dalla pandemia alla guerra, dalla crisi energetica a quella alimentare, dai cambiamenti climatici ai fenomeni migratori.

 

La concretezza della realtà ha così convocato ciascuno alla responsabilità.

 

Sollecita tutti ad applicarsi all’urgenza di problemi che attendono risposte.

 

La nostra democrazia si è dimostrata dunque, ancora una volta, una democrazia matura, compiuta, anche per questa esperienza, da tutti acquisita, di rappresentare e governare un grande Paese.

 

È questa consapevolezza, nel rispetto della dialettica tra maggioranza e opposizione, che induce a una comune visione del nostro sistema democratico, al rispetto di regole che non possono essere disattese, del ruolo di ciascuno nella vita politica della Repubblica.

 

Questo corrisponde allo spirito della Costituzione.

 

Domani, primo gennaio, sarà il settantacinquesimo anniversario della sua entrata in vigore.

 

La Costituzione resta la nostra bussola, il suo rispetto il nostro primario dovere; anche il mio. 

 

Siamo in attesa di accogliere il nuovo anno ma anche in queste ore il pensiero non riesce a distogliersi dalla guerra che sta insanguinando il nostro Continente.

 

Il 2022 è stato l’anno della folle guerra scatenata dalla Federazione russa. La risposta dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente è stata un pieno sostegno al Paese aggredito e al popolo ucraino, il quale con coraggio sta difendendo la propria libertà e i propri diritti.

 

Se questo è stato l’anno della guerra, dobbiamo concentrare gli sforzi affinché il 2023 sia l’anno della fine delle ostilità, del silenzio delle armi, del fermarsi di questa disumana scia di sangue, di morti, di sofferenze.

 

La pace è parte fondativa dell’identità europea e, fin dall’inizio del conflitto, l’Europa cerca spiragli per raggiungerla nella giustizia e nella libertà.

 

Alla pace esorta costantemente Papa Francesco, cui rivolgo, con grande affetto, un saluto riconoscente, esprimendogli il sentito cordoglio dell’Italia per la morte del Papa emerito Benedetto XVI.

 

Si prova profonda tristezza per le tante vite umane perdute e perché, ogni giorno, vengono distrutte case, ospedali, scuole, teatri, trasformando città e paesi in un cumulo di rovine.  Vengono bruciate, per armamenti, immani quantità di risorse finanziarie che, se destinate alla fame nel mondo, alla lotta alle malattie o alla povertà, sarebbero di sollievo per l’umanità.

 

Di questi ulteriori gravi danni, la responsabilità ricade interamente su chi ha aggredito e non su chi si difende o su chi lo aiuta a difendersi.

 

Pensiamoci: se l’aggressione avesse successo, altre la seguirebbero, con altre guerre, dai confini imprevedibili.

 

Non ci rassegniamo a questo presente.

 

Il futuro non può essere questo.

 

La speranza di pace è fondata anche sul rifiuto di una visione che fa tornare indietro la storia, di un oscurantismo fuori dal tempo e dalla ragione. Si basa soprattutto sulla forza della libertà. Sulla volontà di affermare la civiltà dei diritti.

 

Qualcosa che è radicato nel cuore delle donne e degli uomini. Ancor più forte nelle nuove generazioni.

 

Lo testimoniano le giovani dell’Iran, con il loro coraggio. Le donne afghane che lottano per la loro libertà. Quei ragazzi russi, che sfidano la repressione per dire il loro no alla guerra. 

 

Gli ultimi anni sono stati duri. Ciò che abbiamo vissuto ha provocato o ha aggravato tensioni sociali, fratture, povertà.

 

Dal Covid - purtroppo non ancora sconfitto definitivamente – abbiamo tratto insegnamenti da non dimenticare.

 

Abbiamo compreso che la scienza, le istituzioni civili, la solidarietà concreta sono risorse preziose di una comunità, e tanto più sono efficaci quanto più sono capaci di integrarsi, di sostenersi a vicenda. Quanto più producono fiducia e responsabilità nelle persone.

 

Occorre operare affinché quel presidio insostituibile di unità del Paese rappresentato dal Servizio sanitario nazionale si rafforzi, ponendo sempre più al centro la persona e i suoi bisogni concreti, nel territorio in cui vive.

 

So bene quanti italiani affrontano questi mesi con grandi preoccupazioni. L’inflazione, i costi dell’energia, le difficoltà di tante famiglie e imprese, l’aumento della povertà e del bisogno.

 

La carenza di lavoro sottrae diritti e dignità: ancora troppo alto è il prezzo che paghiamo alla disoccupazione e alla precarietà.

 

Allarma soprattutto la condizione di tanti ragazzi in difficoltà. La povertà minorile, dall’inizio della crisi globale del 2008 a oggi, è quadruplicata.

 

Le differenze legate a fattori sociali, economici, organizzativi, sanitari tra i diversi territori del nostro Paese – tra Nord e Meridione, per le isole minori, per le zone interne - creano ingiustizie, feriscono il diritto all’uguaglianza.

 

Ci guida ancora la Costituzione, laddove prescrive che la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che ledono i diritti delle persone, la loro piena realizzazione. Senza distinzioni.

 

La Repubblica siamo tutti noi. Insieme.

 

Lo Stato nelle sue articolazioni, le Regioni, i Comuni, le Province. Le istituzioni, il Governo, il Parlamento. Le donne e gli uomini che lavorano nella pubblica amministrazione. I corpi intermedi, le associazioni. La vitalità del terzo settore, la generosità del volontariato.

 

La Repubblica – la nostra Patria – è costituita dalle donne e dagli uomini che si impegnano per le loro famiglie.

 

La Repubblica è nel senso civico di chi paga le imposte perché questo serve a far funzionare l’Italia e quindi al bene comune.

 

La Repubblica è nel sacrificio di chi, indossando una divisa, rischia per garantire la sicurezza di tutti. In Italia come in tante missioni internazionali.

 

La Repubblica è nella fatica di chi lavora e nell’ansia di chi cerca il lavoro. Nell’impegno di chi studia. Nello spirito di solidarietà di chi si cura del prossimo. Nell’iniziativa di chi fa impresa e crea occupazione.

 

Rimuovere gli ostacoli è un impegno da condividere, che richiede unità di intenti, coesione, forza morale.

 

È grazie a tutto questo che l’Italia ha resistito e ha ottenuto risultati che inducono alla fiducia.

 

La nostra capacità di reagire alla crisi generata dalla pandemia è dimostrata dall’importante crescita economica che si è avuta nel 2021 e nel 2022. 

 

Le nostre imprese, a ogni livello, sono state in grado, appena possibile, di ripartire con slancio: hanno avuto la forza di reagire e, spesso, di rinnovarsi.

 

Le esportazioni dei nostri prodotti hanno tenuto e sono anzi aumentate.

 

L’Italia è tornata in brevissimo tempo a essere meta di migliaia di persone da ogni parte del mondo. La bellezza dei nostri luoghi e della nostra natura ha ripreso a esercitare una formidabile capacità attrattiva.

 

Dunque ci sono ragioni concrete che nutrono la nostra speranza ma è necessario uno sguardo d’orizzonte, una visione del futuro.

 

Pensiamo alle nuove tecnologie, ai risultati straordinari della ricerca scientifica, della medicina, alle nuove frontiere dello spazio, alle esplorazioni sottomarine. Scenari impensabili fino a pochi anni fa e ora davanti a noi.

 

Sfide globali, sempre.

 

Perché è la modernità, con il suo continuo cambiamento, a essere globale.

 

Ed è in questo scenario, per larghi versi inedito, che misuriamo il valore e l’attualità delle nostre scelte strategiche: l’Europa, la scelta occidentale, le nostre alleanze. La nostra primaria responsabilità nell’area che definiamo Mediterraneo allargato. Il nostro rapporto privilegiato con l’Africa.

 

Dobbiamo stare dentro il nostro tempo, non in quello passato, con intelligenza e passione.

 

Per farlo dobbiamo cambiare lo sguardo con cui interpretiamo la realtà. Dobbiamo imparare a leggere il presente con gli occhi di domani.

 

Pensare di rigettare il cambiamento, di rinunciare alla modernità non è soltanto un errore: è anche un’illusione. Il cambiamento va guidato, l’innovazione va interpretata per migliorare la nostra condizione di vita, ma non può essere rimossa.

 

La sfida, piuttosto, è progettare il domani con coraggio.

 

Mettere al sicuro il pianeta, e quindi il nostro futuro, il futuro dell’umanità, significa affrontare anzitutto con concretezza la questione della transizione energetica.

 

L’energia è ciò che permette alle nostre società di vivere e progredire. Il complesso lavoro che occorre per passare dalle fonti tradizionali, inquinanti e dannose per salute e ambiente, alle energie rinnovabili, rappresenta la nuova frontiera dei nostri sistemi economici.

 

Non è un caso se su questi temi, e in particolare per l’affermazione di una nuova cultura ecologista, registriamo la mobilitazione e la partecipazione da parte di tanti giovani.

 

L’altro cambiamento che stiamo vivendo, e di cui probabilmente fatichiamo tuttora a comprendere la portata, riguarda la trasformazione digitale.

 

L’uso delle tecnologie digitali ha già modificato le nostre vite, le nostre abitudini e probabilmente i modi di pensare e vivere le relazioni interpersonali. Le nuove generazioni vivono già pienamente questa nuova dimensione.

 

La quantità e la qualità dei dati, la loro velocità possono essere elementi posti al servizio della crescita delle persone e delle comunità. Possono consentire di superare arretratezze e divari, semplificare la vita dei cittadini e modernizzare la nostra società.

 

Occorre compiere scelte adeguate, promuovendo una cultura digitale che garantisca le libertà dei cittadini.

 

Il terzo grande investimento sul futuro è quello sulla scuola, l’università, la ricerca scientifica. E’ lì che prepariamo i protagonisti del mondo di domani. Lì che formiamo le ragazze e i ragazzi che dovranno misurarsi con la complessità di quei fenomeni globali che richiederanno competenze adeguate, che oggi non sempre riusciamo a garantire.

 

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza spinge l’Italia verso questi traguardi. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione.

 

Lo dobbiamo ai nostri giovani e al loro futuro.

 

Parlando dei giovani vorrei – per un momento - rivolgermi direttamente a loro:

 

siamo tutti colpiti dalla tragedia dei tanti morti sulle strade.

 

Troppi ragazzi perdono la vita di notte per incidenti d’auto, a causa della velocità, della leggerezza, del consumo di alcol o di stupefacenti.

 

Quando guidate avete nelle vostre mani la vostra vita e quella degli altri. Non distruggetela per un momento di imprudenza.

 

Non cancellate il vostro futuro.

 

 

 

Care concittadine e cari concittadini,

 

guardiamo al domani con uno sguardo nuovo. Guardiamo al domani con gli occhi dei giovani. Guardiamo i loro volti, raccogliamo le loro speranze. Facciamole nostre.

 

Facciamo sì che il futuro delle giovani generazioni non sia soltanto quel che resta del presente ma sia il frutto di un esercizio di coscienza da parte nostra. Sfuggendo la pretesa di scegliere per loro, di condizionarne il percorso.

 

La Repubblica vive della partecipazione di tutti.

 

È questo il senso della libertà garantita dalla nostra democrazia.

 

È anzitutto questa la ragione per cui abbiamo fiducia.

 

Auguri !



Il Presidente della Repubblica Italiana    

Sergio Mattarella    


 

 




mercoledì 28 dicembre 2022

UN AUTORE, UN LIBRO ( 50 ) : ALESSANDRA SELMI - AL DI QUA DEL FIUME . IL SOGNO DELLA FAMIGLIA CRESPI

 



Alessandra Selmi è una scrittrice ed editor italiana. Ha collaborato come editor con diverse case editrici, e` titolare dell’agenzia letteraria Lorem Ipsum, dove si occupa di scouting ed editing, insegna Scrittura editoriale nell’ambito dei master dell’Universita` Cattolica di Milano. Dalla sua esperienza sono nati i libri E così vuoi lavorare nell’editoria. I dolori di un giovane editor (Editrice Bibliografica, 2014) e Come pubblicare un giallo senza ammazzare l'editore (Editrice Bibliografica 2016). La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon è il suo primo romanzo, edito da Baldini e Castoldi nel 2015, cui sono seguiti Le origini del potere. La saga di Giulio II, il papa guerriero (2020) e Al di qua del fiume. Il sogno della famiglia Crespi (2022) entrambi pubblicati da Nord. 

Al di qua del fiume.Il sogno della famiglia Crespi è ambientato in un  solo  triangolo di terra delimitato dal fiume Adda, lo si può abbracciare con uno sguardo. Ma, nel 1877, agli occhi di Cristoforo Crespi rappresenta il futuro. Lui, figlio di un tengitt, di un tintore, lì farà sorgere un cotonificio all'avanguardia e, soprattutto, un villaggio per gli operai come mai si è visto in Italia, con la sua chiesa, la sua scuola, case accoglienti con giardino. Si giocherà tutto quello che ha, Cristoforo, per realizzare quel sogno. I soldi, la reputazione e anche il rapporto col fratello Benigno, ammaliato dalle sirene della nobiltà di Milano e dal prestigio di possedere un giornale. Per Cristoforo, invece, ciò che conta è produrre qualcosa di concreto e cambiare in meglio la vita dei suoi operai. E la vita della giovane Emilia cambia il giorno in cui si trasferisce nel nuovo villaggio. Figlia di uno dei più fedeli operai dei Crespi, e con una madre tormentata da cupe premonizioni del futuro, Emilia è spettatrice della creazione di un mondo autosufficiente al di qua del fiume, e la sua esistenza, nel corso degli anni, si legherà ineluttabilmente a quella degli altri abitanti di Crespi d'Adda. Come la famiglia Malberti, l'anima nera del villaggio, o gli Agazzi, idealisti e ribelli. Con loro, Emilia vive i piccoli e grandi stravolgimenti di quel microcosmo e affronta le tempeste della Storia: i moti per il pane del 1898, la prima guerra mondiale, le sollevazioni operaie… Tuttavia il destino farà incrociare la sua strada anche con quella di Silvio Crespi, erede dell'azienda e della visione del padre Cristoforo. Nonostante l'abisso sociale che li divide, tra i due s'instaura un rapporto speciale che resisterà nel tempo, e sarà Emilia il sostegno di Silvio nel momento in cui i Crespi – forse diventati troppo ricchi, troppo orgogliosi, troppo arroganti – rischieranno di perdere tutto. Fino all'avvento del fascismo, quando il villaggio Crespi, come il resto del Paese, non sarà più lo stesso.

(Nelle foto: L'autrice Alessandra Selmi e la copertina del romanzo Al di qua del fiume. Il sogno della famiglia Crespi).