mercoledì 24 maggio 2017

A GIBELLINA (TP) PERCORSI CULTURALI DI POESIA, MUSICA, PITTURA E ARTE VARIA"



Domenica 28 maggio alle ore 16.30 a Gibellina (TP) presso l'Aula Consiliare del Comune di Gibellina si svolgerà la manifestazione culturale dal titolo" PERCORSI CULTURALI DI POESIA, MUSICA, PITTURA E ARTE VARIA". Organizzazione e presentazione a  cura della Presidente F.I.D.A.P.A- B.P.W. Italy sezione di Gibellina Avv. Francesca Barbiera, Alba Pagano e Calogero Cangelosi.

Ingresso libero.

venerdì 19 maggio 2017

A PARTINICO SI PRESENTA "SOLE DENTRO" SILLOGE POETICA DI MARIA ANTONIETTA SANSALONE








Lunedì 22 maggio 2017 alle ore 17.00, presso il Teatro Gianì in Via Bellini 3 a Partinico (PA), sarà presentato il libro (silloge di poesie) di Maria Antonietta Sansalone “Sole dentro” Edizioni Depranum Trapani. 

Interverranno il prefatore Gino Adamo (poeta, scrittore e Presidente dell’ANMIL di Trapani), il postfatore Luigi Lombardo (Segretario Regionale SIAP Sicilia), l’editore Nino Barone (poeta e scrittore), la pittrice Evelin Costa, la poetessa Maria Antonietta Sansalone.
Modererà l’incontro la prof. Cenzina Oliveri Torres
Lettrice: Marisa Palermo
Intermezzi musicali del TRIO MUSIC IN THE NIGHT 

“Il creato, il cielo, le schiumose onde… si fanno culla di speranza e muti testimoni, mentre una leggera e a volte frenetica danza di voc...i diluisce il sé in fiumi d’immagini dai vividi colori o trascina nella sua piena rovinosa.”
Maria Antonietta Sansalone è nata a Partinico e vive a Trappeto, in provincia di Palermo. Docente, pedagogista abilitata in psicologia, storia e filosofia e specializzata in E-learning, ha operato per un decennio come supervisore e formatrice presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Palermo. Ha progettato e coordinato progetti europei di carattere sociale e pubblicato scritti di saggistica.
In questi ultimi anni ha ottenuto importanti e numerosi riconoscimenti in molti Concorsi Nazionali ed Internazionali di Poesia.
Gli scritti di questa sua prima silloge poetica, “Sole dentro”, si avviluppano attorno a temi cardine, in un continuo relazionarsi con la natura, l’amore, gli accadimenti sociali vissuti da lei, quale attenta ed empatica osservatrice del suo tempo. 
In questa raccolta le sue diverse poesie riecheggiano riflessioni introspettive che si accompagnano a percorsi di rinascita; rendono tangibile il sapore del quotidiano; inneggiano all’amore in tutte le sue sfumature e ad accenni di sensualità; rievocano, ancora, grida d’angoscia, dichiarate fragilità, tracce di mistero affidate al vento, voci zittite sul nascere, canti di capinere ingabbiate alle quali viene negato il rosseggiare dei tramonti.

(Nelle foto l'invito dell'evento e la poetessa Maria Antonietta Sansalone).

UN MUSEO A CIELO APERTO: NOTTE DEI MUSEI ALLA TORRE DI SAN NICOLO' A PALERMO



Sabato 20 maggio dalle ore 18.00 alle 23.59, in occasione della Notte Europea dei Musei, sono previste in tutta Europa aperture notturne, per vivere l’atmosfera suggestiva delle visite serali dei musei.

Per rendere omaggio a questa stupenda notte di primavera, durante la quale sotto le stelle migliaia di amanti della cultura passeggeranno nella bellezza di questa nostra città, le dedichiamo Un museo a cielo aperto: Notte dei Musei sulla Torre di San Nicolò
Ammireremo le stelle e il pan...orama che ci concede la vista dalla terrazza della Torre di San Nicolò.


Il ticket si riferisce al costo del biglietto della visita assistita alla Torre fino alla terrazza, dalla quale sarà possibile ammirare il panorama notturno sul centro storico di Palermo.

Torre di San Nicolò di Bari all’Albergheria del XIII sec. (certificato di eccellenza Trip Advisor 2016)
Attaccata alla chiesa sorge una slanciata costruzione quadrangolare con conci ben squadrati, si tratta della trecentesca torre civica facente parte del sistema difensivo della città. Fatta edificare dalla universitas palermitana per difendere le mura del “Cassaro”, non faceva parte delle strutture della chiesa ma risultava svincolata ed isolata. “Torre d’eccellenza”, forse la più alta di Palermo, perduto il significato di difesa, se ne volle ingentilire e perdere il suo austero aspetto, applicandole al secondo livello delle bifore arricchite da una cornice d’intarsi.
La torre, articolata in quattro livelli, è stata edificata con pietrame a grossi conci, utilizzando massi tufacei squadrati, che le conferiscono una linea rigorosa ed severa.

In occasione della notte dei Musei, saranno aperti, a cura di TERRADAMARE anche

● La Casa Museo Stanze al Genio, con l’evento La notte dei Musei nella casa museo Stanze al Genio: → www.facebook.com/events/281553672254683

● Il Museo Palazzo Asmundo, con l'evento La notte dei Musei al Museo Palazzo Asmundo → www.facebook.com/events/223006524855284

Visita serale della Torre medievale di San Nicolò
via Nunzio Nasi, 18 – Palermo ticket: € 3
sabato 20 maggio 2017
Orari: dalle 18 a mezzanotte. Ultimo ingresso ore 23
infoline: 329.8765958 | eventi@terradamare.org | www.terradamare.org/infoline

SUONI SULLA PELLE: RECITAL DI POESIE DI GIOVANNA FILECCIA





Sabato 27 maggio dalle ore 17.15 presso la galleria d'arte Labirinti Ideali, via Palermo 76, Terrasini (Pa), va in scena il recital SUONI SULLA PELLE di Giovanna Fileccia.

Musiche del chitarrista e compositore Giuseppe Andolina.

Ingresso libero

Le poesie recitate sono tratte dai libri dell’autrice editi da Edizioni Simposium: “Sillabe nel Vento” e “La Giostra dorata del Ragno che tesse”.

Recitano con Giovanna:
Francesco Ferrante
Cristina Cucinella
Francesco Billeci
Veronica G. Billone
Cristina Nashed

L'autrice esporrà alcune sue opere tridimensionali di Poesia sculturata.

Si ringraziano i due sponsor che sostengono questo evento:
"GRAFICHE  GIESSE" di Maurizio Sucameli  che ha contribuito con la stampa di locandine e brochure;
"SEGUI  LA  GIRAFFA" di Leo Di Mercurio che ha contribuito con una sorpresa artistica…

Prossimo appuntamento con Giovanna Fileccia: Domenica 18 giugno 2017, alle ore 19.30, l’autrice presenterà “La Giostra dorata del Ragno che tesse” presso Punta Spalmatore nell’ambito della rassegna culturale “Villaggio Letterario di Ustica”.
 

Maggiori informazioni sul sito di Giovanna Fileccia: "Io e il Tutto che mi attornia":

Ingresso libero.

(Nelle foto la poetessa e scrittrice GIOVANNA FILECCIA e la locandina dell'evento).


domenica 7 maggio 2017

TV 70 FRANCESCO VEZZOLI GUARDA LA RAI : UNA MOSTRA SULLA RAI ANNI '70 A MILANO ALLA FONDAZIONE PRADA





Dal 9 Maggio al  24 Settembre 2017  la Fondazione Prada ospiterà nella sua sede di Milano la mostra “TV 70: Francesco Vezzoli guarda la Rai” è un progetto concepito dall’artista Francesco Vezzoli e sviluppato in collaborazione con la Rai. Tra esperienza individuale e mitologie collettive, l’esposizione traduce lo sguardo di Vezzoli in una forma visiva che esplora la produzione televisiva degli anni Settanta.

La TV pubblica italiana è osservata dall’artista come una forza di cambiamento sociale e politico, in un paese sospeso tra la radicalità degli anni Sessanta e l’edonismo degli anni Ottanta, e come una potente macchina di produzione culturale e identitaria. 

Durante quel decennio la Rai ripensa il proprio ruolo pedagogico e si contraddistingue per l’alto livello culturale dei suoi prodotti, come le collaborazioni con i registi Bernardo Bertolucci, Federico Fellini, Paolo e Vittorio Taviani.

Divisa tra austerità formale e carica innovativa, la televisione amplifica lo sviluppo dell’immaginario collettivo in una pluralità di prospettive, anticipando le modalità di racconto tipiche della TV commerciale del decennio seguente. 

Diventa un medium specifico e i suoi programmi subiscono una progressiva mutazione: dalla cultura transitano nell’informazione e infine nella comunicazione.

Come spiega Francesco Vezzoli: “con questo progetto ho voluto realizzare un percorso rischioso e denso, duro quando l’argomento lo richiede, ma anche divertente e surreale. 

Un’indagine vera sul costume contemporaneo e sulle sue radici, ma con un senso critico sull’oggi.

 La televisione degli anni Settanta produceva riti e, di conseguenza, miti assoluti e duraturi che ancora oggi, riproposti in questa mostra, possono ispirare scelte non convenzionali”.

“TV 70”, realizzata con il supporto curatoriale di Cristiana Perrella, è concepita come una sequenza di associazioni visive e semantiche che prende forma all’interno della Fondazione Prada negli spazi della galleria Nord, del Podium e della galleria Sud. 

Il percorso espositivo ideato da M/M (Paris) – Mathias Augustyniak e Michael Amzalag – si basa sull’incontro tra dimensione spaziale e temporale in un palinsesto allestitivo che combina, nell’alternanza tra luce e buio, le tradizionali condizioni espositive di un museo con il passaggio sullo schermo dell’immagine in movimento.

 La successione di documenti immateriali provenienti dagli archivi delle Teche Rai accostati alla materialità di dipinti, sculture e installazioni – selezionati con la consulenza scientifica di Massimo Bernardini e Marco Senaldi – si articola in tre sezioni distinte e affronta le relazioni della televisione pubblica italiana con l’arte, la politica e l’intrattenimento.

“TV 70” si conclude all’interno del Cinema della Fondazione Prada con una nuova opera di Francesco Vezzoli “Trilogia della Rai” (2017), costituita da un montaggio di estratti televisivi. Inserendo le icone che hanno segnato la sua infanzia e adolescenza all’interno del flusso televisivo che ingloba generi e registri diversi, l’artista trasforma i filmati d’archivio in una materia viva e la memoria intima e personale in una narrazione condivisa. 

Combina in un palinsesto serrato le tracce di contraddizioni e aspirazioni di un paese che si riflette nella sua produzione mediatica.

Nel Cinema è esposta anche l’installazione di Gianni Pettena Applausi (1968), un invito ironico rivolto al visitatore che vive la doppia e ambigua condizione di spettatore televisivo e pubblico di una mostra d’arte.

Nel corso della mostra saranno organizzate alcune maratone che proporranno integralmente dei programmi che hanno sperimentato nuove modalità di racconto televisivo: dal documentario d’autore al varietà femminile, dallo sceneggiato di genere al teatro d’avanguardia.

Il pubblico contemporaneo potrà constatare come la carica innovativa e le capacità di intrattenimento e approfondimento di queste produzioni Rai siano rimaste intatte a quarant’anni di distanza e siano in grado di innescare una stimolante dialettica tra passato e presente.

La mostra “TV 70: Francesco Vezzoli guarda la Rai” sarà completata da una pubblicazione illustrata edita da Fondazione Prada che includerà testi di teorici e critici d’arte, di studiosi e professionisti della televisione in ambito sia italiano che internazionale (Maria Pia Ammirati, Lucia Annunziata, Massimo Bernardini, Klaus Biesenbach, Nicolas Bourriaud, Simon Castets, Germano Celant, Carolyn Christov-Bakargiev, Nicholas Cullinan, Carlo Freccero, Flavia Frigeri, Lauren Mackler, Hans Ulrich Obrist, Cecilia Penati, Raffaella Perna, Cristiana Perrella, Letizia Ragaglia, Marco Senaldi, Lynn B. Spiegel, Linda Yablonsky) sui temi del progetto.



sabato 6 maggio 2017

"LA LINGUA BATTE DOVE IL DIALETTO DUOLE"EVENTO CULTURALE DEL POETA PIPPO PAPPALARDO ALL'HOTEL JOLI' DI PALERMO





Giovedì 25 maggio alle ore 16.30 a Palermo all'Hotel Jolì in via Michele Amari n. 11, il poeta Pippo Pappalardo  ci parlerà dei condizionamenti che la lingua italiana ha esercitato sul dialetto siciliano, sul suo lessico e sulla sua morfosintassi.

Inoltre si farà il punto sullo stato attuale del dialetto e su cosa ci riserva il futuro.

L'evento culturale è organizzato dall'Associazione Socio - Culturale "Ottagono Letterario" presieduta da GIOVANNA MATTA e sarà occasione per scoprire e approfondire le conoscenze e le curiosità di questo fantastico dialetto.

Vi invito a partecipare numerosi, ne vale la pena!

domenica 30 aprile 2017

LIII CICLO DI SPETTACOLI CLASSICI TEATRO GRECO DI SIRACUSA EDIZIONE 2017



Grandi nomi del teatro e dello spettacolo per il cinquantatreesimo ciclo di spettacoli classici al Teatro greco di Siracusa.

 Il Festival 2017, con la direzione artistica di Roberto Andò vedrà in scena dal 6 maggio al 25 giugno le tragedie Sette contro Tebe di Eschilo con la regia di Marco Baliani, Fenicie di Euripide diretta da Valerio Binasco e dal 29 giugno al 9 luglio la commedia Rane di Aristofane con la regia di Giorgio Barberio Corsetti.

I tre registi saranno chiamati a condurre altrettanti grandi nomi dello spettacolo creando così un connubio tra qualità degli spettacoli e popolarità degli artisti che fa del ciclo di rappresentazioni classiche a Siracusa il festival con il maggior numero di spettatori in Italia.

Sette contro Tebe vedrà in scena Marco Foschi nei panni di Eteocle, Anna Della Rosa (Antigone), Gianni Salvo (aedo), Aldo Ottobrino che interpreterà sia l’araldo sia il messaggero e i danzatori Massimiliano Frascà e Liber Dorizzi. Fenicie vedrà invece le interpretazioni di Guido Caprino (Eteocle), Gianmaria Martini (Polinice), Isa Danieli (Giocasta), Giordana Faggiano (Antigone), Michele Di Mauro (Creonte), Alarico Salaroli (Tiresia), Simone Luglio (pedagogo), Matteo Francomano (Meneceo), Massimo Cagnina (araldo), Yamanuchi Hal (Edipo), Simonetta Cartia (prima corifea) e la pianista Eugenia Tamburri. La commedia Rane avrà invece tra i protagonisti Valentino Picone (Xantia), Salvatore Ficarra (Dioniso), Roberto Salemi (Eracle), Dario Iubatti che interpreterà un morto, un servo e Plutone, Giovanni Prosperi (Caronte), Gabriele Portoghese (corifeo), Francesco Russo (Eaco), Francesca Ciocchetti (ostessa), Valeria Almerighi (Platane), Gabriele Benedetti (Euripide), Roberto Rustioni (Eschilo). In tutti e tre gli spettacoli, il coro sarà formato dagli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico.

210 A.C. LA CONQUISTA DI AKRAGAS, UN EVENTO PER VIVERE LA STORIA!



Sabato 6 e domenica 7 maggio al Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento  si svolgerà l'evento “210 a.c. la conquista di Akragas”, sarà un tuffo nel passato e nella storia dal ventunesimo secolo fino al terzo secolo a.c. per rivivere l’atmosfera di Akragas quando la città era contesa tra i romani e cartaginesi.


Un progetto che  nasce  grazie al lavoro dell’associazione culturale PastActivity, sviluppato 

nell’ ambito del progetto “Con le Mani nel Passato”. 


Girando tra le tende dell’accampamento sarà possibile assistere alla tessitura a telaio, conoscere gli strumenti della medicina romana, ammirare le perle di pasta vitrea prodotte dai Cartaginesi.

Si scopriranno le ricette della cucina romana oppure osservare le stoviglie che utilizzavano, assistere a scene di allenamento militare e di battaglia e molto altro, per immergersi nella storia e riscoprirne odori, suoni e colori.

Ideatori del progetto sono due archeologi siciliani, fondatori dell’associazione: Laura Danile e Giovanni Virruso, insieme all’archeologa Claudia Speciale, un gruppo di studenti e giovani universitari hanno collaborato per l’intera organizzazione delle attività. Con il patrocinio del Comune di Agrigento, l'evento è sotto la direzione artistica di Andrea Moretti moroeventi.com e vede la partecipazione delle associazioni: Mos Maiorum, S.P.Q.R, Simmachia Ellenon, EVROPA ANTIQVA. 



Il nostro primo progetto prevede l’organizzazione di un evento di archeologia didattica e rievocazione storica nell’incantevole contesto della Valle dei Templi di Agrigento.

La partecipazione è gratuita. Gradita la prenotazione.

Team: Candida Cipolla, Elisa Contino, Claudia De Giorgi, Emanuele Giunta, Fabrizio Lo Faro, Alessandra Maganuco, Lidia Matano, Iolanda Mignosi, Mattia Parrino.

Collaboratori: Maria Simonaro, Alessia Ballaccomo, Paola Ciaravella, Viviana Agnello.

Comunicazione e grafica: Daniela Frenna

Ufficio Stampa: Claudia Giocondo CMC Studio

Fotoreporter: Alessandra Falzone photo

Direzione artistica: Andrea Moretti moroeventi.com

Progetto Giovani protagonisti di sé e del territorio (CreAZIONI giovani)” promosso dall’Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro della Regione Siciliana, linea di intervento 1, Giovani Talenti.

UN AUTORE, UN LIBRO ( 42 ) : ANTONELLA LATTANZI - UNA STORIA NERA








ANTONELLA LATTANZI è nata a Bari nel 1979. Vive a Roma. Ha debuttato con il libro "Devozione", Einaudi- Stile libero, 2010.


Nel 2013 pubblica "Prima che tu mi tradisca", Einaudi .



Ha collaborato al programma televisivo "Le invasioni barbariche". Per il cinema la Lattanzi ha scritto la sceneggiatura di "Fiore" del regista  Claudio Giovannesi.



Ultimo libro pubblicato è "Una storia nera", Mondadori, 2017.


Si tratta  di un giallo, di una storia d'amore noir. Vito Semeraro scompare nel nulla, il giorno dopo la festa di compleanno della figlia minore.

Vito si è separato da tempo dalla moglie Carla. La piccola Mara, il giorno del suo terzo compleanno si sveglia chiedendo di papà . Carla per renderla felice, lo invita a cena. In realtà, anche lei in fondo ha voglia di rivedere Vito. Sono stati insieme per tutta la vita, da quando lei era una bambina. Vito però è un marito geloso, violento e capace di picchiarla per un sorriso al tabaccaio, per un vestito troppo corto. "Può mai davvero finire un amore così? Anche così tremendo, così triste".

A due anni dal divorzio, la famiglia si riunisce per una sera. Vito, Carla, Mara e i due figli più grandi, Nicola e Rosa. I regali, la torta, lo spumante: la festa va sorprendentemente liscia. Ma nelle ore a seguire di Vito si perdono le tracce.

Carla e i ragazzi lo cercano disperatamente e non sono gli unici, perché un'altra figlia, una famiglia clandestina che da sempre relega in secondo piano.

Ma anche dei colleghi che lo stimano e soprattutto, una sorella e un padre potenti giù a Massafra, in Puglia, i cui amici si danno da fare per scoprire la verità a modo loro.

Sarà la polizia a trovarla, una verità. Alla giustizia verrà affidato il compito di accertarla.
Ma in questi casi può davvero esistere una sola e chiara verità?

Vi lascio con questo interrogativo...  

( Nelle foto l'autrice Antonella Lattanzi e la copertina del libro ).


venerdì 28 aprile 2017

SEMINARIO "GERARCHIE CINEMATOGRAFICHE: SPUNTI ESTETICI E SOCIOLOGICI" A PALERMO







Il 5 maggio 2017 la Fondazione Ignazio Buttitta e la Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale dell’Università di Palermo organizzano il seminario “Gerarchie cinematografiche: spunti estetici e sociologici”

Il seminario, curato da Ignazio Buttitta, Alessio Arena e Massimo Bonura, si terrà presso la Scuola delle Scienze Umane e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Palermo (viale delle Scienze) edificio 15 aula 111 a partire dalle ore 14.00.

Studiosi, docenti, ricercatori si incontrano per indagare e studiare i rapporti culturali che definiscono un film come b-movie, tema che incuriosisce e che offre spunti di riflessione in ambito filosofico estetico e in ambito sociologico. Il seminario si presenta dunque come una opportunità nella riconsiderazione di certi film e cliché cinematografici. 

Intervengono, oltre ai curatori, Anna Fici, Gero Armato, Gennaro Schembri, Enrico Lo Coco, Vincenzo Roberto Imperia.

Ingresso libero.

(In alto logo e programma dell'evento).

A TRAPANI SI PRESENTA IL VOLUME DI DOMENICO LI MULI "ECO DI PENSIERI" CON UNA RELAZIONE DEL POETA MARCO SCALABRINO





Sabato 29 aprile alle ore 18.00  presso la Sede dell'Associazione per la Tutela delle Tradizioni Popolari del Trapanese, in via Vespri n. 32 a Trapani, sarà presentato il volume "ECO DI PENSIERI" di DOMENICO LI MULI , edizioni Di Caro. 

Introduzione di Salvatore Valenti - Presidente dell'Associazione A.T.T.P.T. ;

Relazione a cura del poeta e traduttore MARCO SCALABRINO; 

Letture di ALBERTO NOTO.

Ingresso libero.

(In alto la locandina dell'evento ).

martedì 25 aprile 2017

XIX PREMIO INTERNAZIONALE UNIVERSO DONNA 2017






Lunedì 8 maggio ore 20.30  al Teatro Orione di Palermo  in via Don Orione n.5 si svolgerà la XIX edizione del PREMIO INTERNAZIONALE UNIVERSO DONNA 2017.

Tante le personalità che parteciperanno e  e che verranno premiate . Tutti i protagonisti sono descritti nelle foto in alto.

L'Accademia di Sicilia, nel quadro delle sue iniziative istituzionali, ha fondato un premio da attribuire annualmente ad insigni personalità dell’universo femminile che, si sono particolarmente distinte ciascuna nel proprio settore, contribuendo cosi allo sviluppo sociale, economico e culturale del nostro Paese.
 
Scopo dell’iniziativa è quello di valorizzare la figura della donna in tutte le sue accezioni, evidenziandone il ruolo di madre, di sposa, di compagna e di lavoratrice che da sempre svolge con sacrificio, saggezza, umiltà e intelligenza, e spesse volte, con migliori risultati dell’opera incontrastata ed egemone dell’uomo.

Ingresso gratuito.

ARTICOLANDO ( 8 ) : DUE ELABORATI DEL POETA DIALETTALE E TRADUTTORE MARCO SCALABRINO DAL TITOLO " U PRINCIPINU" e "CALLIMACO"






Articolando 



Articolando, e' una nuova rubrica, nasce per dar voce a tutti gli amanti della poesia, dell'arte, della storia,  della pittura, della critica letteraria attraverso recensioni, relazioni e articoli strettamente culturali. Chiunque volesse pubblicare può farlo mandando i propri scritti all'indirizzo di posta elettronica tonycausi@alice.it  grazie!

In questo n.8  ritroviamo il  bravo poeta dialettale, valente e originale traduttore e scrittore, si tratta di Marco Scalabrino con due elaborati : uno dal titolo "U principinu" e l'altro "Callimaco". 

Buona lettura a tutti voi !


Mario Gallo

u principinu


di Marco Scalabrino


Che c’entri la globalizzazione (?!) ci colpisce che questo volume, pubblicato in settecento copie col patrocinio della Regione Siciliana, dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Fondazione Ignazio Buttitta di Palermo, sia stato stampato in Germania, dalle Edition Tintenfass.
Non i contenuti e le forme de le petit prince, né i contenuti e le forme della versione in lingua italiana a noi più vicina saranno all’attenzione di questa breve testimonianza, quanto piuttosto i temi e soprattutto gli esiti di questa ennesima versione. Come non mai possiamo affermare ennesima versione, giacché le petit prince, che ci risulti, è stato tradotto ad oggi in oltre 220 idiomi, dall’afrikaans allo zulu, dal bengalese allo yiddish, passando per l’armeno, il lituano, lo swahili e perfino l’esperanto, il gaelico, il latino, e ciò fa di le petit prince una fra le opere più diffuse, conosciute e lette al mondo. Tant’è che, soltanto in Italia, essa è stata adattata, oltre che nella lingua nazionale, altresì nei dialetti bergamasco, bolognese, friulano, milanese, napoletano, piemontese, sardo, veneziano e, ora, anche siciliano.
La lettura della traduzione, che per quanto di nostra conoscenza è la prima in siciliano e quindi essa pure da considerarsi un originale, mentre il testo le petit prince di Antoine De Saint-Exupéry è da intendersi quale l’opera prima alla quale la traduzione fa riferimento, ci fornisce il destro per numerose notazioni sul dialetto siciliano, su talune delle quali, succintamente, di seguito argomenteremo. Ad iniziare dalla didascalia relativa alla illustrazione che per prima incontriamo all’interno, la quale, a ben leggerla, si mostra come una sorta di identikit del traduttore e ne “tradisce” nettamente la provenienza. La frase in argomento è: “Jò criu chi iddu, pi jirisinni, apprufittau di na migrazioni d’aceddi sarvaggi.”
Ìu, èu, , ièu, sono alcune tra le tipologie, qua e là usate in Sicilia, per esprimere il pronome personale “io” e ognuna di esse gli studiosi hanno attribuito a una determinata localizzazione geografica. E così, per dirla col monumentale VOCABOLARIO SICILIANO Piccitto – Tropea – Trovato, “iò” appartiene preminentemente alla circoscrizione “TP 20”, ovvero, verifichiamo nel reticolato della cartina ivi inclusa, alla punta più occidentale della Sicilia, alla provincia di Trapani. Un percorso così sinuoso per proclamare che Mario Gallo è trapanese e che a motivo di ciò le peculiarità che ne denunciano tale provenienza sono insite nella sua parlata e correnti nella sua scrittura; l’impiego esclusivo del pronome “iò” ne è palese riprova. La forma Jò, infatti, è diffusa nell’aria della Sicilia nord-ovest, area rappresentata dai comuni di Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Favignana, Paceco, San Vito Lo Capo, Trapani e Valderice.
Quella posta in essere da Mario Gallo è “traduzioni dû francisi ‘nsicilianu”. Ecco, notiamo, egli utilizza le preposizioni articolate contratte, che caratterizza con l’accento circonflesso, per cui troveremo: dû francisi, ê picciriddi, ntô munnu, dâ natura, â storia, pâ virità, nnâ me vita, ô stessu liveddu, pî ranni, nô misteru, cû tiliscopiu, dî cosi, câ so pecura, chî matiti, pû culuri, dî baobab, ntê visciri, eccetera. Forme che sono in buona sostanza quelle proprie della parlata e di questa trasmettono l’immediatezza; mentre, per contro, il siciliano letterario lascia separate le due parti morfologiche e preferisce la soluzione preposizione più articolo.
Il dialetto siciliano: i suoi lemmi che tuttora noi adoperiamo con naturalezza, con proprietà di significato, con i quali assolviamo egregiamente l’esigenza sociale della comunicazione, che fanno parte a pieno titolo dell’odierno, nostro, quotidiano conversare. Orbene, quantunque pregni di vitalità, di attualità, essi sono antichi di secoli, quando non addirittura di millenni; ma di ciò non abbiamo consapevolezza, perché, invero, forse mai ci siamo interrogati in tal senso. Il siciliano, infatti, le cui radici (diciamo così ufficiali) affondano nel lontano 424 a.C. con la virtuale costituzione ad opera di Ermocrate della nazione siciliana, “Noi non siamo né Joni né Dori, ma Siculi”, è un organismo vivo, palpitante, un organismo capace di resistere alle influenze delle disparate altre culture con le quali si è “incontrato”, capace di acquisire da ognuna di esse quanto di volta in volta più utile al suo arricchimento e di stratificare tali conquiste sulle proprie, originarie fondamenta. E così si avvicendano in epoche successive il greco-siculo, il latino-siculo, l’arabo-siculo, il franco-siculo, l’ispano-siculo, ma in definitiva sempre una lingua, una sola: il siciliano. Tra le notazioni doverose su questo lavoro di Mario Gallo è da rilevare, pertanto, quella afferente alla scelta lessicale; scelta che, estraendo appunto dall’incommensurabile patrimonio del nostro dialetto voci, espressioni, soluzioni assai felici, impreziosisce la traduzione. Ne proponiamo solo pochi eloquenti esempi, con a fianco in parentesi il corrispettivo in lingua italiana: passatera (incidente), ‘nfastiriatu (di malumore), ‘nfrinzai (tirai fuori), tistiannu (scrollò il capo), ntracchiatu (elegante), arrunchianu i spaddi (alzeranno le spalle), na larma chiù ranni (letteralmente una lacrima, poco più grande), cuddata dû suli (letteralmente tracollo del sole, tramonto), alluccutu (stupefatto), zicchiava (sceglieva), munciuniatu (sgualcito), tampasiari (indugiare), fa attaccari i nervi (è irritante), siddiarsi (letteralmente scocciarsi, annoiarsi), vavusu (vanitoso), quannu ammicciau (appena scorse), arrusciu (innaffio), vecchiu bonentu (vecchio signore), mazzacani (grosse pietre), abbanidduzza (semiaperte).
Peculiarità del dialetto siciliano, saldamente legata al latino, è costituita dalla perifrastica (da perifrasi: giro di parole), che in siciliano non è passiva come nel latino e viene resa mutando il verbo Essiri in Aviri. Il latino mihi faciendum est, difatti, in italiano si volge con la perifrasi io debbo fare, o consimili, mentre il siciliano lo rende con aju a fari. E, nel principinu: aviti a pinzari, dovete pensare, si ci avâ diri, bisogna dire, m’appâ fari vecchiu, devo essere invecchiato.
Come del resto è già avvenuto in altre lingue, nel siciliano il verbo Essiri ha perduto, in favore del verbo Aviri, le funzioni di verbo ausiliare: m’avissi piaciutu, mi sarebbe piaciuto, avissi statu, sarebbe stato. Si è verificato altresì il ripiegamento del modo Condizionale a vantaggio del Congiuntivo: truvassiru, troverebbero, fussi, sarebbe, facissi, farebbe, lassassi, lascerebbe, e del tempo Passato Prossimo a beneficio del Passato Remoto: ‘ncuntrai, ho incontrato, campai, ho vissuto, accattai, ho comperato …      
Nel dialetto siciliano manca il tempo futuro dei verbi. “Come interpretare questa anomalia? Ecco lo spunto – asserisce Paolo Messina – per un nesso fra lingua e cultura, modi di essere e di pensare. È la consapevolezza storica dell’esserci heideggeriano a produrre la riduzione continua del futuro a presente, all’hic et nunc, e ciò nel pieno possesso del passato ormai definitivamente acquisito. I siciliani sono padroni del tempo o, per dirla con Tomasi di Lampedusa, sono Dei. Ma essere (o ritenere di essere) padroni del tempo può voler dire dominare mentalmente la vita e la morte, avere la certezza della propria intangibilità solo nel presente, un presente che si appropria del tempo futuro per scongiurare la morte, ombra ineliminabile dell’esserci. Quello che conta è il presente. Essere e divenire, insomma, nell’ansia metafisica si fondono o si confondono.” Manca il tempo futuro e ogni proposizione riguardante un’azione futura viene costruita al presente e al verbo si associa un avverbio di tempo. Il principinu non deroga a tale precetto: ti pozzu aiutari ‘n jornu, potrò aiutarti un giorno, tu rumani sî luntanu, tu sarai lontano, capisci allura, capirai …  
Nel dialetto siciliano occidentale (ossia delle parlate del trapanese, dell’agrigentino centro occidentale e di parte del palermitano) è inoltre del tutto assente il dittongo metafonico, ovvero la dittongazione della vocale accentata: vientu per ventu, fierru per ferru, buonu per bonu, truonu per tronu, che è invece presente nelle parlate della Sicilia centro-orientale, ossia nelle zone del sostrato siculo. Per l’assenza della metafonesi, osserva Giorgio Piccitto, il dialetto siciliano-occidentale si distacca da tutti gli altri dialetti centro-meridionali.  
Capita persino nelle migliori famiglie, e neppure stavolta, probabilmente a causa della nefanda precipitazione di chiudere che sopravviene ogniqualvolta si è alle stampe, vi si è sfuggiti, di inceppare in qualche svista. Convinti come siamo che viceversa, con un pizzico più di attenzione, vi si sarebbe potuto ovviare provvedendo alla loro corretta distinzione ortografica, rileviamo nondimeno l’incongruenza nella scrittura di cu sî? chi sei, cu veni, chi verrà, cu siti?, chi siete? pronome, e cu tia, con te, cu l’occhi, con gli occhi, cu iddu, con sé, preposizione.

Ciò malgrado, un plauso a Mario Gallo e buon principinu a tutti.   

§ § §

Callimaco, 310 ca. a.C.

di Marco Scalabrino

O tu ca passi … / ricordati ca sugnu … patri / d’un Callimacu natu nta Cireni / … pueta”;
Passanti, tu si’ accantu di la tomba / di lu figghiu di Battu, / bravu comu pueta.”

Biografia essenziale – luogo di nascita, paternità e (ribadito) status di poeta – fornitici di prima mano, rispettivamente dagli epitaffi per il padre, Batto, e per se stesso.
A corredo di questo succinto elaborato su Callimaco, poeta, erudito, precettore, catalogatore della Biblioteca di Alessandria d’Egitto, ricorreremo a taluni convenienti cenni e, quanto a ciò che più ci preme in questa sede: la poesia, come egli la percepì e la realizzò, al supporto dello stesso autore.
E ci avvarremo – in apertura un anticipo – di un risicatissimo numero di versi, per giunta nella loro traduzione in Dialetto operata da Salvatore Camilleri, poeta e letterato siciliano tra i più insigni del secondo Novecento, il quale in proposito appunta: “Con Callimaco la poesia greca si rinnova, e per le mutate condizioni politiche, quali sono quelle che seguono il grandioso sogno di Alessandro, e per una nuova concezione della vita, a misura d’uomo, più legata alla realtà, al contingente. Di questa poesia, egli è il poeta più alto, il teorico più illuminato, l’artista più completo.”

La poesia di Callimaco rompe col “canto unico e continuato”, non celebra più il mito degli dei e degli eroi. Essa predilige “la brevità e la leggerezza”, congiunte alla raffinatezza dello stile, e per prima intese indirizzarsi non alla moltitudine ma a un uditorio selezionato che ne cogliesse e apprezzasse lo spirito, l’erudizione, la grazia, l’ironia. Ma l’aspetto più rimarchevole, determinante, che in definitiva ci incanta, è quello del poeta dalla consapevolezza e dalla originalità assolute, dell’innovatore il quale concepisce che la poesia deve inoltrarsi per i sentieri inusitati e non già ripercorrere le piste battute, deve trovare in sé la propria autonoma giustificazione – la nozione dell’arte per l’arte – e sottrarsi ad ogni finalità morale, pedagogica, civile, religiosa ...

Pueta, si addevi / ‘n-animali pi fari un sacrifiziu, / criscilu beddu grassu. /
Però la puisia l’hâ fari sèngula. / Pi di chiù ti cumannu di non fari /
la stissa strata di li carriaggi / unn’è ca tutti passanu a fudduni. /
Non mettiri li roti / di li to’ carrioli / unni ci sunnu già li ntacchi fatti, /
nta la carrata granni. / Pigghia trazzeri novi / puru si sunnu stritti.”

E ulteriormente proclama:

Odiu la puisia fatta a stigghiola / e la strata cumuni, ca la fudda /
scarpisa d’ogni parti. / Non m’attira / n’amanti ca si duna a chistu e a chiddu. /
Non bivu a la funtana di la chiazza. / Disprezzu chiddu c’apparteni a tutti.”

Quest’ultima altresì nella versione in lingua allestitane da (un altro illustre siciliano) Salvatore Quasimodo: “Non amo la poesia comune e odio / la strada aperta a chiunque. / Odio un amante goduto da tutti / e non bevo a una pubblica fontana. / Odio ogni cosa divisa con altri.”

Non senza ragione dunque, Callimaco fu definito il più moderno tra i Greci, si è parlato della sua quale l’archetipo di una visione nuova della poesia, antesignana quasi di quella moderna.

In polemica con le accuse mossegli:

Dicinu ca non aju / mancu scrittu un puema, granni e grossu, /
di milli e milli canti, / dicantannu li re / o li superbi eroi di lu passatu, /
ma sulu puisii di pocu versi, / com’è ca li po fari un picciriddu”,

egli ribatté:

“Canciati sistema; / mparati a giudicari / la puisia cu l’arti, / non cu la longa
ammàtula / pertica pirsiana, / e non m’addumannati / canti comu li trona
ca ribbùmmanu! / Non è còmpitu miu, / ma còmpitu di Giovi truniari.”


Callimaco, dopo oltre duemila anni, ancora esemplare.


venerdì 21 aprile 2017

PREMIO NAZIONALE DI POESIA HIMERA BANDO 5^ EDIZIONE 2017





Carissimi amici di TONYPOET vi invito a partecipare a questo importante concorso organizzato dall'Associazione Termini D'Arte . 

Sono previste  ben 4 sezioni tra cui una dedicata alla città di Himera con opere edite ed inedite, molti i premi previsti tra cui un gioiello, trofei, targhe, pergamene, opere pittoriche.

Verrà  conferito il Premio alla Cultura 2017 ad una personalità che si è distinta nel campo dell’Arte e della Cultura ,con un’opera dello scultore Vincenzo Gennaro, saranno assegnate  la  “Targa Saverio Orlando”e  due Targhe all’ Eccellenza ad operatori culturali di rilievo.


Bando di Concorso
 
Art. 1 - L’Associazione culturale Termini d’Arte, con il patrocinio del Comune di Termini Imerese e del Parco Archeologico di Himera, bandisce ed organizza la V Edizione del Premio Nazionale di Poesia “Himera” con una sezione speciale sul sito archeologico.
Art. 2 - Il premio si articola in 4 sezioni:
Sez. A - Poesia inedita in Lingua Italiana (tema libero)
Sez. B - Poesia inedita in Lingua Siciliana e nei Vernacoli d’Italia, affiancata da traduzione in italiano (tema libero)
Sez. C - Città di Himera: Opere (edite ed inedite) letterarie, storiche, di archeologia e di numismatica su Himera, incluse le tesi di laurea e di ricerca, video-documentari
Sez. D – Raccolta di Poesia Edita in Lingua Italiana (pubblicata dal 2011 al 2017).
 
Art. 3 – Nelle sez. A e B i partecipanti, di età non inferiore ai 18 anni, possono partecipare ad entrambe le sezioni (con versamento delle rispettive quote) con un massimo di due componimenti poetici da produrre in cinque copie. Le opere  dovranno essere scritte su foglio di carta bianca, corpo 12 e massimo 36 versi. I componimenti, privi di firma o altro segno di riconoscimento, dovranno essere inoltrati in plico raccomandato. Il plico dovrà contenere, oltre la copia di ricevuta di versamento,  anche una busta più piccola, chiusa e anonima, contenente:    a) una copia firmata dell’opera; b) i dati anagrafici dell’autore (cognome, nome, indirizzo, recapito telefonico e di posta elettronica); c) la copia della seguente dichiarazione: “Dichiaro che il testo che presento è inedito, che alla data dell’invio non risulta vincitore in altri concorsi  e che è frutto del mio ingegno.
•  In alternativa alla spedizione postale è possibile la partecipazione alle sezioni A e B  mediante l’invio del materiale all’indirizzo Email: termini.darte@libero.it  indicando in Oggetto: Premio Nazionale di Poesia Himera e la Sezione.
(a)Gli elaborati delle due sezioni a cui si partecipa dovranno essere inviati in formato Word (doc o docx) carattere Times New Roman 12, ciascuno su un file distinto, di cui (b)una copia anonima  e una copia firmata e con la dicitura :Dichiaro che il testo che presento è inedito e che alla data dell’invio non risulta vincitore in altri concorsi e che è frutto del mio ingegno. Indicare  indirizzo email e contatti telefonici.( c) La ricevuta del versamento.
Art. 4 - Nella Sezione C (Città di Himera) si partecipa con una sola opera, inviando, presso la nostra sede,  una copia in cartaceo ( completa dei dati dell’autore e ricevuta di versamento) e il file dell’opera al seguente indirizzo e-mail (termini.darte@libero.it
Art. 5- Nella Sezione D si partecipa con l’invio di n° 5 copie dell’opera, di cui una completa di firma, dati dell’Autore e contatti telefonici.
Art.6- Il plico contenente i lavori partecipanti, sul quale dovrà essere apposta la dicitura “Partecipazione al Premio Nazionale di Poesia “Himera” Sez………, deve essere spedito entro il 15/07/2017 (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo: Associazione Culturale “Termini d’Arte”, Via Garibaldi 53, 90018 Termini Imerese (PA)
 
Art. 7 - A parziale copertura delle spese organizzative  è richiesto un contributo di € 15,00 per ogni sezione. Forme di versamento: • In Contanti da allegare al plico delle opere • Con bollettino postale: C.C. P. N°8349708 intestato ad Associazione Culturale Termini d’Arte - Causale: “Premio Nazionale di Poesia Himera. • Con Bonifico Banco Posta intestato ad Associazione Culturale Termini d’Arte IBAN- IT32UO760104600000008349708 •  Con Postepay 5333171035108923 
  I plichi sprovvisti della certificazione di avvenuto pagamento o della quota di partecipazione saranno esclusi dal concorso.
Art. 8– PREMI
Sez. A: 1° Classificato: Un gioiello  “ Alderuccio Gioielli ” +  pergamena
2° e 3° Classificato: Targa personalizzata +  pergamena
Sez. B:1° Classificato: Opera pittorica del M°Franco Lo Cascio + pergamena
2°e 3° Classificato: Targa personalizzata + pergamena
Sez. C:1° Classificato: Trofeo “ Ditta Dimorae” + pergamena
2°e 3° Classificato: Targa personalizzata “Città di Himera” + pergamena
Sez. D: 1° Classificato: Opera pittorica del M° Michele Russo + pergamena
2°e 3°  Classificato: Targa personalizzata + pergamena
(Ai vincitori del Primo Premio delle quattro sezioni, che giungono da oltre la provincia di Palermo, verrà offerto pernottamento e colazione, estensibile ad un familiare).
A discrezione della Giuria potranno venire attribuiti riconoscimenti, segnalazioni di merito e Premi Speciali Giuria ad opere meritevoli. Ai vincitori del Premio Giuria verrà assegnata un’opera pittorica del M° Carlo Puleo e pergamena con motivazione.I vincitori delle segnalazioni di merito riceveranno una ceramica artistica.
Art. 9- Gli autori, per il fatto stesso di inviare le proprie opere, dichiarano di accettare l’informativa sulla Privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003.
Art. 10 - L’Associazione Termini d’Arte, si ritiene sollevata da qualsiasi responsabilità o pretesa da parte degli autori o di terze persone. I lavori inviati non saranno restituiti, e rimarranno negli archivi dell’Associazione.
Art. 11 - Tutti i concorrenti sono invitati alla cerimonia di Premiazione che avrà luogo, presumibilmente,  Domenica 1 Ottobre  2017 presso l’Aula Consiliare del Comune di Termini Imerese. I Premiati saranno avvisati tramite email o telefonata.
Art. 12 - A richiesta verrà consegnato attestato di partecipazione. I premi non ritirati restano a disposizione dell’Associazione
Art. 13 - La semplice partecipazione al premio comporta l’automatica accettazione di tutte le norme previste.
Art. 14 – I nomi delle Commissione Giuria composta da personalità del mondo culturale, il cui giudizio è inappellabile ed insindacabile, saranno resi noti dopo la proclamazione dei vincitori.
Durante la serata di premiazione verrà conferito il Premio alla Cultura 2017 ad una personalità che si è distinta nel campo dell’Arte e della Cultura ,con un’opera dello scultore Vincenzo Gennaro, verranno assegnate inoltre: la “Targa Saverio Orlando”e  due Targhe all’Eccellenza ad operatori culturali di rilievo.
Segreteria del Premio: cell. 3771921450 / 3297068021.